19/01/10

MASSIMA PENA PER AVER ABBANDONATO I SUOI CANI

E’ stata condannata al massimo della pena dal Tribunale di Acireale, per il reato di “Abbandono di Animali” ai sensi dell’art. 727 del c. p. , la signora C. MV. di anni 48 di Aci S. Antonio, resasi colpevole di avere lasciato in stato d’abbandono i suoi cani, negli stenti, malati e in numerosi casi morti.

I fatti in questione risalgono a tre anni orsono, quando da segnalazione, i volontari Enpa andarono a verificare le condizioni di cani che, a detta del vicinato sopravvivevano alla fame alcuni mentre per altri era già sopraggiunta la morte.

Difatti i vicini di casa non ne potevano più di preoccuparsi di quei cani e vederli morire anche perché la proprietaria di carattere scontroso ed irascibile, proibiva qualsiasi contatto tra i suoi cani e chi voleva dare loro sollievo. Dalle testimonianze raccolte e vista l’impossibilità all’accesso i volontari hanno chiesto l’intervento delle Guardie Zoofile dell’Enpa che immediatamente intervenute hanno trovato gli animali in totale stato d’abbandono senza cibo ne acqua e vaganti all’interno del cortile con la carcassa di un loro compagno a vista.

Pertanto le Guardie Zoofile provvedevano ad informare il P.M. di turno ed a sequestrare gli animali, così dopo essere stati portati all’Asp di Acireale per le cure del caso, furono affidati in giudiziale custodia all’Enpa di Catania, due cagnette erano incinte e hanno partorito dei cuccioli sopravvissuti agli stenti delle loro mamme.

Adesso con l’avvenuta condanna della loro padrona i cuccioli le sono stati definitivamente confiscati e quindi non più di sua proprietà. "Esistono persone che ad oggi non hanno realizzato che l’abbandono del proprio animale o il mantenimento dello stesso in stato d’abbandono è un reato - specifica il Commissario dell’Enpa di Catania Cataldo Paradiso - ancora sussistono questi reati mentre sarebbe più ovvio non prendere animali se non ci dovessero essere tutte le premesse per il loro mantenimento. Anche nella nostra associazione ci sono dei volontari che pur amandoli non ne possiedono e questo semplicemente perché o non hanno gli spazi o non ne avrebbero il tempo che qualunque essere vivente richiederebbe".

Questa è solo una goccia nel mare dell’illegalità compiute a danno di questi innocenti esseri dato che quotidianamente molte non sono scoperte o taciute mentre, per l’episodio in questione, il coalizzarsi compatto degli abitanti del luogo ha dato reso possibile che il fatto fosse portato a conoscenza, i cani fossero salvati e curati e che in futuro gesta come questa siano scongiurate almeno in quel paese o da chi, per altri canali e in altri luoghi, ne venga a conoscenza.
(Fonte Enpa)
Posta un commento