03/11/11

Sperimentazione animale, si fa chiarezza sul "cruelty free"

Il dovere etico che ognuno di noi ha nel decidere di poter scegliere quali prodotti utilizzare quando si parla di sperimentazione animale è importantissimo. Ultimamente, vista la maggiore sensibilità all'argomento, le sigle e le certificazioni sono veramente troppe, si fa confusione e ci si chiede quale sia la garanzia che un consumatore responsabile e critico possa avere.

Nessun prodotto finito viene testato ormai sugli animali, e qui subentra la trappola della dicitura "prodotto finito non testato"; in realtà sono gli ingredienti che per legge vengono testati. Penso che sia superfluo elencare tutti i test invasivi, dolorosi e terribilmente crudeli che vengono inflitti a delle creature che vivono la loro breve esistenza in gabbie, al solo scopo di testare un rossetto, un sapone da barba o uno shampo.

Da vent'anni la battaglia contro i test sugli animali è costante e forse nel 2013 saranno fuori legge. Informarsi è un dovere, esiste uno Standard Internazionale, "standard cruelty free" sostenuto dalle associazioni antivivisezioniste di tutto il mondo; ogni nuovo ingrediente introdotto è un nuovo test sugli animali. Le aziende che aderiscono a questi standard danno la garanzia al consumatore di utilizzare un prodotto finito libero da crudeltà.

Diffidare quindi delle certificazioni a pagamento, come quella VeganOk. Questa certificazione non garantisce lo standard cruelty free, soltanto che il produttore non ha commissionato test su animali lui stesso, ma potrebbe aver utilizzato ingredienti testati, come spesso accade. Inoltre da considerare oltre ai test sono anche gli ingredienti di origine animale. La certificazione "Cruelty free" non garantisce che non ci siano ingredienti animali, ecco perché i prodotti devono riportare sulle etichette la presenza o meno di collagene, miele, seta ecc. Il Comitato Vivo si occupa di rilasciare la certificazione gratuita ai prodotti che sono realmente "curelty free".



Nessun commento: