23/10/13

PERU', IL GIUDICE SALVA I GATTI: NON POSSONO PIU' FINIRE IN PENTOLA

Succedeva ogni anno al festival del Curruñao

PERU', IL GIUDICE SALVA I GATTI: NON POSSONO PIU' FINIRE IN PENTOLAAl festival del Curruñao, che si tiene ogni anno nella cittadina di La Quebrada, a 140 chilometri a sud di Lima, in Perù, di solito i gatti perdenti, nella tradizionale gara tra i felini, finiscono in pentola e poi vengono mangiati. Non più, però, perché un giudice provinciale nelle settimane scorse ha proibito la manifestazione, denunciando una crudeltà pericolosa non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani che vi assistono. Lo scrive corriere.it.
La tradizione crudele, che risale all'epoca coloniale, fa parte della celebrazione religiosa di Santa Ifigenia, il cui culto affonda le radici in Etiopia. Addio, allora, alla "Carrera de gatos", la corsa dei gatti, il momento clou della festa in programma ogni settembre. I felini si salvano, quindi, da giganteschi pentoloni e dalle griglie.
"Un evento che alimenta la violenza, basato su atti crudeli nei confronti degli animali che causano grave danno sociale e di salute pubblica": così lo ha bollato il magistrato María Luyo Sánchez. Lo ha scritto nella sentenza con cui ha deciso di bandire il cosidetto "Curruñao" o "Festival Gastronómico del Gato", la parte culinaria della festa religiosa, in cui gli sfortunati felini facevano da defunti protagonisti di grigliate, stufati e altri piatti. 
I metodi utilizzati erano indecenti: secondo varie testimonianze, i gatti venivano annegati, scuoiati, a volte addirittura legati ai fuochi d'artificio e fatti saltare in aria. La denuncia era stata presentata dalla Commissione Diritti degli animali del Collegio degli avvocati di Lima, e alla campagna avevano aderito varie associazioni contro la crudeltà nei confronti degli animali. Ogni anno un centinaio di gatti venivano maltrattati, torturati, e in parte uccisi. Convocato anche un tavolo ministeriale, che valuterà una legge per proibire il consumo di carne felina in tutto il Paese.
(Fonte: www.nelcuore.org) 
 
Posta un commento