09/02/16

Le malattie infettive del cane

 


Cimurro, gastroenterite, leptospirosi, leishmaniosi, rabbia, epatite infettiva: sintomi, diagnosi, prevenzione e cura.

IL CIMURRO

Il cimurro è una grave malattia virale (Paramyxovirus) del cane che può colpire l’apparato respiratorio, l’apparato gastroenterico e il sistema nervoso centrale. La malattia è altamente contagiosa e il virus si trasmette soprattutto attraverso le secrezioni dell’animale infetto (saliva, sangue, urine). Il cane può contagiarsi per contatto diretto con i cani ammalati o per contatto indiretto, cioè attraverso oggetti contaminati dalle secrezioni dei cani infetti.

Quali sono i sintomi?
La sintomatologia può essere abbastanza varia, a seconda dell'apparato colpito. I segni iniziali sono in genere rappresentati da starnuti, tosse, formazione di muco denso intorno agli occhi, febbre, abbattimento, vomito, diarrea, inappetenza. Nei cuccioli è frequente la forma intestinale, con inappetenza, disidratazione, diarrea emorragica. Nelle fasi successive può essere visibile l'ispessimento (ipercheratosi) dei cuscinetti plantari e del tartufo. La forma nervosa è la più subdola e pericolosa e può apparire anche tardivamente. È caratterizzata da depressione, movimenti incoordinati, spasmi muscolari localizzati, convulsioni con salivazione profusa, paresi o paralisi. L'esito di questa forma è in genere infausto; se l'animale sopravvive può continuare a presentare tremori spastici localizzati (simili ai tic nervosi) o convulsioni. Sia la progressione della malattia sia la diffusione ad altri cani avvengono rapidamente.

Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi si effettua soprattutto in base ai sintomi presenti, anche se questi ultimi possono essere comuni ad altre malattie. Una condizione febbrile e catarrale con conseguenze neurologiche giustifica in genere la diagnosi clinica di cimurro. Esistono esami di laboratorio che possono dimostrare la presenza degli anticorpi verso il virus.  

Come si cura?
Come per molte altre malattie virali, non esiste una terapia specifica che elimini il virus, ma si effettua una terapia di sostegno che aiuta l’organismo a combattere la malattia. Si somministrano liquidi per via endovenosa per evitare la disidratazione, antibiotici per combattere le infezioni batteriche secondarie e farmaci per controllare i sintomi nevosi. Nonostante le cure, non tutti i cani colpiti da cimurro riescono a sopravvivere. La possibilità di guarigione è inferiore nei cani molto giovani, il cui sistema immunitario è ancora immaturo.

Come si previene?
Il cimurro è tra le malattie per le quali si effettua regolarmente la vaccinazione del cane. La gravità della malattia, soprattutto nei cuccioli, sottolinea l'importanza di effettuare la profilasi vaccinale. Il cimurro non può essere trasmesso dal cane all'uomo o al gatto.

LA GASTROENTERITE VIRALE (O PARVOVIROSI)

La gastroenterite virale o parvovirosi è una delle più gravi malattie virali del cane, soprattutto nei cuccioli. È causata dal Parvovirus, un virus molto contagioso trasmesso da un cane all'altro attraverso le feci. Il virus è resistente alle variazioni di temperatura e di clima e può sopravvivere a lungo nell'ambiente e sugli oggetti, quali scarpe, erba, cucce, lettini, guinzagli e anche persone. Il contagio avviene quindi attraverso il contatto orale con feci infette o oggetti contaminati. Il cane spesso viene esposto al virus al parco o in altri ambienti di socializzazione con i suoi simili, ma il patogeno può entrare in casa anche attraverso una serie di oggetti contaminati. 

Quali sono i sintomi?
Solo il 20% circa dei cani infetti sviluppa la malattia, ma le conseguenze possono essere gravi. Sono colpiti da gastroenterite virale soprattutto i cuccioli di 6-20 settimane. In genere il cane infetto presenta vomito intenso, grave diarrea emorragica caratterizzata da un forte odore acre, depressione, inappetenza. Vomito e diarrea inducono rapidamente un grave stato di disidratazione che, soprattutto nei cuccioli, può essere fatale. In assenza di terapia, il cane è destinato a morire in breve tempo.

Come si cura?
Data la gravità e la contagiosità del virus, il cane infetto dovrebbe essere ricoverato e isolato dagli altri animali. Il trattamento è finalizzato al controllo del vomito e della diarrea e alla somministrazione di fluidi per via endovenosa  (fleboclisi) per reidratare il cane. Nei casi più gravi si somministrano anche antibiotici contro le infezioni batteriche secondarie. Il cane deve essere tenuto pulito e al caldo.
In genere il decorso della malattia è di 5-7 giorni, ma la guarigione non è sempre sicura. Iniziare precocemente il trattamento aumenta le probabilità di successo, tuttavia il trattamento deve essere tentato anche su un animale che presenta i sintomi da più giorni.
Fortunatamente, per questa grave malattia esiste la vaccinazione, che deve essere effettuata già nel cucciolo intorno a 6-8 settimane di età e poi ripetuta (richiami) regolarmente per tutta la vita. Il virus della gastroenterite canina non causa malattia nel gatto e nelle persone.

LA LEPTOSPIROSI

La leptospirosi è una malattia batterica che può colpire molte specie animali, compreso il cane e l'uomo. È causata da un organismo batterico di forma spirale chiamato Leptospira. La malattia può essere grave e anche fatale, sebbene la morte si verifichi in genere solo nei cani di età inferiore a sei mesi. I batteri raggiungono il circolo sanguigno e possono causare danni agli organi, quali il fegato e i reni.
Esistono numerosi ceppi di Leptospira che possono infettare il cane, tra i quali soprattutto: Bratislava, Autumnalis, Ictero-haemorrhagiae, Pomona, Canicola ecc. Questi batteri utilizzano diverse specie di animali domestici e selvatici come loro ospiti: i ratti, i topi, i procioni, le moffette, i bovini, i cavalli e il cane.

Come si contrae la leptospirosi?
Le leptospire si diffondono attraverso le urine degli animali infetti. Attraverso l’urina il batterio può contaminare l’acqua o il terreno, dove può sopravvivere per settimane o mesi. L'acqua stagnante è un ambiente particolarmente adatto alla sopravvivenza del batterio. Gli animali e l'uomo possono infettarsi attraverso il contatto con le urine di animali infetti (o altri fluidi del corpo, tranne la saliva) o con l'acqua o il suolo contaminati dalle urine. Il cane può infettarsi, ad esempio, bevendo acqua contaminata o camminandovi dentro. Le leptospire entrano poi nell'organismo attraverso la pelle o le mucose oculari, nasali od orali, soprattutto in presenza di lesioni, ferite o graffi.
Una delle principali fonti di leptospire sono i topi e i ratti, quindi il contagio è più probabile nelle zone in cui queste due specie sono abbondanti, soprattutto in presenza di canali, stagni e fossati. È rara, invece, la trasmissione diretta della leptospirosi da un cane all'altro. Può anche avvenire l'infezione in utero, cioè dalla madre al feto. Il gatto può infettarsi, ma è una specie naturalmente resistente alla malattia. Gli animali infetti possono continuare ad eliminare i batteri nell'ambiente in modo continuo o sporadico, per mesi e a volte anche per anni.

Quali sono i segni della malattia?
I segni clinici di leptospirosi possono variare e sono aspecifici. A volte gli animali non mostrano alcun sintomo. La gravità e l'evoluzione dell'infezione nel singolo cane determinano la presenza o meno dei segni della malattia. Alcuni segni d’infezione sono: vomitoitterodimagrimento, febbre, presenza di sangue nelle urine, segni generici di dolore (addome, muscoli, articolazioni).
In alcuni cani la leptospirosi diviene cronica e spesso in questi casi non sono presenti sintomi; tuttavia, il soggetto può trasmettere l'infezione ad altri animali.

Come si effettua la diagnosi?
Il veterinario effettua la diagnosi di leptospirosi prelevando dei campioni di sangue o di urine dal cane e osservandoli al microscopio.

Come si cura?
La leptospirosi si cura innanzitutto con gli antibiotici, con lo scopo di eliminare l'organismo dal corpo del cane, impedire la progressione dei danni agli organi interni ed evitare che il soggetto trasmetta l'infezione ad altri animali.
Oltre gli antibiotici, possono essere necessarie altre misure di sostegno, quali la somministrazione di fluidi per via endovenosa per sostenere la funzione renale ed epatica e farmaci contro la nausea ed il vomito. Più precoce è la terapia e maggiori sono le possibilità di successo. Nei casi più gravi la malattia può essere mortale.

Come si previene?
Il cane deve essere regolarmente vaccinato contro la leptospirosi, soprattutto se vive in zone dove sono presenti topi e ratti. I vaccini esistenti non proteggono da tutti i ceppi di leptospira. Inoltre, il vaccino contro la leptospirosi ha una durata inferiore all'anno e nelle zone a rischio è consigliabile ripetere i richiami ogni sei mesi. È poi importante prevenire l'esposizione del cane al batterio tenendolo lontano da fonti d'acqua stagnante o animali selvatici.

È possibile contrarre la leptospirosi dal proprio cane ammalato?
Normalmente, il rischio per l'uomo di contrarre la leptospirosi dal cane è esistente, ma basso. La trasmissione avviene in genere attraverso il contatto diretto o indiretto con le urine o i tessuti dell'animale infetto. Se il proprio cane è affetto da leptospirosi è bene evitare quindi il contatto con l’urina e il sangue dell'animale, o eventualmente indossare indumenti protettivi, lavarsi le mani, pulire eventuali superfici contaminate dall'urina con detergenti domestici antibatterici o candeggina ed acqua (una parte di candeggina in 10 parti di acqua). In caso di una sospetta esposizione a un animale infetto e in presenza di sintomi di tipo influenzale occorre comunque rivolgersi al proprio medico.


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