07/09/16

Addestramento quotidiano per Leo e tutti gli "angeli delle macerie"

I cani specializzati nella ricerca delle persone imparano a fiutare il "cono di odore" attraverso allenamenti continui, spiegano i tecnici cinofili della Polizia. Tanto lavoro per arrivare a salvare una vita, come accaduto con Giorgia



Leo è diventato famoso. Il suo fiuto ha permesso di salvare Giorgia, ancora viva sotto le macerie del terremoto. Ma non c'è solo lui. In questi tragici giorni seguiti al terremoto del centro Italia, sono stati tanti i quattrozampe impegnati. Ognuno con la sua specializzazione, ognuno con la sua professionalità. Ci sono i cani come Leo, chiamati a individuare tracce di vita sotto cumuli di macerie. Questi amici pelosi sono capaci di capire se c'è ancora un respiro, un alito di vita nascosto agli occhi ma presente sotto polvere e calcinacci. Poi ci sono altri cani, come quelli molecolari, chiamati a individuare resti umani. Sono cani che non fiutano la vita ma la morte e, nella tristezza, anche il loro compito è fondamentale. Va detto che nei giorni immediatamente seguenti al sisma i cani delle macerie hanno salvato 60 persone e hanno individuato almeno cinquanta corpi da restituire alla pietà dei familiari.
Leo è uno specialista nel suo campo, un tecnico. E come tale, insieme con gli altri colleghi a quattrozampe, è arrivato nelle zone del terremoto fin dalle prime ore. E ha fiutato, esaminato, scalato montagne di calcinacci. Leo è un labrador "in servizio" da tre anni per la Polizia di Stato. La sera del 24 agosto, insieme all'agente scelto Matteo Palladinetti, ha salvato la piccola Giorgia, 8 anni, rimasta per 17 ore sotto quello che restava della sua casa a Pescara del Tronto. E' stato il suo fiuto straordinario a percepire la presenza di una persona ancora viva in quello sfacelo.
Leo, insieme al suo conduttore, ha conseguito la sua specializzazione mediante un apposito corso della durata di cinque mesi presso il Centro di Coordinamento dei Servizi Cinofili della Polizia di Stato di Nettuno. Come tutte le altre unità cinofile della Polizia di Stato anche di altre specializzazioni (antidroga, antiesplosivo, ecc.) Leo si addestra quotidianamente così da mantenere sempre ai massimi livelli la sua capacità di individuare la presenza di persone, rilevando le tracce odorose emesse da corpo umano anche a notevole distanza. Come ha fatto Leo riportando alla vita la bimba divenuta simbolo della speranza dopo il terremoto.
Spiegano gli addestratori cinofili della Polizia di Stato che i cani per la ricerca e il soccorso pubblico sono abituati a camminare molto sui terreni più impervi e non devono avere una grossa stazza. Il cane per la ricerca di persone viene addestrato annusando in aria e non a terra per individuare l'odore umano, riuscendo a discriminare tutte le altre particelle di odore che ci sono nel luogo della ricerca. Questa tecnica è chiamata del "cono d'odore", perché il cane arriva ad annusare l'odore umano all'interno di un raggio in aria a forma di cono.
Il cane deve essere molto motivato nella ricerca, perché lungo il percorso potrebbe essere distratto da altri odori come quello di cibo, funghi, frutti o l'odore di altri animali se, per esempio, si trova in un bosco. La determinazione è motivata dalla gratificazione del suo conduttore quando riesce nell'impresa. Il cane per la ricerca e il soccorso pubblico lavora molto d'istinto e in forte cooperazione con il conduttore. Le razze impegnate in questo servizio devono poter camminare per ore sui terreni più diversi come sulla sabbia, nei boschi o in mezzo alle macerie. I cani per questo motivo devono essere lasciati liberi e possono essere localizzati dal conduttore soltanto attraverso un campanellino che hanno attaccato al collo. Spesso nella ricerca di latitanti, di vittime di sequestri o di persone disperse o sepolte sotto neve o macerie, i cani possono essere anche calati a doppia corda con il conduttore nei dirupi o in luoghi difficilmente accessibili. La buona riuscita di queste imprese dipende molto dall'affiatamento della coppia, sottolineano gli istruttori della Polizia.

(Fonte: quotidiano.net)


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