21/10/08

Sentenze importanti contro maltrattamenti

Collare antiabbaio,sofferenza e maltrattamento animali
20 ottobre 2008



In base al principio affermata dalla Cassazione penale nella sentenza n. 15061 del 15 aprile 2005, integra il reato di maltrattamento ad animali l’uso del c.d. collare antiabbaio. Tale affermazione si fonda sul rilievo che tale collare è causa di reali sofferenze al cane, il che non permette di dare alcun rilievo ad eventuali ordinanze ministeriali che ne legittimino l’utilizzo.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE III PENALE

Sentenza 15 aprile 2007, n. 15061

(Pres. De Maio – rel.Marmo)

Fatto e diritto

Il Gip del tribunale di Vicenza disponeva il sequestro preventivo del cane meticcio di G. S., indagata in relazione ai reati di cui all’articolo 544 ter c.p., perché in K., fino all’8 luglio 2006, maltrattava il proprio cane meticcio abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaio apposto sul collo dell’animale.


Il tribunale di Vicenza, con ordinanza del 29 settembre 2006, respingeva il gravame proposto dalla S..
Proponeva ricorso per cassazione la S. chiedendo l’annullamento dell’ordinanza di sequestro.
Con il primo motivo la ricorrente deduce che l’articolo 727 c.p. non prevede la misura della confisca, sicchè doveva ritenersi che il sequestro era stato disposto dal Gip e confermato dal tribunale di Vicenza in assenza dei requisiti di cui all’articolo 321 comma 2 Cpp.
Il motivo è infondato e va respinto.

La ricorrente è stata originariamente indagata in ordine al delitto di cui all’articolo 544 ter c.p. che, ai sensi dell’articolo 544 sexies c.p., prevede la confisca obbligatoria dell’animale in caso di condanna.
Peraltro, anche se il Tribunale per il riesame, nella parte motiva, ha richiamato soltanto l’articolo 727 c.p., ipotesi contravvenzionale, ha comunque ritenuto che il collare in questione, di tipo elettrico, è un congegno che causa al cane un’inutile e sadica sofferenza, rendendolo aggressivo nei confronti di chiunque ed ha confermato il provvedimento del Gip.
Pertanto, pur dovendo demandarsi al successivo giudizio di merito la definitiva qualificazione giuridica del fatto, deve comunque ritenersi legittimo il sequestro preventivo avente lo scopo di evitare il protrarsi di una situazione di inutile sofferenza dell’animale costituente reato.
Con il secondo motivo la ricorrente deduce che con ordinanza del 5 luglio 2005 il Ministero della salute aveva previsto che l’uso del collare elettrico e di analogo strumento che provocasse effetti di dolore sui cani rientrasse nella disciplina sanzionatoria prevista dall’articolo 727 c.p..
Peraltro l’efficacia di detta ordinanza era stata limitata nel termine di un anno a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione avvenuta nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 9 luglio 2005.
Doveva quindi concludersi che alla data dell’accertamento l’uso del collare antiabbaio non fosse penalmente sanzionato.

Anche il secondo motivo è infondato.

L’uso del collare antiabbaio, a prescindere dalla specifica ordinanza mínisteriale e dalla sua efficacia, rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali e nel caso in esame il referto medico del veterinario richiamato nella richiesta di sequestro preventivo attestava lo stato di sofferenza dell’animale.

In proposito questa Corte ha precisato che costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 c.p. ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili, ancorchè non limitati a quelli primari cui si riferisce l’articolo 54 c.p., rimanendo quindi esclusa detta giustificazione quando si tratti soltanto della convenienza ed opportunità di reprimere comportamenti eventualmente molesti dell’animale che possano trovare adeguata correzione in trattamenti educativi etologicamente informati e quindi privi di ogni forma di violenza o accanimento (v. per tutte Cassazione, Sezione terza, sentenza 43230/02).

Va quindi respinto anche il secondo motivo di impugnazione.

Consegue al rigetto del ricorso l’obbligo della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali


ANIMALI: NUOVA ORDINANZA CHIUSURA CANILE TRASACCO
20 ottobre 2008


(ANSA) - L'AQUILA, 26 OTT - Nuova ordinanza di chiusura, da parte del Comune di Trasacco (L'Aquila), per il Centro Cinofilo del Fucino. Il provvedimento segue una serie di segnalazioni dei confinanti del canile, dove vengono portati centinaia di randagi e che risulta convenzionato con piu' di 50 Comuni, con un guadagno annuo di centinaia di migliaia di euro.

Con quest'ultima Ordinanza - dichiara Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani e Consigliere Regionale Verdi Abruzzo - si dispone dunque la chiusura del Centro Cinofilo in quanto struttura priva dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 8/2004, in particolare per le norma che impone la distanza minima di 500 metri dai nuclei abitati, insediamenti urbani e strutture sanitarie ed annonarie'.
'E' ormai scaduto - prosegue - il termine di 24 mesi concesso per l'adeguamento delle strutture di ricovero per randagi, il canile a tutt'oggi si trova a meno di 100 metri dall'abitazione della famiglia Nazzicone in causa con Pino Corsi da anni, non si e' provveduto alla spontanea chiusura del ricovero nè al trasferimento dei cani in altra sede e non sono state proposte soluzioni alternative alla chiusura.
Accogliamo con soddisfazione questa nuova Ordinanza di chiusura, consapevoli che la possibilita' di un ulteriore ricorso potrebbe nuovamente far slittare la concreta applicazione di tale Ordinanza: dal 2004 ad oggi ne sono state emesse tre, senza alcun esito concreto ed i randagi abruzzesi continuano ad arrivare presso il Centro Cinofilo. Si tratta, e' bene ricordarlo, di un canile composto da un unico immenso capannone dove i cani non possono mai vedere la luce del sole, dove non esiste un solo centimetro per permettere lo sgambamento dei cani - ossia la possibilita', per qualche ora al giorno, di correre, giocare, socializzare, 'sgranchirsi le zampe' - e dove non esiste un solo albero o area verde. Attendiamo ancora che il famoso Canile di Sante Marie possa essere utilizzato come promesso due anni fa'. (ANSA).


Sentenze importanti contro maltrattamenti
20 ottobre 2008


PROTEZIONE ANIMALI: ENPA SODDISFATTA PER PRIMO ARRESTO PER MALTRATTAMENTI
Roma, 25 ott - L'Enpa rende noto il primo arresto per maltrattamenti agli animali che si verifica in Italia. È avvenuto ieri in provincia di Cagliari, dove A.S., che aveva aggredito un cucciolo sbattendolo ripetutamente contro un muro, è stato accusato di furto aggravato, maltrattamento e peculato. I Carabinieri di Pirri (Cagliari) hanno indagato sulla vicenda e hanno fermato un ingegnere della zona che, per danneggiare un vicino con cui aveva continui contrasti, ha preso il suo cane, Travanera, un cucciolo meticcio, e l'ha ripetutamente lanciato contro un muro in presenza di testimoni. L'Enpa si è costituita parte civile nel procedimento che verrà intentato all'autore del gesto di incredibile ferocia. Ma segnala come un dato fondamentale l'arresto dell'uomo, il primo nel nostro Paese nei confronti di una persona che si sarebbe resa colpevole di un reato contro un animale. "È un cambiamento importante nelle coscienze degli italiani", ha dichiarato Emanuele Deiana, coordinatore regionale Enpa Sardegna. "Per troppo tempo fare del male a un animale non è stato considerato un crimine, ma questa vicenda potrebbe essere un precedente per l'Italia, ancora molto indietro nella tutela degli animali; esiste una legge contro i maltrattamenti, la 189/2004, ma non è mai stata applicata in modo sufficientemente severo, anche quando le vittime avevano subito atti di evidente crudeltà".


PROTEZIONE ANIMALI: ENPA SODDISFATTA PER ALTRO ARRESTO PER MALTRATTAMENTI

Roma, 25 ott - Il proprietario di Travanera, sotto choc per la perdita della sua piccola amica, ha denunciato l'aguzzino del suo cane, assistito anche dagli altri condomini che avevano assistito impotenti alla scena di violenza. La cucciola è arrivata al pronto soccorso veterinario in condizioni disperate, con la colonna vertebrale spezzata in più punti; nessun intervento avrebbe potuto salvarla ed è stato necessario sopprimerla. L'Enpa continuerà a dare ogni sostegno possibile alle Forze dell'Ordine perché possano essere perseguite le persone che arrecano sofferenza agli animali. In questo caso, è particolarmente significativo il fatto che i Carabinieri abbiano ritenuto "socialmente pericoloso" il soggetto arrestato, riuscendo a dare prova di aver capito quello che da tempo la Protezione Animali cerca di dimostrare: che un uomo che non si fa scrupoli a colpire animali indifesi è una minaccia anche per gli uomini e come tale deve essere trattato.


ANIMALI. LAV: SENTENZA ESEMPLARE CONTRO I MALTRATTAMENTI

(DIRE) Roma, 25 ott - "Una sentenza esemplare, che rende giustizia agli animali" e' il commento di Ciro Troiano, responsabile maltrattamenti della Lav (Lega antivivisezione) alla notizia della condanna a tre anni e otto mesi di reclusione per detenzione abusiva di armi e maltrattamento di animali di Rosario Palermo, alla fine di un processo in cui l'associazione animalista si era costituita parte civile.
I fatti risalgono al marzo 2005, quando in un piccolo allevamento a Venaria Reale (To), un blitz di Polizia Municipale, Asl e Carabinieri del Nas, in collaborazione con la Lav di Torino, rinvenne animali in pessime condizioni: assenza di cure mediche, mancanza di acqua e cibo, tanto da costringerli a cibarsi della carcassa di un ovino e di ossa animali bruciate, ambienti angusti e privi di illuminazione.
"Un evento storico per la giustizia nei riguardi degli animali" continua la nota della Lav, "cavalli, conigli, bovini, galline sottoposti a gravi maltrattamenti, per la prima volta in Italia hanno avuto giustizia da parte di un Tribunale penale in composizione collegiale, perche' l'imputato era accusato di gravissimi reati, tra cui la ricettazione di armi".
"Un risultato- dichiara Gianluca Felicetti presidente della Lav- che arriva grazie alle pene introdotte dalla nuova normativa contro il maltrattamento di animali".


ANIMALI. ENPA: A CAGLIARI PRIMO ARRESTO PER MALTRATTAMENTI
PER VENDETTA HA UCCISO CON FEROCIA UN CUCCIOLO, ORA RISCHIA ANCHE IL CARCERE FINO A 2 ANNI.


(DIRE) Roma, 25 ott - C'e' il primo arresto in base alla nuova legge sul maltrattamento di animali. Lo rende noto l'Ente nazionale protezione animali (Enpa), spiegando che le manette sono scattate ai polsi di un uomo che ha sbattuto un cucciolo contro il muro fino a ucciderlo, per vendicare un presunto torto subito da parte del proprietario del cane. "Ma se la 189/2004 sara' applicata in modo severo, rischia il carcere fino a due anni- segnala Enpa- per aver maltrattato un animale causandone la morte". L'arresto c'e' stato ieri in provincia di Cagliari, dove A.S., un ingegnere, e' stato accusato di furto aggravato, maltrattamento e peculato.
I Carabinieri di Pirri (Cagliari) che hanno indagato sulla vicenda, spioega l'Enpa, hanno fermato l'ingegnere che, per danneggiare un vicino con cui aveva continui contrasti, ha preso il suo cane, Travanera, un cucciolo meticcio, e l'ha ripetutamente lanciato contro un muro in presenza di testimoni.
L'Enpa si e' costituita parte civile nel procedimento che verra' intentato all'autore "del gesto di incredibile ferocia". Ma segnala come "un dato fondamentale" l'arresto dell'uomo, il primo nel nostro Paese nei confronti di una persona che si sarebbe resa colpevole di un reato contro un animale.


ANIMALI: TORINO, CONDANNA 3 ANNI E 8 MESI PER MALTRATTAMENTI

(ANSA) - ROMA, 25 ott - Tre anni e otto mesi di reclusione, questa la condanna inflitta dal tribunale di Torino a Rosario Palermo, accusato di ricettazione, detenzione abusiva di armi e maltrattamento agli animali.
Per la prima volta in Italia, rende noto la Lav, una persona viene condannata per aver maltrattato gli animali, con l'aggiunta di dover risarcire la Lav con 10 mila euro e pagare le spese processuali.
E' la stessa associazione animalistica a rendere nota la decisione dei giudici torinesi. I fatti risalgono al marzo 2005, quando in un piccolo allevamento di animali, a Venaria Reale (Torino), numerosi animali vennero salvati grazie a un blitz di Polizia Municipale, Asl e Carabinieri del Nas, e al pronto intervento della LAV di Torino.
'All'interno di un orto abusivo, ricorda la Lav, in mezzo alle tante baracche sorte alle spalle del cimitero di Venaria, Rosario Palermo, un pensionato di 60 anni, aveva messo su un vero e proprio allevamento, con animali tenuti in condizioni pietose. Contestualmente furono trovare numerose armi. Per crudelta' o comunque senza necessita', l uomo e' stato condannato per aver sottoposto un cane, due asini, due galli, otto galline, ventisei conigli, sette bovini, otto cavalli, due scrofe, tre oche e due capre, a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, omettendo di provvedere alle necessarie cure mediche, senza fornirgli acqua e cibo adeguati, tanto da costringerli a cibarsi della carcassa di un ovino e di ossa varie bruciate; costringendoli in ambienti angusti, privi di illuminazione naturale, a competere tra loro per procurarsi il cibo, imprigionando con catene lunghe appena 30 cm. i bovini, tanto da impedirgli di muoversi se non per coricarsi. In seguito al blitz, l imputato fu arrestato per detenzione illecita di armi e gli animali sequestrati. Gli animali sono stati affidati alla LAV e attualmente vivono presso famiglie o strutture private. Ora con la confisca sara' possibile darli in adozione definitiva'.
'E' un risultato che ci aspettavamo - dice Gianluca Felicetti, presidente della LAV- confidando nella giustizia e nelle piu' severe pene introdotte dalla nuova normativa, la legge 189/04 contro il maltrattamento di animali: con la precedente semplice contravvenzione, il colpevole avrebbe rischiato appena una tirata d orecchi. Grazie alla riforma del codice penale operata dalla legge 189/04, forze dell'ordine e la magistratura hanno finalmente uno strumento di repressione piu' efficace'.
Posta un commento