09/10/18

Animali di affezione in ospedale e nelle residenze per anziani: in Umbria potranno entrare


Cani e gatti non solo potranno entrare negli ospedali umbri per sostenere i pazienti ricoverati, ma anche nelle residenze per persone anziane o disabili per aiutarle nella vita quotidiana. In particolare, daremo la possibilità a queste strutture di adottare cani ospiti nei canili umbri, raggiungendo un doppio obiettivo: dare una casa ai cuccioli meno fortunati e promuovere nuove opportunità di pet therapy per le persone più fragili, che oltre ad essere in una comunità che li accoglie e sostiene, potranno contare anche sull’affetto e sul calore degli amici a 4 zampe. Ovviamente tutto nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza e con tutte le accortezze del caso”. 

Ad affermarlo sul suo profilo Facebook è l’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini. Un progetto innovativo con cui, prosegue, “vogliamo realizzare in Umbria per realizzare una  sanità più vicina alle persone e promuovere il ruolo sociale degli animali da compagnia nella vita quotidiana della comunità e delle singole persone”. Un progetto che domenica 7 ottobre è stato presentato anche al ‘Perugia Pet’, la manifestazione dedicata agli animali da compagnia in programma all’Umbria Fiere di Bastia Umbra.

“Gli animali di affezione – spiega Barberini – possono aiutare i pazienti a superare lo stress da ricovero e l’ansia causata dalla malattia. L’affetto, la vicinanza e il calore che trasmettono possono contribuire a rassicurare chi si trova in un momento di fragilità, in particolare ciò vale per gli anziani e i bambini. Siamo convinti che, accanto a cure e prestazioni sanitarie di qualità, sia possibile realizzare nei nostri ospedali momenti di simpatia, di benessere e di armonia a favore dei pazienti, con il coinvolgimento degli animali da compagnia. Una nuova opportunità di pet therapy, che vogliamo introdurre per realizzare, anche in questo modo, una sanità sempre più vicina ai cittadini”.

“L’ingresso di cani e gatti nelle strutture ospedaliere umbre – continua l’assessore – sarà disciplinato da un apposito regolamento, già allo studio degli uffici regionali competenti in materia, che verrà adottato con deliberazione della Giunta regionale. Potrà avvenire in aree riservate, in determinati orari, su richiesta dei pazienti, nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza e con tutte le accortezze del caso. Alcuni reparti, considerati più sensibili, saranno esclusi. Per poter entrare, cani e gatti dovranno fra l’altro essere vaccinati, in buona salute e puliti”.



02/10/18

La rinascita di Sky, l’orsa chiusa per 14 anni in una fattoria della bile

L’animale è stato liberato e portato in un rifugio di Animals Asia dove vivono altri orsi della Luna usati per anni per la «produzione» di bile destinata al mercato asiatico. In Vietnam tutte le fattorie della bile entro il 2022 dovranno chiudere.



Dopo 14 anni Sky era ancora sola. Sola, impaurita, grassa e ferita. Nella gabbia dove ha vissuto dal 2004 quando, ancora cucciola, era stata rinchiusa dopo essere stata catturata e venduta al proprietario di una fattoria della bile. Perché proprio a questo doveva servire la vita di Sky, produrre bile affinché potessero succhiargliela via attraverso lunghe e sottili cannule infilate direttamente nell’addome. 

Dopo 14 anni di sofferenza, e dopo infinite estrazioni di bile, finalmente per Sky è arrivata la libertà. Animals Asia, l’associazione fondata vent’anni fa da Jill Robinson che da anni combatte l’ancora troppo diffusa consuetudine orientale di produrre presunti medicinali e prodotti di vario genere (dallo shampoo per capelli alle creme e alle pasticche contro l’impotenza) utilizzando la bile naturalmente prodotta da orsi in cattività, è riuscita a portarla via dalla fattoria dove era rinchiusa. Anestetizzata mentre era ancora in gabbia, caricata su un camion che l’ha trasportata per 260 chilometri, Sky è così arrivata qualche giorno fa in quella che, da oggi in poi, sarà la sua nuova casa. Per sempre. E dove, finalmente, imparerà a conoscere il calore del sole, la frescura dell’acqua durante le torride estati vietnamite e, soprattutto, la morbidezza dell’erba che, per Sky, è ancora sconosciuta.
Ora la sua nuova casa è il Vietnam Bear Rescue Center, nel Vietnam del nord, provincia di Vinh Phuc. Meravigliose colline verdi smeraldo circondano il santuario fondato dall’associazione animalista, una riserva naturale che si estende per 11 ettari. Di questi 30 mila metri quadrati sono destinati alla vita degli orsi della luna e del sole che vi sono custoditi fra mille cure e attenzioni. Una dieta studiata per loro, un team di veterinari e tanti addetti alla loro cura, a partire dalla pulizia dei loro ricoveri notturni. Non è uno zoo, non è un bioparco. Ma una grande area protetta dove gli orsi liberati da una vita di torture possono ritrovare la pace. Così l’ha voluto Jill Robinson quando, nel 1996, ha cominciato a costruirlo. «Abbiamo salvato oltre 600 orsi in Vietnam e in Cina in questi anni – spiega la Robinson – oggi quasi 200 continuano a vivere nel Vietnam Bear Rescue Center, mentre altri 192 si trovano nel nostro santuario in Cina». 

Da un ventennio ormai Robinson dedica la sua vita agli orsi. Da quando, casualmente, si imbatté in una fattoria della bile cinese. Rimase sconvolta dalla vista di un orso prigioniero in una gabbia talmente piccola da non poter neanche stare in piedi. Giurò a se stessa, ha raccontato molte volte, che non lo avrebbe abbandonato a quella vita di tortura ma non riuscì a salvarlo. Da allora ha deciso di dedicarsi completamente a questa missione: ha fondato Animals Asia, e ha cominciato a lottare per far in modo che la pratica venisse abolita. 

Anche grazie al suo lavoro l’allevamento di bile dal 2005 è stato dichiarato illegale in Vietnam, ma la mancanza di strutture per accogliere gli oltre 4000 orsi che all’epoca si trovavano nelle fattorie ha fatto si che i proprietari potessero continuare a mantenere la loro attività. Nel 2017 però, il governo ha firmato un accordo storico con Animals Asia in base al quale tutte le fattorie della bile entro il 2022 dovranno chiudere e i circa 800 orsi ancora prigioni inviati nei santuari. 

Sky nel frattempo ha un mese e mezzo per adattarsi alla sua nuova vita e prendere confidenza con il nuovo mondo che la circonda. L’inattività l’ha resa obesa e le ha causato parecchi problemi di salute. Ha molte cicatrici calcificate sulla pelle, parecchi problemi ai denti a causa della dieta inappropriata a cui è stata sottoposta per tutti questi anni. «All’arrivo al santuario – spiega Il direttore di Animal Asia Vietnam, Tuan Bendixsen - Sky è stata portata direttamente in quarantena dove trascorrerà i prossimi 45 giorni. Poi verrà trasferita in una grande area interna per riprendere le forze e farsi conoscere dagli altri orsi prima di avere la possibilità di camminare ancora sull’erba ed esplorare per la prima volta un recinto all’aperto come un orso adulto». 

Il tempo ora non le manca. In libertà gli orsi della luna possono raggiungere tranquillamente i 30 anni. Sky è ancora giovane e ha finalmente di fronte in futuro di benessere. «Nessun animale merita di soffrire come ha sofferto Sky - aggiunge Jill Robinson - e ci vorrà del tempo prima che lei sia abbastanza forte da godersi appieno la sua nuova vita. Ma l’importante è che ora sia al sicuro e che quell’orribile fattoria sia stata chiusa per sempre ». Ad agosto altri cinque orsi della luna erano stati salvati nella provincia meridionale di Tien Giang. A volte i salvataggi impiegano giorni per essere portati a termine. A volte si attraversa tutto il Vietnam, viaggiando giorno e notte, per trasportare gli orsi nel minor tempo possibile e non farli soffrire durante il trasferimento. Quando arrivano sono spaesati e impauriti. Osservano da lontano i loro futuri compagni di giochi e restano in disparte, timorosi. Ma basta guardarli dondolare sulle loro altalene di legno e corda, mentre addentano mele gialle, o giocare ore e ore nell’acqua dei laghetti artificiali di cui è disseminato il santuario, per percepire anche da lontano il loro nuovo benessere. Riescono anche a fissarti negli occhi, da lontano, quando si accorgono di essere osservati. E, tra le cicatrici appena rimarginate e i denti che continuano a mancare, sembrano sorridere.

01/10/18

Operazione antibracconaggio




Una importante operazione finalizzata alla prevenzione del bracconaggio è stata effettuata nei scorsi giorni dal Coordinamento Provinciale Guardie Giurate Ambientali AK. 
I controlli che hanno visto impegnate oltre 12 guardie volontarie, hanno interessato in particolare alcune aree dell'agro nocerino sarnese e della piana del Sele. Identificate numerose persone trovate in esercizio di caccia e riscontrati alcuni illeciti amministrativi.
Particolare attenzione è stata dedicata ai territori del parco Regionale del fiume Sarno ed alla Riserva Foce Sele Tanagro. 
Durante i controlli particolare attenzione è stata posta alla presenza dei microchips ed alle modalità di trasporto dei cani. 
Un particolare ringraziamento ai numerosi cacciatori che comprendendo le finalità del controllo, hanno contribuito a segnalare situazioni di degrado ed episodi di attività illegali.

(fonte:  https://www.facebook.com/pg/Associazione-Accademia-Kronos-Salerno)



Vademecum anticaccia



Anche quest'anno è iniziata la strage degli animali,  un  massacro che negli anni scorsi ha riportato numerosissime vittime anche tra gli umani, dai cacciatori ai cercatori di funghi e anche tra civili.


Per denunciare eventuali violazioni commesse dai cacciatori è utile conoscere la regolamentazione che disciplina l’attività venatoria

Stampare questo “Vademecum anticaccia” e portarlo sempre con sé durante le passeggiate all’aria aperta può essere utile per far valere le ragioni di chi ama la natura, la rispetta e non sparge sangue d’innocenti creature indifese.

Per contestare le violazioni, ci si può rivolgere alle guardie venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste.

Ricordate che un importante pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in materia di caccia e proprietà privata  ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alle associazioni di tutela come Lac, Lipu, Lav, Enpa.

Le principali regole della caccia (fonte Lac, Lega abolizione caccia).


1. Distanze dalle case
La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro.
E’ vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
2. Distanze da strade e ferrovie
La caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie.
E’ vietato sparare in direzione di esse da distanza inferiore a 150 metri.
3. Distanze da mezzi agricoli
La caccia è vietata a una distanza inferiore di 100 metri da macchine agricole in funzione.
4. Distanze da animali domestici
La caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla mandria, dal gregge o dal branco.
5. Trasporto delle armi
È vietato trasportare le armi da caccia, che non siano scariche e in custodia, all’interno dei centri abitati e delle altre zone ove è vietata l’attività venatoria, a bordo di veicoli di qualunque genere e nei giorni non consentiti per l’esercizio venatorio.
6. Mezzi vietati di caccia
Reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbietrappola.
7. Giorni vietati
Martedì e venerdì sono giorni di assoluto silenzio venatorio anche se festivi.
8. Orari di caccia
La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
9. Stagione venatoria
Inizia la terza domenica di settembre e chiude il 31 gennaio.
10. Luoghi di divieto di caccia
Terreni di pianura innevati, stagni e laghi ghiacciati, terreni allagati, giardini privati, parchi pubblici, centri abitati, aree adibite a sport, parchi e riserve naturali, oasi, zone di ripopolamento, foreste demaniali.
11. Allenamento dei cani da caccia
È’ consentito dalla terza domenica di agosto fino alla seconda domenica di settembre, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, dalle ore 6 alle ore 11 e dalle ore 16 alle ore 20, su terreni incolti, boschivi di vecchio impianto, sulle stoppie, su prati naturali e di leguminose, non oltre dieci giorni dall’ultimo sfalcio.  L’allenamento è poi consentito nei campi addestramento cani tabellati.
12. Colture agricole e caccia con i cani
L’accesso dei cani è vietato nei terreni coltivati a riso, soia, tabacco ed ortaggi. L’uso dei cani è consentito in numero massimo di due per cacciatore. L’esercizio venatorio è vietato in forma vagante sui frutteti, vigneti fino alla data del raccolto, coltivazioni di riso, soia e mais da seme.
13. Omessa custodia dei cani da caccia
L’articolo 672 del codice penale “Omessa custodia e mal governo di animali” punisce chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti.
14. “Polenta e osei”
Nei locali pubblici è vietato servire polenta e uccelli selvatici anche se sono appartenenti a specie cacciabili e abbattuti legalmente.
15. Violazione di domicilio
L’articolo 614 del codice penale “Violazione di domicilio” punisce chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili.
16. Uccisione di cani, gatti, animali da cortile
L’articolo 638 del codice penale “Uccisione o danneggiamento di animali altrui” punisce chi uccide o rende inservibili, deteriora o avvelena gli animali che appartengono ai privati.
17. Bocconi avvelenati
L’articolo 727 del codice penale “Maltrattamento di animali” punisce anche chi causa la morte per avvelenamento di essi, mentre la legge sulla caccia punisce penalmente chi utilizza bocconi avvelenati.
18. Disturbo delle persone
L’articolo 659 del codice penale “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone.
19. Spari nei pressi delle abitazioni
L’art. 703 del codice penale “Accensioni ed esplosioni pericolose” punisce penalmente chi in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara con armi da fuoco.
Chi vigila sul rispetto delle leggi sulla caccia?
La vigilanza sull’applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: guardie venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie.
A chi denunciare le violazioni sulla caccia?
La vigilanza sull’applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: Guardie Venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie. Il cittadino può denunciare gli illeciti penali ed amministrativi a ciascuno dei corpi citati.
Giova ricordare che l’art. 361 del codice penale “Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale” punisce il pubblico ufficiale, come il carabiniere, la guardia provinciale, il forestale, il finanziere, la guardia venatoria, il vigile urbano, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, come ad esempio i reati sulla caccia denunciati a loro dai cittadini.
Il cittadino deve quindi pretendere che le autorità intervengano, ricevano la denuncia e denuncino alla Magistratura i reati commessi dai cacciatori.
Come vietare la caccia nei propri terreni?
Purtroppo le leggi vigenti impediscono di fatto di vietare ai cacciatori di entrare nei terreni agricoli dei privati a meno che non siano recintati con rete non inferiore a 1,20 metri. Solo in particolari casi e solo ogni 5 anni può essere richiesto per legge il divieto di caccia.
Ricordate che un importante pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in materia di caccia e proprietà privata  ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolger alle associazioni di tutela come Lac, Lipu, Lav, Enpa.




Cranio in 3D salva una cagnolina con grave tumore al cervello



Storia a lieto fine per una cagnolina bassotto di 9 anni che è riuscita a salvarsi da un grosso tumore maligno che spingeva vicino al cervello e alla cavità oculare. Le è infatti stata impiantata una parte di cranio nuova di zecca stampata in 3D, per sostituire quella rimossa.

La protagonista di questo innesto hi-tech è Patches, salvata grazie all’intervento della dottoressa Michelle Oblak della University of Guelph’s – Ontario Veterinary College (Canada), che ha operato in sinergia con Galina Hayes, esperta di animali di piccola taglia della Cornell University di New York. Oblak ha mappato il tumore del cane usando la prototipazione rapida – tecnica industriale volta alla realizzazione di prototipi a partire da una definizione matematica tridimensionale dell’oggetto – e grazie a un modello 3D virtuale ha potuto fare delle prove preliminari per la rimozione del tumore. Alla cagnolina è stato poi impiantato un nuovo cranio su misura che ha sostituito la porzione ormai compromessa dalla malattia. L’operazione è andata a buon fine e oggi Patches vive da sei mesi senza tumore.

“Avevo in mente tutto l’intervento chirurgico prima ancora di entrare in sala operatoria – ha dichiarato l’esperta alla Cnn.com Grazie alle scansioni abbiamo potuto ricreare una ‘placca’ che si adattava perfettamente a Patches. La cosa veramente bella di tutto questo è che non solo siamo stati in grado di utilizzare questa tecnologia all’avanguardia per la prima volta su un animale, ma che ora potremo fare lo stesso anche nell’uomo”, conclude.

(Fonte: meteoweb.eu)



Arriva il freddo… e gli animali vanno in letargo!



Quando il freddo inizia a farsi sentire e le temperature iniziano ad irrigidirsi, molti animali vanno in letargo, per una questione di sopravvivenza. Infatti, il letargo per gli animali non è soltanto un lungo sonno, ma è un vero e proprio stratagemma per superare in modo economico le scarse offerte alimentari ed idriche che la stagione invernale offre. Altre specie animali, invece, preferiscono migrare in luoghi più floridi e caldi.

Ma in cosa consiste il letargo per gli animali? 

La tecnica del letargo è una funzione biologica che consiste nel ridurre al minimo le funzioni vitali di alcuni mammiferi e animali a sangue freddo. La temperatura corporea si abbassa, così come il battito cardiaco, e si riduce il metabolismo. Questo “risparmio energetico” permetterà di sopravvivere fino all’arrivo della primavera.
Lo stato di riduzione dei processi vitali di un animale si chiama quiescenza che permette all’acqua contenuta nel sangue dell’animale di non congelare, anche a temperature molto rigide. In questo modo, il flusso di sangue che lentamente continua a scorrere,garantisce la sopravvivenza delle cellule e degli organi.

La preparazione al letargo  

Tutti gli animali che, con l’arrivo della stagione fredda, dovranno affrontare il lungo periodo di letargo, dovranno prepararsi adeguatamente, nutrendosi il più possibile durante l’estate e l’autunno. In modo da immagazzinare la quantità di grasso corporeo necessaria da poter sfruttare successivamente.

Quali animali vanno in letargo? 

Non tutti gli animali hanno la capacità di andare in letargo. Gli animali che per eccellenza sono conosciuti per il loro letargo sono i ricci e i ghiri. Essi si rinchiudono nella loro tana arrotolandosi su se stessi e sono in grado di dormire in maniera continuativa per 6 mesi. Ma il letargo è tipico anche di animali come orsi, procioni, talpe, pipistrelli, tassi, marmotte, molte tartarughe di terra e anche alcuni rettili.
Le marmotte iniziano a preparare la loro tana dal mese di settembre con fieno e foglie. Dopo la scorta di grasso corporeo, si abbandonano al letargo, dormendo ininterrottamente fino a sei mesi e abbassando la temperatura corporea da 35 a 5 gradi. Anche la vipera e la biscia sono soliti andare in letargo quando le temperature si abbassano, per tornare poi a strisciare tra i prati all’arrivo della primavera.

E chi non va in letargo come supera il freddo? 

Le volpi ed i lupi, ad esempio hanno anch’essi le loro strategie per superare l’inverno, pur rimanendo sempre attivi. Con l’arrivo dell’autunno la pelliccia si infoltisce funzionando da isolante contro il freddo, mentre per far fronte alla carenza di cibo la volpe dimostra la sua proverbiale furbizia: nei periodi di abbondanza accantona scorte alimentari seppellendole in tante piccole buche di 5-10 cm anziché in un unico magazzino. Si suppone che questa accortezza venga utilizzata per evitare di correre il rischio di perdere tutte le provviste in un’unica volta.

(Fonte:animali.moondo.info)




30/09/18

Acquisti un cane? Se è malato hai diritto al rimborso



L’amore per il nostro migliore amico non ha prezzo. Ma se è “difettoso” possiamo chiedere i soldi indietro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione pronunciandosi a favore del padrone di un Pinscher che undici mesi dopo aver comprato il cane ha constatato che il suo nuovo amico a quattro zampe era affetto da una grave cardiopatia congenita.

E ha chiesto, quindi, la restituzione della somma e il risarcimento del danno alla proprietaria del negozio di animali. Ma se il Giudice di Pace e il Tribunale hanno respinto le pretese del padrone del cane perché troppo tardive, la Cassazione gli ha dato infine ragione ritenendo irrilevante che la denuncia del vizio fosse stata ufficializzata oltre il “termine decadenziale di otto giorni” previsto dal Codice Civile. Gli “ermellini” hanno chiarito  infatti che in questo caso va applicato il Codice del consumo, laddove esso “stabilisce che il consumatore – l’acquirente - decade dalla garanzia per i vizi della cosa venduta, se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto”. (Cassazione, sentenza numero 22728, sezione seconda civile).

Nel contestare la decisione del Giudice di pace e del tribunale, l’avvocato del padrone del cane ha sostenuto che “l’animale d’affezione va ricompreso nell’ampia nozione di ‘bene di consumo’” e che “l’acquirente di un tale animale deve qualificarsi ‘consumatore’ ove l’acquisto non sia collegato”, proprio come in questo caso, “all’esercizio di attività imprenditoriale o professionale”. Di conseguenza, sempre secondo l’avvocato, deve trovare piena applicazione il Codice del consumo che prevede un tempo di due mesi per denunciare il vizio.

Una linea che ha convinto i giudici della Cassazione, secondo i quali “la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d’affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, vada qualificata a tutti gli effetti ‘consumatore’” e che, quindi, “vada qualificato ‘venditore’, ai sensi del Codice del consumo, chi nell’esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale venda un animale da compagnia”. E, seguendo questa linea di pensiero, proprio l’animale, “quale ‘cosa mobile’ in senso giuridico”, costituisce “‘bene di consumo’”

Per dare sostanza a questa interpretazione, i giudici del ‘Palazzaccio’ ricordano nella sentenza che “nel campo dell’esperienza giuridica vanno considerati come ‘cose’ anche gli esseri viventi suscettibili di utilizzazione da parte dell’uomo: non solo i vegetali, ma anche gli animali”. Senza dimenticare, poi, che “l’uomo ha sempre manifestato verso gli animali, in quanto esseri senzienti, un senso di pietà e di protezione, quando non anche di affetto”.

 (Fonte: repubblica.it)

Crimini contro animali in aumento in Campania, il rapporto Zoomafia della Lav




Combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, traffico di cuccioli: sono i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2018 “Crimini e animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav.

Ha tinte decisamente fosche il quadro tratteggiato dal Rapporto Zoomafia 2018 “Crimini e animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, la Lega Anti Vivisezione e patrocinato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con cui la LAV ha siglato un Protocollo d’Intesa per rafforzare prevenzione e contrasto dei reati a danno di animali, e della Fondazione Antonino Caponnetto.

I numeri, anzitutto: ogni 11 ore è aperto un fascicolo per reati a danno di animali, con una persona indagata ogni 13 ore circa. Nel 2017 in Campania sono stati registrati 778 procedimenti per crimini contro gli animali (l’8,34% di quelli nazionali), con un tasso di 13,32 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 679 indagati (l’11,67% di quelli nazionali), con un tasso di 11,62 indagati ogni 100.000 abitanti. “Si tratta di un trend pericolosamente in crescita”, commenta Troiano. Tra gli aumenti più consistenti, la Procura di Napoli Nord: del +68% dei procedimenti e +200% degli indagati, a fronte di un aumento medio regionale del +13% dei procedimenti e del +22% degli indagati.

I combattimenti clandestini continuano a essere una delle emergenze zoomafiose: cani trovati morti in spiaggia o con vistose ferite da combattimento (Casal di Principe, Castellammare) sono testimoni silenziosi di una pratica barbara ancora molto diffusa e per arginare la quale la LAV ha attivato il numero SOS Combattimenti (06 4461206).

E compaiono piste clandestine per allenare i cavalli nella zona di Licola, Giuliano, Pozzuoli, Cuma, come testimoniano video su YouTube, con immancabile sottofondo neomelodico. Negli ippodromi il problema del doping per i cavalli da corsa campani è ancora diffuso: nel 2017 sono stati 10 i cavalli che correvano in gare ufficiali in Campania risultati positivi a qualche sostanza vietata.

Altro problema il traffico di cuccioli dall’Est, con centrali di importazione e smistamento nel territorio regionale, dove transitano illegalmente migliaia di cani.

Sistematica e organizzata è risultata l’attività di bracconaggio, in particolare a carico di specie protette: a rischio in particolare le isole di Ischia e Procida, la Terra dei Mazzoni, il Litorale Domitio, la Penisola Sorrentina, il Cilento, la Piana del Sele. “Ancora diffusa l’usanza di detenere in gabbia cardellini e altri fringillidi alimentando forme di prelievo e traffici illegali in parte gestiti dalla criminalità organizzata”, rileva Troiano.

E ancora: mattatoi abusivi in ambito zootecnico e pesca di frodo con raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti e pesca illegale di tonno rosso e pesce spada, impianti di mitilicoltura abusivi - “Auspichiamo che si arrivi finalmente al varo di provvedimenti legislativi, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, attesi da anni”, conclude Troiano. Auspicando un’inversione di tendenza.


(Fonte: napoli.repubblica.it)