06/12/17

Borgonovo, veterinario condannato per maltrattamenti e molestie a tre anni e un mese

Borgonovo, veterinario condannato per maltrattamenti e molestie a tre anni e un mese

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al veterinario Giuseppe Antonio Genta: l'uomo ha maltrattato diversi animali nel suo ambulatorio. Per lui la condanna anche per molestie sessuali. Il veterinario, in passato scoperto da "Striscia la Notizia" a esercitare ancora la professione, è già stato radiato dall’ordine.

 

Borgonovo, veterinario condannato per maltrattamenti e molestie a tre anni e un mese

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna emessa dalla Corte d’Appello di Milano a carico di Giuseppe Antonio Genta, veterinario di Borgonovo Valtidone. Genta è stato condannato per l’uccisione e il maltrattamento di animali e violenza sessuale. Tre anni e un mese di reclusione la pena complessiva inflitta. Nel dettaglio: un anno e tre mesi di reclusione per i reati di uccisione e maltrattamento di animali e un anno e dieci mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti e molestie sessuali, oltre al risarcimento a favore delle parti civili tra cui l'associazione Lav.
E non solo, poiché a partire dal 17 giugno 2015 il veterinario è stato cancellato dall’Albo per radiazione, un provvedimento che preclude di poter esercitare la professione per tutta la vita. L'istanza di radiazione era stata presentata dall'Ordine dei Medici Veterinari di Pavia – l'uomo vive nel pavese - nel luglio del 2014, dopo la condanna di primo grado inflitta al veterinario dal Tribunale di Pavia la cui validità è stata decretata dalla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie presso il Ministero della Salute.
Il veterinario era finito a processo dopo l'indagine - condotta nei suoi ambulatori di Santa Maria della Versa (Pavia) e di Borgonovo Valtidone - dalla quale erano risultate sevizie inenarrabili: privazione di acqua e cibo a cani e gatti in degenza, mancata somministrazione di antidolorifici ad animali sofferenti, interventi chirurgici con dosi di anestesia insufficienti, gatti presi a calci e lanciati contro il muro, cuccioli di cane e gatto uccisi dentro sacchetti della spazzatura, animali malati terminali chiusi direttamente nel congelatore, un gatto ucciso a colpi di martello. L'uomo era stato difeso da diversi suoi conoscenti e fruitori del suo ambulatorio a Borgonovo.
Il caso era diventato popolare a livello nazionale anche grazie a un servizio di «Striscia la notizia», nel quale il veterinario si scagliava contro la troupe che, assieme a Edoardo Stoppa, si era presentata nel suo ambulatorio per contestargli lo svolgimento dell’attività nonostante fosse stato sospeso dall’Ordine Provinciale dei Veterinari della provincia di Pavia. 
«Sebbene le pene per chi maltratta e uccide animali siano inadeguate alla gravità dei reati e ne chiediamo l’inasprimento, la conferma di questa condanna da parte della Corte Cassazione non può che vederci soddisfatti – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile Lav Area Animali Familiari –. Quanto accaduto nei due ambulatori è sconvolgente ed è ancora più grave perché le sevizie sono state inflitte da un medico veterinario, una figura che nell’esercizio della professione ha il dovere di curare gli animali e di tutelarne il benessere». La condotta criminosa del veterinario, oltre a essere stata giudicata penalmente rilevante, contravviene, infatti, al codice deontologico dei medici veterinari che prevede anche che il medico veterinario debba ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro nell’esercizio della professione. Inosservanza dei quali è stata subito chiara all’Ordine dei Medici Veterinari di Pavia che lo ha sospeso dal 16 dicembre 2013 al 15 giugno 2014 fino a giungere alla radiazione nel 2015. «Ci auguriamo che tutti gli Ordini dei Medici Veterinari seguano il positivo esempio di quello di Pavia che ha dimostrato, in questo caso, attenzione alla rispettabilità della professione, alla correttezza degli iscritti e alla tutela degli animali» - conclude Innocenti.

(FONTE:  http://www.ilpiacenza.it)



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