14/05/13

Corte di Cassazione – Fa “volare” il cucciolo con un calcio – Pagherà 2000 euro

Perchè è impossibile il carcere con l'attuale legge

Articolo pubblicato da GEAPRESS  | 09 maggio 2013
 
cucciolo canile palermoGEAPRESS – La Corte di Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di una donna di origine campana accusata di comportamenti violenti nei confronti di un cucciolo di setter. Ne da comunicazione l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).
La multa, ovvero la sanzione pecuniaria del reato-delitto di cui all’articolo 544/ter del Codice Penale (maltrattamento di animali) è stata decisa in appena duemila euro.Va precisato che le condanne italiane finora inflitte nel caso di ben più efferati episodi di maltrattamento o uccisioni, si registrano in poco più di 10.000 euro.
Con  Sentenza 19695 dell’08 maggio scorso, i Giudici della Terza Sezione Penale, hanno riconosciuto il dolo nel comportamento della donna la quale, senza necessità, ha volontariamente cagionato delle lesioni al povero cane. In particolare il cucciolo sarebbe stato colpito con un calcio alla coscia posteriore   “facendolo volare per alcuni metri”.
La donna dovrà ora pagare, oltre alla multa di 2000 euro, anche le spese processuali pari a 1000 euro.
I reati di maltrattamento ed uccisione di animali, pur essendo stati molto pubblicizzati per le previsioni di reclusione, prevedono in realtà delle pene detentive di gran lunga inferiori alla soglia di punibilità. Non è neanche possibile disporre forme di pena alternativa. Nel caso dell’uccisione di animali (544/bis C.P.), manca del tutto anche la previsione di multa. Per quest’ultimo reato la pena di reclusione prevista è compresa da quattro mesi a due anni, ma è bene precisare, per chi esegue la facile equazione che la reclusione equivale al carcere, che quest’ultima ipotesi (senza considerare le attenuanti) si può prefigurare solo con previsioni di pene reclusive minime di quattro anni.



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