27/05/10

LEISHMANIOSI CANINA: UNICA ARMA LA PREVENZIONE

La leishmaniosi è una malattia parassitaria che colpisce soprattutto il nostro amico a quattro zampe. 

Questa malattia si trasmette con dalla puntura del Phlebotomus papatasi, comunemente chiamato pappatacio (proprio perché pappa senza farsene accorgere e senza emettere alcun rumore), insetto simile alla zanzara, che colpisce principalmente da maggio ad ottobre e preferibilmente dal tramonto all'alba.

Questa malattia colpisce il cane punto dall'insetto infetto e porta a sintomi piuttosto gravi. Un cane risultato positivo al test può tuttavia vivere per molto tempo prima di manifestare sintomi, ma può comunque diffondere la malattia. La leishmaniosi, inoltre, è un'antropo-zoonosi, cioè una malattia trasmissibile, in alcune particolari condizioni (sistema immunitario compromesso), anche all’uomo. Molto importante è tenere presente che la leishmania non viene trasmessa direttamente da cane a cane o da cane a persona: il protozoo infatti, per diventare infettante, deve prima compiere nel flebotomo una parte del proprio ciclo biologico (wikipedia).

La malattia si presenta con una serie di sintomi che possono presentarsi insieme o singolarmente. Alcuni animali possono presentare prevalentemente la sintomatologia cutanea della malattia come la dermatite secca esfoliativa (tipo forfora), in altri vengono colpiti gli organi interni con una perdita di peso in modo più o meno rapido, altri ancora manifestano sintomi di entrambi i tipi. Si possono verificare casi di alopecia, lesioni alle orecchie le quali perdono pelo e manifestano vere e proprie ulcere sanguinolente, perdita di sangue dal naso dovuta a ulcere nella mucosa orale in cui sono presenti i parassiti, dolori articolari compreso anche mal di schiena, lesioni oculari, danni renali fino al coma uremico. La diagnosi viene effettuata sul sangue, sull'urina, su prelievi citologici di linfonodi, midollo osseo e milza.

Al momento non esiste ancora una cura definitiva per la leishmaniosi, tuttavia la terapia riesce a rallentare il suo decorso, se non a bloccarlo. Cani che reagiscono molto bene alla cura possono continuare a vivere anni senza più manifestare i sintomi della malattia. Tuttavia sono possibili delle ricadute e per questo motivo in genere si effettuano esami periodici e si somministrano i medicinali in caso delle ricadute.

Non essendo ancora stato prodotto un vaccino, la profilassi per il cane non può limitarsi ad altro che alla protezione dagli insetti con prodotti repellenti oltre ovviamente ai dovuti controlli dal proprio veterinario di fiducia.

La prevenzione è quindi l’unica arma per i nostri amici a quattro zampe che va fatta in particolare nei mesi estivi, facendo indossare ai cani specifici collari in modo permanente ed applicando sulla loro cute apposite fialette. Altra precauzione può anche essere quella di far dormire il cane al coperto dal momento che la notte e la mattina presto sono i momenti migliori per l’attacco dei pappataci. Non dimentichiamo di proteggere i nostri fidati amici a quattro zampe soprattutto quando li portiamo a correre nei giardini, l'erba è il luogo preferito da questi insetti, soprattutto col calar del sole.



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