06/12/17

Jane Goodall: la donna che ha cambiato il mondo studiando gli animali




Jane Goodall è la più amata e più famosa etologa del mondo. Le sue scoperte hanno ridefinito la relazione uomo-animale. E ora la sua storia è diventata un documentario, diretto da Brett Morgen e prodotto da National Geographic Documentary Films.

Iniziamo a parlare di lei con questo video molto toccante. Nell'abbraccio della scimpanzè  Wounda c'è tutta la riconoscenza nei confronti di Jane che le ha salvato la vita il giorno in cui la raccolse in fin di vita dopo l'uccisione di sua madre per mano dei bracconieri. Wounda è stata curata presso il Centro di Riabilitazione per Scimpanzé di Tchimpounga, in Congo e  poi rimessa in libertà sull'isola di Tchindzoulou. Il momento del rilascio è stato interamente filmato e il video pubblicato su Youtube. All'apertura della gabbia Wounda è felice di ritrovare il suo habitat naturale, ma non dimentica chi le ha permesso di continuare a vivere: si volta, vede Jane, la riconosce, l'abbraccia.
"Gli scimpanzé sono noti per avere una buona memoria. Si ricordano in particolare di coloro che li hanno aiutati. Ma questo comportamento non è mai stato osservato prima", ha detto l'istituto in un comunicato. Per oltre 50 anni, Jane Goodall ha studiato gli scimpanzé. Viaggiando per il mondo, cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle minacce che mettono in pericolo la vita dei primati Nel 1977 ha fondato il Jane Goodall Institute, con sedi sparse in tutto il mondo, punto di riferimento per la protezione degli scimpanzé.





La storia di questa donna straordinaria inizia nell’estate del 1960! Jane Goodall, a soli 26 anni e senza esperienza scientifica né laurea, decise di avventurarsi nella riserva di Gombe, in Tanzania, per osservare da vicino il comportamento degli scimpanzé. Una pioniera determinata, paziente e mossa dalla passione per gli animali, che grazie ai suoi sforzi e al suo coraggio, realizzò delle scoperte sensazionali, che hanno cambiato la primatologia e la storia.

L’amore per la natura e per gli animali Jane lo iniziò a coltivare fin da piccola, leggendo libri e sognando di vivere come Tarzan e il Dottor Dolittle. Il suo desiderio era di osservarli da vicino e capire come vivevano, svelando i segreti del loro mondo. La madre Vanne, la sostenne sempre e la spinse a seguire i suoi desideri. E’ la stessa primatologa britannica a raccontarlo nella sua “Lettera al futuro della Terra”, indirizzata alle nuove generazioni, per incoraggiarle a fare la differenza e creare un mondo migliore. Perché nulla è impossibile, se lo si desidera con tutto il cuore.

Prima dei suoi studi, si credeva che alcuni comportamenti fossero un’esclusiva caratteristica degli esseri umani. Invece Goodall dimostrò che anche gli scimpanzé hanno la capacità di creare e utilizzare utensili e attrezzi. E negli anni accertò altre incredibili somiglianze tra questi animali e l’uomo. Proprio come noi, i primati ragionano e riescono a risolvere semplici problemi. Inoltre provano delle emozioni, hanno una vita affettiva e una sorta di autocoscienza. Come Jane ha detto durante un suo Ted Talk: "Sappiamo che gli scimpanzè e le altre creature si riconoscono allo specchio - l'io in contrapposizione all'altro. Hanno senso dell'umorismo e tutto questo è sempre stato creduto una prerogativa umana." 

Ma questo ci insegna un nuovo rispetto non solo per gli scimpanzé, ma anche per tutti gli altri meravigliosi animali con cui dividiamo il pianeta. Se siamo pronti ad ammettere che non siamo gli unici esseri con personalità, menti e, soprattutto emozioni, e iniziamo a pensare al modo in cui usiamo e abusiamo degli altri esseri senzienti e intelligenti del nostro pianeta, io credo che abbiamo davvero motivo di vergognarci.




Con il suo lavoro sfidò anche l’ambiente scientifico, perché fu la prima donna a spingersi nelle foreste selvagge africane e portare alla luce ricerche e prove incontrovertibili, in un mondo prettamente maschilista, che malvolentieri dovette darle credito. Inoltre quando iniziò la sua osservazione diretta nella piccola riserva forestale - ora è un parco nazionale - sul Lago Tanganika, non aveva nessun titolo accademico: si laureò in etologia solo cinque anni dopo, nel 1965 all’Università di Cambridge.

A differenza degli altri studiosi, invece di marcare gli scimpanzé con dei numeri, scelse si dare un nome ad ognuno di loro, proprio perché li considerava creature dotate di personalità. Anche se nel 1986 ha abbandonato la ricerca sul campo (durata più di 40 anni), Goodall è diventata una attivista e continua la sua battaglia pacifica per la protezione degli animali e del loro habitat, sostenendo le cause ambientaliste e i benefici dell’alimentazione vegetariana.

Presentato in anteprima al Toronto Film Festival e in altre prestigiose rassegne cinematografiche, dove ha conquistato la critica, “Jane” è un film diretto da Brett Morgen, autore anche del famoso documentario dedicato a Kurt Cobain dei Nirvana. Il regista ha raccolto più di cento ore di filmati, fino ad ora mai visti, provenienti dagli archivi del National Geographic e del Jane Goodall Institute, per raccontare la storia di questa donna che sfidò ogni convenzione per realizzare i suoi sogni e i suoi obiettivi. Ci sono anche le riprese girate in 16 millimetri di Hugo Van Lawick, il fotografo che accompagnò Jane nei suoi viaggi e poi diventò il suo primo marito. Un ritratto intimo ed efficace che racconta l’amore di Goodall per il suo lavoro, con una colonna sonora firmata dal noto compositore Philip Glass. “Il film è a tutti gli effetti una storia d’amore, solo che l’amore non è tra un uomo e una donna – ha spiegato Brett Morgen. – L’amore è tra una donna e il suo lavoro. La maggior parte delle persone ha questa idea romantica che il rapporto più importante della vita sia con il proprio partner, ma per un sacco di persone la relazione primaria è con il loro lavoro”.


Nonostante l’idillio tra lei e gli scimpanzé e il suo amore per la foresta, nel 1986 Jane Goodall ha deciso di abbandonare le ricerche sul campo per dedicarsi all’attivismo finalizzato alla protezione dei primati e del loro habitat. L’antropologa inglese passa oggi la maggior parte del suo tempo girando il mondo, affascinando tutti con il suo sorriso gentile e il suo carisma, tenendo conferenze e parlando con leader mondiali e scolaresche, sostenendo i benefici ambientali dell’alimentazione vegetariana ed esortando le persone a scegliere che tipo di cambiamento portare avanti. Numerose iniziative legate alla conservazione della natura sono inoltre intraprese dalla sua fondazione, il Jane Goodall Institute.

(Fonte: www.foxlife.it)