20/06/16

I bambini crudeli con gli animali. Il 27 per cento ama maltrattarli L’età peggiore? A quattro anni

Ricerca svela: gli zoosadici sono violenti anche con gli umani


Maschio, un’infanzia di abusi sugli animali e un futuro da molestatore o addirittura violentatore di donne, è il ritratto di chi maltratta gli animali, il primo mai realizzato dopo una lunga e complessa indagine promossa dal Corpo Forestale dello Stato con la collaborazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del ministero di Giustizia. 
 
Sono quelli che vengono definiti gli zoosadici ma in realtà trattare male gli animali è «un reato-spia di altri reati ancora più gravi che spesso hanno persone come vittime», spiega Rossano Tozzi, soprintendente capo del Nirda, il Nucleo speciale che si occupa dei comportamenti illegali ai danni degli animali. E le vittime sono donne nel 56% dei casi, minori nel 28%, anziani nel 3%, uomini nel 5%.

Dai risultati dell’indagine emerge che chi abusa è quasi esclusivamente maschio, in 96 casi su 100. Molto alta la percentuale tra i minorenni, sono il 27%. L’87% degli intervistati ha maltrattato, ucciso oppure abusato, oppure assistito ad episodi di violenza sugli animali quando era minorenne. Alcuni crescono con questo tipo di violenza, probabilmente finendo per considerarla normale: l’età media in cui si manifesta la crudeltà su animali è risultata essere tra i 4 e i 5 anni.

«Per questo è molto importante - ammonisce Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia, l’associazione che ha fornito le competenze psicologiche per la ricerca - che i genitori, gli educatori, la società capiscano che il maltrattamento di animali deve essere inibito fin da subito con messaggi educativi ben precisi. Perché la violenza sugli animali non è una ragazzata ma un fenomeno grave che può innescare un’escalation».

Nel 65% dei casi coloro che subiscono violenza hanno evitato o rallentato l’allontanamento dal partner proprio nel timore di quello che sarebbe potuto succedere ai propri animali. Nel 16% dei casi la vittima umana è deceduta. Il 64% degli intervistati ha maltrattato animali da adulto, e il 48% di loro aveva già fatto lo stesso da minorenne.

L’identikit è emerso raccogliendo informazioni su 942 «Casi Link», casi in cui ci sia una stretta correlazione fra maltrattamento e/o uccisione di animali e ogni altro comportamento violento, antisociale e criminale. I dati sono stati raccolti nelle carceri, nei centri di recupero dalle dipendenze patologiche, nelle comunità per minori, ed i centri di supporto e assistenza alle vittime. «È capitato che, entrando nelle case di chi aveva maltrattato gli animali - racconta Rossano Tozzi - ci siamo resi conto che i bambini o le donne subivano le stesse violenze».

Ma a questo punto il legame fra reati sugli animali e reati sulle persone non è solo un’intuizione, spiega Francesca Sorcinelli: «L’importanza di questo studio è molto significativa perché consente oggi di affermare in modo scientifico che la stretta correlazione esistente tra maltrattamento e uccisione di animali, violenze interpersonali e lo sviluppo di ogni altro comportamento antisociale criminale, è un fenomeno assolutamente vero in termini scientifici e non più soltanto attribuibile a percezioni o intuizioni personali date dal buonsenso ma oggi è un dato scientifico incontrovertibile fino a prova scientifica contraria».

Gli zoosadici - spiega lo studio - hanno quindi forti connotazioni psicologiche proiettive e senso di rivalsa, che si generalizzano in seguito anche estrinsecandosi sugli altri esseri umani. Assassini, stalker, partner violenti, esponenti della malavita organizzata e delle gang malavitose, soggetti affetti da disturbo della condotta e antisociale potrebbero avere in comune un comportamento violento verso gli animali. 

(Fonte:  http://www.lastampa.it) 


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