10/02/10

OMAGGIO A LAIKA LA DOLCE CAGNETTA COSMONAUTA

Hanno scritto di Laika anche dopo cinquant’anni dal suo lancio a bordo dello Sputnik, il 3 novembre 1957 ….ma nessuna parola è sufficiente per ricordare il suo grande sacrificio dovuto alla crudeltà, al cinismo e alla stupidità umana!

Si racconta che Laika, un incrocio fra un husky siberiano e un terrierper, aveva l'età di tre anni,  quando fu reclutata, per la sua docilità,  tra altri animali vagabondi nella fredda città di Mosca.

Quel posto a bordo dello Sputnik se lo guadagnò con grandissima dignità, sopportando con pazieza i test, la tuta spaziale, gli elettrodi incollati nel petto, la centrifuga per simulare l’accelerazione di gravità durante il lanciò rimanendo, secondo alcune fonti attendibili della NASA, per ben tre giorni rinchiusa lì dentro in attesa del lancio con la sola possibilità di fare i propri bisogni in un sacchetto, di guaire e di agitarsi nel tentativo di fuggire. Certamente lo avrebbe fatto...se l'imbracatura che le avvolgeva il corpo e le zampe non fosse stata così stretta da impedirle qualsiasi movimento, a parte quello della testa. Laika fu lanciata nello spazio pur sapendo che per lei non era stato previsto nessun rientro trionfale perchè  sarebbe comunque morta girando attorno alla Terra. Nei lunghissimi minuti del lancio, quando la spinta dei motori era al massimo per vincere la forza gravitazionale terrestre, raccontano che Laika si sentì sicuramente schiacciata come in una morsa e la frequenza del suo cuore arrivò al limite dell’infarto, passando dai classici 100 battiti al minuto ai 250. Dicono che il terrore non l’abbandonò mai, neppure quando si ritrovò in orbita intorno alla Terra, in assenza di peso. Solo dopo tre lunghe ore in quella straziante situazione, la cagnetta si calmò ma era completamente ignara dell’agonia che l’aspettava.

Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika mentre la insaccavano dentro la sua gabbia, sa di che cosa è morta quella cagnetta, è morta di paura e di solitudine, di  stress, se si preferisce un'espressione più asettica. E' morta sognando i vicoli di Mosca, il branco dei randagi e i gatti che non avrebbe più rincorso, la mano di quegli uomini ai quali si era sicuramente affezionata, senza sapere quello che loro stavano preparando per lei.
Il funerale di Laika fu lungo. Andò avanti per 6 mesi e 2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla sopravvivenza di Laika nello spazio indicata in "oltre quattro giorni" e l'America si rodeva nella sua goffa rincorsa con missili che esplodevano dopo il lancio e scimpanzé africani che stava addestrando per inseguire i cani russi.

Laika fu cremata l'8 aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse velocità e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo, piccolo falò delle vanità ideologiche e della crudeltà umana. Tre anni dopo, il 12 aprile del '61, un essere umano dal coraggio ultraterreno, Yuri Gagarin la seguì, sapendo che avrebbe potuto fare la fine della cagnetta che l'aveva preceduto e che era stata sacrificata per lui, da un regime che trattava gli uomini come cani e dunque i cani come gli uomini. Troppo tardi per fare compagnia a Laika e portarla a passeggio tra le stelle.

Nell’ottobre del 2002, nel corso di un convegno spaziale a Houston, lo scienziato Dimitri Malascenkov, che partecipò alla realizzazione del lancio dello Sputnik con a bordo la cagnetta, affermò che la versione diffusa fino a quel momento sulla morte di Laika dopo qualche ora dal lancio con una pozione velenosa, pronta in cabina per lei nel caso le cose fossero andate storte (e così andarono), era una tremenda bugia. La cagnetta, in realtà, era morta dopo 5-6 ore per stress termico, quando per un guasto all’impianto di termoregolazione la temperatura schizzò dai 16 ai 41 gradi, facendo guaire la cagnetta e facendo diventare i suoi battiti sempre più flebili.
 
Leg Gazenko, il ricercatore che partecipò al tirocinio di Laika, a distanza di tempo afferma: “Più tempo passa e più mi rammarico per la nostra scelta. Non era proprio necessaria. Da quella missione non abbiamo imparato tanto da giustificare la tragica fine di quel cane”.

OMAGGI A LAIKA

La missione a bordo dello Sputnik 2 rese sicuramente Laika uno degli animali più famosi al mondo, tanto da essere ricordata tra i cosmonauti morti in missione.

Nel 1997 l'istituto aerospaziale di Mosca decise infatti di aggiungere ai nomi dei cosmonauti morti anche quello di Laika, dedicando all'animale una targa apposita. Inoltre furono numerosi i francobolli dedicati a Laika e per un certo periodo persino delle sigarette e delle confezioni di cioccolato furono nominate in suo onore. Nel 1987 una rock band finlandese decise di chiamarsi Laika & The Cosmonauts.

Infine il 9 marzo 2005 un piccolo fazzoletto di suolo marziano nei pressi del cratere Wostok su Marte, sul quale la sonda Opportunity stava effettuando dei prelievi, fu nominato (seppure in modo non ufficiale) Laika.

Le gesta dell’eroica cagnetta, dunque, non sono state dimenticate, tanto che proprio di recente la Russia a deciso di dedicare a Laika una statua vicino all’Istituto di Medicina Militare di Mosca.

Il monumento è stato inaugurato alla vigilia della Giornata del Cosmonauta, celebrata in Russia per ricordare il viaggio spaziale di Yuri Gagarin il 12 Aprile 1961, e scienziati e professori hanno reso omaggio con dei fiori all’eroina a quattro zampe, garantendo alla Russia che Laika non verà dimenticata!

Ciao Laika ... riuscirai mai a perdonarci?





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