05/05/12

MERAVIGLIE DELLA NATURA: IL RICCIO


Nel periodo primaverile è facile incontrare un riccio che si avventura lungo le strade di montagna o semplicemente all’interno di piccoli giardini. Non abbiamo nulla di cui spaventarci, anzi, se ci capitasse di incontrarlo lungo la strada che stiamo percorrendo, corre l’obbligo di fermarci, cercare di raccoglierlo delicatamente tra le mani per poi lasciarlo libero tra il verde onde evitare che venga investito dalle auto di passaggio. Se sono molto piccoli è difficile distinguerli al buio lungo la strada, ma sapere di poterli incontrare ci renderà più attenti durante la guida o le passeggiate tra il verde. Ora scopriamo insieme le caratteristiche di questo grazioso mammifero, diffuso in tutta l'Europa e in gran parte dell'Asia settentrionale.



Se lo osserviamo bene proviamo tanta tenerezza nel vederlo così piccolo con una lunghezza che sfiora i trenta centimetri. Ha il capo largo ed il muso piccolo e appuntito, gli occhi sono piccoli e scuri, le orecchie larghe, corte e arrotondate. Il tronco è tozzo, sostenuto da zampe brevi, con lunghe dita armate di robusti artigli. Le parti dorsali, dalla fronte alla coda, e i fianchi sono ricoperti da aculei (che sono peli modificati) brevi (2-3 cm) e duri, di colore grigio con l'apice biancastro; le parti inferiori sono invece rivestite di peli brunastri. La femmina è più grande del maschio, partorisce tra aprile e settembre 4 o 5 piccoli che nascono con la pelle chiara e delle macchioline, in corrispondenza delle quali crescono poi gli aculei che all'inizio sono interamente bianchi, radi e morbidi; dopo circa sei settimane essi sono completamente indipendenti.



 
Anche se ci appare dolce e simpatico, la sua indole è poco socievole, tranne nel periodo dell'accoppiamento il cui rituale può durare anche diverse ore. Lo si può incontrare maggiormente durante le ore del crepuscolo e della notte, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana di paglia e foglie, situata nelle cavità dei tronchi, sotto le rocce o nei cespugli. La sua andatura è lenta, attenta ad esplorare e fiutare qualsiasi oggetto che incontra : la vista è poco sviluppata, mentre ha un udito ed un olfatto finissimi, riuscendo addirittura a sentire gli insetti muoversi sotto terra. Caratteristico è il suo modo di difendersi: al minimo rumore sospetto l'animale fa un salto sulle quattro zampe per colpire con gli aculei qualsiasi cosa si trovi vicino. Dopo di che si appallottola stretto, nascondendo capo e zampe, trasformandosi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile; adotta la stessa tattica anche quando gli succede di cadere da un muro o di scivolare lungo un pendio: in tal modo evita di ferirsi. La sua dentatura è completa, formata da 44 denti aguzzi e taglienti, ed è particolarmente adatta a triturare gli insetti.




Oltre a questi si ciba di molluschi, lombrichi, ranocchie, lucertole, piccoli mammiferi, nidiacei e anche frutti; si dice che sia un abile cacciatore di vipere, che afferra per il collo rompendo loro la colonna vertebrale. Alcuni affermano che il riccio è immune dal veleno delle vipere, in realtà è solo molto abile a difendersi dal loro morso velenoso. Poco abile nel difendersi dalla volpe che riesce a fargli lasciare la posizione di difesa colpendolo nell'unico punto vulnerabile, il naso.

Nei paesi freddi, il riccio va in letargo quando la temperatura scende al di sotto dei 10°C, mentre in quelli a clima temperato può restare attivo per tutto l'anno. Durante l'ibernazione diventa insensibile ed è difficile svegliarlo.

Ora non ci resta che sperare di incontrarlo ...


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