07/03/14

“Ogni anno gli zoo europei sopprimono fino a cinquemila animali”


Oltre un centinaio sarebbero esemplari di grossa taglia come giraffe, tigri e orsi





La giraffa Marius prima che venisse soppressa nello zoo di Copenhagen 

Il cucciolo di giraffa Marius non è il solo animale a essererimasto vittima delle regole degli zoo europei. Sarebbero almeno fra itremila e i cinquemila gli animali soppressi ogni anno nelle strutture
del Vecchio Continente. 

Molti di questi sono animali di piccola taglia, ma sarebbero almenoqualche centinaio quelli di grandi dimensioni come giraffe, leoni eorsi. Almeno questi sono i numeri che il dottor Lesley Dickier,direttore esecutivo dell’Associazione Europea degli Zoo e Acquari (Eaza) ha esposto durante un’intervista alla Bbc Radio 4: «Sono i numeri che stimiamo per tutti i casi di eutanasia negli zoo - ha detto - sianoessi girini fino alle giraffe» . 

Il numero preciso però non è certo perché in molti casi nei registridelle morti non viene indicata la motivazione della soppressione. Comenel caso della giraffa Marius, alcuni esemplari vengono uccisi permantenere una adeguata diversità genetica nella popolazione deglianimali in cattività. «Perdere questa diversità sarebbe un danno ancheper i possibili programmi di reintroduzione in natura - spiega il dottor Dickie -. Sono molti i casi di successo che confermano l’utilità diquesta posizione. Ora la popolazione delle tigri è più stabile e sicuranei nostri zoo che in natura. Ci sono casi come la grande scimmialeonina, un primate del Sud America, che esiste solo grazie agli zoo.
Molti altri animali vivono pessime condizioni in natura mentresopravvivono in cattività». 

A supporto della linea del dottor Dickie ci pensa Simon Tonge,presidente della Eaza: «Il 10 o 15 % della gente è contrariaall’uccisione degli animali, ma la maggior parte - se è necessario peril consumo umano o per regolare la popolazione animale - non sonocontrari». Sul web non sono ovviamente d’accordo gli animalisti chesottolineano come gli animali dovrebbero essere sottoposti alle regole
della natura, quella vera e non a strane politiche di conservazionedettate forse più da esigenze di budget che dai reali interessi deglianimali. 




Posta un commento