30/11/09

L'ARRIVO DI SASHA

Dopo alcuni giorni dalla perdita della mia carissima Chicca, mia figlia portò in casa Tommy e Maya, due splendidi cagnolini di circa 3 mesi con i quali avevo creato ingiustamente una barriera al mio amore e al mio rapporto con loro, essendo il mio cuore completamente distrutto da quel triste evento... Il tempo passava velocemente e qualcosa continuava a mancarmi dentro .... Dopo quasi due anni incontrai per caso un piccolo cucciolo.... sentii qualcosa di esplosivo che stava rinascendo dentro il mio cuore.... il desiderio forte di  donare e ricevere ancora questo amore smisurato....non pensai  più a nulla e quel cucciolo lo portai  via con me!  Questa è la storia di Sasha e di un amore rinato .... che ora vi racconto. 

Era una giornata fredda. Aveva piovuto insistentemente per tutta la notte e quando mi alzai uno spiraglio di sole cominciava a sbirciare tra le nuvole. Ero indecisa se uscire o no, in verità non avevo tanta voglia di vestirmi, ma avevo promesso a mia figlia Sara di comprarle i calzini e non me la sentivo di non accontentarla. Uno squarcio di azzurro mi invogliò! Mi vestii frettolosamente, più che altro a causa del freddo, e andai a farmi una passeggiata al mercatino rionale. Prima che Chicca mi lasciasse era sempre lei a farmi compagnia durante queste mie passeggiate … e la sua assenza aveva ormai stroncato molte mie abitudini che erano diventate nostre! Sorvolando i miei ricordi mi incamminai frettolosamente verso il mercatino ma ad un tratto, mentre stavo per avvicinarmi alla bancarella dei calzini, venni incuriosita da un gruppetto di donne e bambini fermi davanti ad un grande scatolone.

Spinta dalla curiosità mi avvicinai e scoprii che all’interno dello scatolone c’erano tre cuccioli di cane, uno bianco, uno marroncino e un altro nero e marrone, tutti e tre di circa due mesi, meravigliosi e dolci, accucciati uno addosso all’altro tremanti dal freddo.

La signora che li aveva in custodia era una volontaria della “Associazione Nazionale per la difesa del cane”, una donna molto gentile che si prestava a rispondere a tutte le domande che le venivano poste riguardo al regolamento sull’adozione. Aveva raccontato la storia di quei cagnolini a chissà quante persone e ormai si limitava a dire: “… sono stati abbandonati e cercano una famiglia, sono qui con loro per cercare qualcuno che li adotti … ” . Una storia molto triste e purtroppo sempre uguale in questi casi.

Presi in braccio uno di quei cagnolini e mi accorsi che il freddo glaciale lo faceva tremare come una foglia. Nel medesimo istante, nel guardare gli altri due così indifesi, provai un grande senso di scoraggiamento mentre una punta di dolore trafiggeva il mio cuore al solo pensiero che quei cagnolini sarebbero stati affidati ad un canile se qualcuno non li avesse adottati al più presto! All’improvviso una donna, avendoci intraviste tra gli oggetti della sua bancarella, ci venne incontro correndo e si fermò di colpo davanti a noi. “Ah, eccolo qui, l’ho visto prima mentre lo mostravate ad alcune persone. Posso prenderlo in braccio?” chiese la giovane donna alla volontaria indicando il cagnolino bianco che già era entrato nel suo cuore e che subito si svegliò nel percepire il calore delle sue carezze.  La donna chiese informazioni sull'adozione e dopo aver firmato il  foglio specifico andò via insieme al suo cagnolino bianco, lasciando un grande sorriso sul mio volto e su quello della volontaria.

Intanto il piccolo cagnolino marrone si era addormentato avvolto nella mia sciarpa. Sentivo il suo lieve respiro, il suo calore così tiepido mentre lo stringevo a me per non farlo tremare, lo accarezzavo e sorridevo ogni volta che mi annusava le mani e regalava qualche sua leccatina alle mie dita. Con quale coraggio avrei dovuto riporlo nello scatolo?

“Questo lo prendo io” dissi alla volontaria che nel frattempo dava da bere all’altro cagnolino che era rimasto da solo nello scatolo. “Mi dispiace per questo piccolo che rimane da solo, cercherò di chiedere un po’ in giro…” aggiunsi mentre la donna registrava il mio nome sul foglio dell’Associazione e mi precisò che il cagnolino era una femmina meticcia di razza media già sverminata!

La salutai e mi incamminai tra le bancarelle con la mia piccola pelosetta tra le braccia per comprargli una copertina di lana e subito dopo mi recai all’ambulatorio del mio veterinario per avviare l’iter sui controlli e sulle vaccinazioni. Il veterinario mi disse che stava bene e che non sarebbe cresciuta molto pur essendo un incrocio tra un pastore tedesco ed un husky. Prenotai le visite successive e me ne tornai di corsa a casa.


Durante il tragitto le sussurrai “Oggi è S. Valentino… ti chiamerò Valentina… ti piace questo nome? A me sì…. Così ci ricorderemo di questo giorno fantastico!”.

Aprii la porta di casa e i miei due cani, Tommy e Maya, mi vennero incontro con i loro soliti salti gioiosi, poi si fermarono un istante incuriositi dal fagotto che avevo tra le braccia.

Nel frattempo arrivarono anche le mie figlie che rimasero sbalordite alla vista di quella piccola pelosetta che sbirciava i loro volti  senza spaventarsi.

Mentre lei se ne stava tranquilla nella cuccia, Tommy e Maya l'annusavano, scodinzolavano e le giravano intorno in attesa che scendesse e giocasse con loro.  "Ma come, la chiami Valentina... ma dai ... non mi piace proprio questo nome per un cane!" esclamò una delle mie figlie, quando chiamai la mia cagnetta col suo nome. In quell'istante mi ritornò alla mente un nome che mi piaceva e le risposi  "Va bene... allora si chiamerà Sasha!". E così  è stato!

Da quel giorno Tommy e Maya diventarono gli amici inseparabili di Sasha al punto di farla addormentare in mezzo a loro...  di seguirla per casa quando andava a curiosare ovunque e di sopportare ogni sua tortura durante i giochi. 

In un certo senso Sasha ha dato un tocco di vitalità a Tommy e a Maya che fino al momento del suo arrivo trascorrevano spensieratamente le loro giornate  giocando molto spesso con noi ma poco tra di loro. I piccoli pupazzetti e le palline sonore  fanno tuttora parte dei loro  giochi preferiti  e il loro divertimento più sfrenato è quello di rincorrere i giocattoli che gli vengono lanciati e riportarli indietro per ricevere il premio di un biscottino!

Durante l'estate, per evitare che i giocattoli cadessero giù in strada, sono stata costretta a coprire le ringhiere del terrazzo con l'edera finta.... ma ahimè... Sasha,  non potendo più guardare la strada, ha avuto l'ottima ideaa di strappare le foglioline creandosi due belle finestre,   una per guardare di sotto stando sdraiata a terra ed un'altra per guardare di sotto stando seduta! Non riuscivo a pensarci e mi veniva soltanto da ridere nel ricordare la mia grande fatica per fissare tutto quel rampicante...!

L'altra stranezza tutta da ridere è stata senza dubbio il mistero delle ciotole! Al ritorno dal lavoro trovavo le copertine che prima di andar via avevo sitemato nelle cucce,  distese davanti al balcone e le 3 ciotole vuote abitualmente poste nell'angolo della cucina, adagiate sulle copertine .... Ebbene, era Sasha che imbandiva la loro tavola per il pranzo "al sole"  prendendo le copertine dalle cucce e trasportando le ciotole dalla cucina ... Ora, invece, quando la sua ciotola è vuota la porta davanti ai miei piedi e corre via.... ha deciso di non fare più la cameriera!

Oggi, Sasha ha 9 mesi mentre Tommy e Maya hanno due  anni di età e continuano ad essere inseparabili, affettuosi e giocherelloni tra loro come lo sono con tutti noi! Non riuscirei a stare senza di loro perchè è immensamente grande l'affetto, l'allegria, la complicità e il nostro stare così bene insieme!

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