25/06/18

In Lussemburgo no animali da pelliccia e stop pulcini tritati vivi!



Era il 2016 quando è stata presentata in Lussemburgo una proposta di legge che tutelasse i diritti animali e vietasse gli allevamenti di animali da pelliccia. Oggi quel provvedimento è realtà.
« Gli animali non sono più considerati una cosa, ma come esseri viventi non umani dotati di sensibilità e detentori di diritti specifici. »

Questo è ciò che dichiara ufficialmente il governo in una nota. Il 6 giugno infatti il piccolo Granducato ha approvato un pacchetto di norme d’avanguardia per la protezione degli animali che vanno a svecchiare completamente la legislazione sul tema, ferma nel paese dal 1993.

Il disegno di legge proposto dal ministro dell’Agricoltura Fernand Etgen diventerà operativo nell’ottobre di quest’anno e rafforzerà i diritti animali obbligando tutti a rispettare la loro dignità.

Cosa prevede la norma?

La legge tocca molti punti, ecco i principi fondamentali su cui si fonda.
Non si potrà più allevare alcun essere vivente al solo scopo di ottenerne la pelle, pelo o la pelliccia.
Sarà proibito uccidere o far uccidere un animale inutilmente.
Qualsiasi intervento su un animale vertebrato che causa dolore o sofferenza dovrà essere eseguito in anestesia.
Ognuno avrà l’obbligo di salvare un animale sofferente, ferito o in pericolo esattamente come è previsto in caso di un essere umano.
Gli animali potranno essere uccisi solo dopo essere stati storditi (eccezioni solo per la caccia e la pesca ricreativa).
Ci sarà il divieto di possedere determinati animali e obblighi specifici di cura da rispettare per una persona che detiene quelli consentiti.
La violazione dei nuovi diritti animali può prevedere il pagamento di multe salatissime – fino a 200.000 euro – e tre anni di detenzione nei casi più gravi.

Le conseguenze più importanti per gli animali “da reddito”

Il Lussemburgo diventa così l’undicesimo stato dell’UE a vietare la produzione di animali da pelliccia sul proprio territorio. Il provvedimento è simbolico, ma importante; mira infatti ad impedire l’eventuale costruzione di nuove strutture, visto che attualmente il paese non ha allevamenti di questo tipo. Si tratta di un ulteriore messaggio al Governo italiano: è ora di fare lo stesso passo anche qui da noi!
Il Lussemburgo sarà inoltre il primo paese ad impedire l’uccisione sistematica dei pulcini maschi – procedura standardizzata in tutti gli incubatoi per allevamenti di galline ovaiole – o vitelli nel caso degli allevamenti di mucche da latte (in molti casi vengono uccisi alla nascita per evitare i costi necessari a mantenerli in vita fino alla vendita e/o alla macellazione).

La speranza per il futuro

Il ministro dell’Agricoltura promotore della nuova legge sui diritti animali non pensa affatto che il suo paese sia ad un punto d’arrivo, ma piuttosto che abbia fatto un primo grande passo verso prospettive ancora migliori per tutti gli esseri viventi non umani.
« Questo disegno di legge innova, modernizza, apporta più rigore e precisione. Ma sono convinto che, grazie all’evoluzione tecnologica e alla ricerca scientifica, non dovremo aspettare altri 30 anni per aggiornare di nuovo questo testo. »
La nuova legislazione del Lussemburgo, così come la proposta di un codice per il benessere degli animali in Vallonia, fanno ben sperare quelli che come noi pensano che un mondo senza sfruttamento animale sia possibile e necessario.

 (Fonte: https://www.essereanimali.org/2018/06/nuova-legge-lussemburgo-diritti-animali/ )

Animali selvatici abbattuti, Durnwalder condannato a pagare oltre 500 mila euro



L’ex presidente della Provincia di Bolzano e un dirigente riconosciuti colpevoli di aver emanato circa 100 decreti senza motivo. La reazione: «Sentenza politica, ricorrerò alla Corte europa dei diritti dell’uomo»

I giudici hanno contato gli animali abbattuti: 2.655. Volpi, merli, cornacchie, cormorani, tassi, marmotte, faine e stambecchi. E calcolato il danno provocato allo Stato (a cui appartiene il patrimonio della fauna selvatica protetta) dai quasi cento decreti in 4 anni (dal 2010 al 2014) emanati dalla Provincia autonoma di Bolzano. Conto finale: un milione 136 mila e 250 euro. Che adesso dovranno risarcire l’ex presidente della Provincia, Luis Durnwalder (ma in qualità di assessore alle Foreste) ed Heinrich Erhard, direttore dell’Ufficio caccia e pesca.

La sentenza
La Corte dei Conti d’Appello ha infatti ribaltato la sentenza di primo grado del 2016, stabilendo che «l’abbattimento degli animali veniva sistematicamente disposto senza che ne ricorressero i presupposti». I giudici nel provvedimento depositato il 18 giugno sostengono che ci fu un «palese abuso dello strumento straordinario dei prelievi... surrettiziamente adoperato in sprezzante violazione dei limiti di legge». E anche di «colpa grave» sia di Durnwalder che del dirigente che rilasciava i pareri sui decreti contestati.

La difesa
Durnwalder, 76 anni, alla guida della Provincia di Bolzano per quindici anni dal 1989 al 2014, reagisce alla condanna: «È una sentenza politica, ingiusta e inaccettabile». E spiega: «La caccia è di competenza della Provincia, questo vuol dire che dobbiamo avere il diritto di stabilire quando un animale crea danni alle colture agrarie o ai boschi. Noi abbiamo autorizzato l’abbattimento di cervi che facevano danni, di tassi che causavano problemi alle aziende agricole, di marmotte che se non intervenivamo avrebbero distrutto le malghe. In questo caso avremmo dovuto pagare noi i danni a contadini e allevatori, con i soldi pubblici». Per questo annuncia ricorso «in Cassazione, ed eventualmente alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

Il calcolo
Tesi difensive che non hanno convinto i giudici che hanno accolto il calcolo fatto dalla Procura del danno provocato, basato sul «valore tassidermico», ovvero dell’animale imbalsamato, «diminuito del 40% imputabile al costo della manodopera». Ecco dunque che la cifra lievita oltre il milione di euro, esattamente 568.125 euro per ciascuno dei due ritenuti colpevoli. I quali dovranno anche risarcire 6.192,23 euro a testa, questa volta non allo Stato ma alla stessa Provincia di Bolzano per il danno erariale prodotto dalla «innumerevoli pronunce negative del Tribunale amministrativo» che hanno bloccato i tanti decreti «pervicacemente autorizzati».

Gli animalisti
Soddisfazione è stata espressa sia dalla Lav (Lega anti vivisezione) che dalla Lac (Lega per l’abolizione della caccia), associazioni che si sono costituite in giudizio. «Auspichiamo — hanno commentato dalla Lav — che questa storica condanna rappresenti un preciso monito agli attuali amministratori della stessa Provincia di Bolzano e della vicina Provincia di Trento, a non approvare le proposte di legge per l’uccisione di lupi e orsi, specie protette a livello nazionale ed europeo».


Due uccellini salvi, non saranno più cacciati in Campania



Due specie di uccelli sono salvi dalle doppiette e la Regione Campania conquista un record: è la prima in Italia e escludere questi animali dall'elenco dei "cacciabili".
Nel calendario venatorio della Campania che è appena entrato in una delibera, c'è una importante novità: è stato sancito il divieto di caccia a due specie di uccelli che fino allo scorso anno erano cacciabili da noi e nel resto d'Italia, dove restano tali, purtroppo. Sono il Moriglione (Aythya Ferina), un anseriforme della famiglia degli Anatidi, diffuso in una decina di aree zone umide della Campania (lago Matese, le Mortine ai confini col Molise, lago di Capriati, che però stanno diminuendo in maniera preoccupante) e il Combattente (che appare in periodo migratorio lungo la costa Domiziana, alla foce del Volturno, nell'area dei Regi Lagni).
La caratteristica di quest'ultimo nella zona di origine, il Nord Europa, è di acquisire una livrea nel periodo dell'accoppiamento molto vistosa e di formare delle arene dove esibirsi con salti e altre performance atletiche: le femmine vengono a vederli in questi ring che sono detti "lek" e in base alle attrattive scelgono il partner.
Esulta l'Asoim, associazione di ornitologi presieduta da Maurizio Fraissinet, dopo il provvedimento della Regione: "L'anno scorso abbiamo pubblicato un volume con il censimento sulla presenza di uccelli e abbiamo rilevato un calo del Moriglione. Come associazione ci siamo allora appellati agli articoli 2 e 19 della Legge sulla caccia che autorizzano le Regioni a sospendere in relazione alle specie che registrano diminuzioni di individui. La Regione ha chiesto al mondo venatorio controdeduzioni che non sono arrivate. Quindi ha accolto l'istanza dell'Asoim. La Campania è la prima regione in Italia, in questo modo, a sospendere la caccia al Moriglione. I nostri soci, che lavorano gratis facendo monitoraggi in tutte le stagioni e in tutte le località a proprie spese, vedono così premiato il loro sforzo di difendere una specie".
Per il Combattente, che invece è un uccello di quelli prima detti "trampolieri", l'Ispra, ente pubblico per la ricerca ambientale italiano, da anni chiede la sospensione della caccia ma nessuna regione mai accolto questo invito.
"La Regione Campania, però - spiega Fraissinet - ha funzionari sensibili e mi ha chiesto una motivazione". L'ornitologo ha spiegato che nel periodo in cui è di passo da noi, il Combattente ha un piumaggio molto simile ad altre specie che risultano nell'elenco di quelle protette, e ogni cacciatore, per quanto esperto, in volo veloce non potrebbe capire se sta prendendo di mira un Combattente o una delle specie protette come le Pittime o alcuni Pilopilo a cui assomiglia tanto. In paradiso per sbaglio, si direbbe, ma il Combattente è salvo in Campania: "La cosa ci rende particolarmente orgogliosi. Speriamo - conclude lo studioso, presidente Asoim - che le altre regioni seguano il nostro esempio"



Reflui provenienti da vasche letame smaltiti nel terreno: maxi sequestro


Blitz dei militari del comando stazione carabinieri di Serre e delle guardie ambientali del nucleo provinciale Accademia Kronos di Salerno, scoperta un’azienda zootecnica da tempo smaltiva illecitamente i reflui provenienti dalle vasche di stoccaggio del letame, direttamente sul terreno dove sotto forma di rigagnoli lentamente si infiltrava determinando l’inquinamento del suolo.

L’intervento ha consentito altresì di accertare che il titolare dell’azienda aveva consentito ad aziende compiacenti di smaltire all’interno del centro aziendale ingenti quantitativi di materiali bitumosi, in particolare sfridi provenienti dalla scarificatura del manto stradale, per poi distribuirli e spianarli all’interno della sua azienda.

Al termine delle operazioni di ispezione, l’intero centro aziendale è stato sequestrato e l’imprenditore agricolo denunciato per illecito smaltimento di rifiuti e realizzazione di un deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi. 

(Fonte: https://www.ilmattino.it/salerno/serre_sequestrata_azienda_smaltimento_reflui_vasche_letame-3771918.html)

Accademia Kronos a difesa della natura e degli animali



Un aiuto per difendere la natura e gli animali

Si ricorda ai cittadini che per informazioni o segnalazioni è possibile contattare
Associazione Accademia Kronos
alla mail aksalerno@libero.it 




Addio a Koko, la gorilla che parlava la lingua dei segni


Il 19 giugno in California è morta una gorilla nota in tutto il mondo per la sua intelligenza: si chiamava Koko, aveva 46 anni e sapeva “parlare” una forma semplificata di lingua dei segni che le era stata insegnata dalla psicologa Francine Patterson. Si è stimato che sapesse capire circa duemila parole di inglese e sapesse fare mille parole con la lingua dei segni; non era però capace di organizzare sintatticamente le parole, cioè di creare frasi.

Grazie alle sue capacità è apparsa per due volte sulla copertina del National Geographic: su quella dell’ottobre 1978 la si vede intenta a scattarsi una foto allo specchio, in quella del gennaio 1985 invece tiene in braccio un cucciolo di gatto, All Ball, che le era stato dato per studiare il modo in cui i gorilla, che sono vegetariani, si rapportano ad altre specie animali.

Quando All Ball morì investito da un’automobile, Patterson chiese a Koko di dirle cosa era successo e usando la lingua dei segni Koko le rispose: «Gatto. Piangere. Avere dispiacere. Amore di Koko». Quando nel 1985 le fu chiesto dove vanno i gorilla quando muoiono rispose: «Comodo. Buco. Ciao».


Koko era nata allo zoo di San Francisco il 4 luglio 1971 e ha vissuto quasi tutta la sua vita nella riserva della Gorilla Foundation a Woodside, sempre in California: è il posto in cui è morta nel sonno.

Articoli di stampa  a questi link:

https://www.theguardian.com/environment/video/2018/jun/22/koko-the-gorilla-that-knew-sign-language-dies-aged-46-video 

http://www.tgcom24.mediaset.it/2018/video/usa-addio-a-koko-la-gorilla-che-parlava-la-lingua-dei-segni_3074114.shtml

https://www.ilpost.it/2018/06/22/e-morta-uno-dei-gorilla-piu-conosciuti-al-mondo-la-femmina-koko-aveva-46-anni-e-parlava-una-lingua-dei-segni-semplificata/




22/06/18

Un mondo feroce



In una civiltà come la nostra è impensabile leggere storie di maltrattamenti, torture e quanto altro di peggio esercitato in maniera costante nei confronti degli animali, dettagliatamente riportate sulle pagine del web contestualmente alle numerose campagne di sensibilizzazione contro tali abusi.

E’ impensabile ed inaccettabile che proprio noi, definiti esseri umani, siamo diventati artefici di tali maltrattamenti, capaci di rispondere in questo modo alle richieste di amore e di ricambiare con le più grandi atrocità l’affetto che i nostri amici animali riescono ogni giorno a trasmetterci!

Ma come si fa ad abbandonare, a maltrattare e a torturare un animale che è stato nostro amico, che ci ha fatto compagnia, che ha diviso con noi molto tempo nella giornata, che è stato lì ad attendere il nostro ritorno dietro la porta, che non ha mai chiesto nulla oltre a un pugno di cibo e due carezze?

Ma veramente siamo noi gli essere umani? Chi esercita tali crudeltà non lo è, non ho parole per definirlo né voglio perdere tempo a ricercare una definizione…non merita neppure un attimo del mio tempo!

Non riesco a cancellare dalla mente tante storie lette in questi giorni sul web, che fanno inorridire ed accapponare la pelle. Queste storie dimostrano quale soglia di civiltà abbiamo varcato proprio noi pronti a camminare a passo con i tempi ed ad essere pronti a debellare ogni forma di violenza! Proprio noi, parte integrante di una civiltà in continua evoluzione! Ma cosa siamo diventati e quale strada stiamo percorrendo?

E poi c'è l'immenso traffico clandestino di animali! Di fronte a tanta atrocità si rimane ancora di più sconvolti soprattutto dall’omertà di chi vede e fa finta di niente, dall’indifferenza di coloro che hanno la facoltà di agire e non lo fanno nonché dall’inciviltà degli speculatori e degli aguzzini che continuano a gestire i loro sporchi affari sulla pelle di animali soli e indifesi!

In contrapposizione a tutto questo, per fortuna, ci sono tutte quelle persone, volontari e amanti degli animali, che intervengono a difesa di questi sfortunati amici e molto spesso riescono a salvarli da situazioni drammatiche.

Chi non rispetta gli animali non rispetta neppure gli esseri umani e chi non ha amore e compassione per questi non ha amore né per se stesso né per gli altri!

Qualcuno storcerà il naso pensando che sia eccessiva tanta attenzione al maltrattamento degli animali in un mondo dove gli abusi e il maltrattamento degli esseri umani e soprattutto dei bambini, non conosce confine! Se condanno gli abusi contro gli animali figuriamoci quelli contro gli esseri umani…ancora peggio…applicherei la pena per analogia senza avere pietà! I bambini, gli indifesi e gli animali vanno tutelati sotto tutti gli aspetti.

Molti ragazzi che si comportano in questo modo nei confronti degli animali sono capaci di promuovere altrettanti “bravate” anche a danno dei loro compagni! Non pochi sono stati i casi in cui il cosiddetto “branco” è stato artefice di oscenità nei confronti dei loro coetanei. Sconfiggere tali situazioni prima che nascano sarebbe un buon auspicio per la società che comunque è composta da tutti noi.

Per realizzare tutto ciò è importante che chiunque venga a conoscenza di qualsiasi abbandono, abuso o maltrattamento esercitato nei confronti degli animali, come per gli esseri umani, riconosca che ha il sacrosanto diritto e dovere di segnalarlo alle Autorità competenti abbattendo ogni forma di omertà ed indifferenza che altro non serve se non ad accrescere tale penoso fenomeno e a lasciare impuniti queste persone disumane.

Antonella Riviello




Carezze: Punti SI e punti NO del cane


Tante carezze al nostro amico a 4 zampe? Ovviamente si essendo il nostro modo di comunicargli il nostro affetto, ma ci sono alcune zone del suo corpo da evitare per non infastidirlo. Il nostro amico sopporterà anche tante carezze sulla testa perchè ci ama ma se evitiamo di farlo preferendo altre zone del suo corpo, sarà più felice!

Il senso della vita


Momenti come questi mi hanno insegnato tanto in lontani giorni di anni passati e hanno dato una svolta totale alla mia vita. 
Non conoscevo l'indole barbara dell'uomo e nè immaginavo che esistessero tante ingegnerie per uccidere gli animali. 
Trovandomi di fronte all'animale ferito o morto ho sempre sentito il sangue ghiacciarsi nelle vene e ogni immagine rimane tuttora ferma nella mente. 
Ma ricordo anche l'immensa gioia nel liberarli da una gabbia o una rete e vederli volare verso il sole. Il senso alla mia vita continuerà ad essere questo finchè avrò vita .... new days has come!

(Antonella Riviello)