03/04/12

Sperimentazione animale: video sulle gabbie della morte

(Articolo tratto da : http://www.articolotre.com/2012/03/sperimentazione-animale-video-sulle-gabbie-della-morte/73214)

La più grande associazione antivivisezionista britannica, la BUAV, ha pubblicato un video shock su uno stabilimento di detenzione nel Laos, dove vengono rinchiusi i macachi prima di essere spediti nei laboratori occidentali.





-Andrea Centini – 27 Marzo 2012 – Sporchi, emaciati, frastornati, talvolta feriti e con evidenti segni di sofferenza e perdita di pelo. E' così che appaiono decine e decine di macachi rhesus (Macaca mulatta) rinchiusi in uno stabilimento detentivo nel Laos, in un video girato da attivisti della britannica BUAV e successivamente pubblicizzato anche dalla LAV, la lega antivivisezione italiana. Per questi animali è il primo passo di un incubo senza fine, la prima prigione dopo la cattura in natura, il contatto con condizioni di “vita” atroci e, per alcuni di loro, il sopraggiungere di una morte lenta e dolorosa, come si evince dai terribili fotogrammi finali del video che potete vedere a fondo articolo. Le drammatiche immagini, toccanti, mostrano tutta la crudeltà dell'uomo nei confronti di questi sfortunati animali, che fino a qualche giorno prima potevano vivere liberamente la propria esistenza negli splendidi paradisi naturali d'origine. Ai più forti, ai sopravvissuti di questa indicibile barbarie selettiva, spetta una sorte ancora peggiore: un viaggio di sola andata verso paesi lontani e laboratori alieni, stipati in aerei cargo, verso torture e sofferenze che solo la morte può alleviare.






Sebbene in molti si sforzino di comprendere le necessità di una porzione della ricerca scientifica, per quanto detestabile e a volte soggiogata da interessi economici con fini discutibili, quanto c'è di umanamente accettabile nelle immagini che scorrono in questo video? Chi paga per queste morti causate dall'indifferenza e dall'incuria dei carcerieri? Quanto vale la vita di un macaco sano per potersi permettere un tale scempio e “spreco di preziose risorse” -a detta loro- per la scienza ed il progresso medico? Qualcuno deve fornire delle risposte, qualcuno deve spiegare perché succede tutto questo e chi ne foraggia il perpetuarsi deve assumersi le proprie responsabilità, morali e non.
Chiudiamo con le sagge dichiarazioni della biologa Michela Kuan, una delle responsabili antivivisezione della LAV. “Parlare di benessere per questi animali da laboratorio è scorretto e fuorviante perché dalla cattura in natura, alla detenzione nelle gabbie e infine all’esperimento nei laboratori, l’animale è costantemente sottopostoa violenze fisiche e psicologiche che lo privano delle basilari necessità della specie evolutasi, in questo caso, per vivere in contesti sociali complessi e in un habitat esteso. Non esiste una buona sperimentazione animale, i primati destinati alla vivisezione sono trasportati e catalogati come merce deperibile, trattati come oggetti vivono la loro breve esistenza nel terrore tra sofferenza e agonia: vendere queste atrocità come evoluzione della ricerca è immorale e totalmente ingannevole. L'Italia non deve perdere questa occasione per dare una svolta importante sul piano scientifico ed etico alla ricerca, a tutto vantaggio della salute davvero di tutti”.




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