26/01/18

Macachi clonati: la sperimentazione e la ricerca di nuove terapie sono solo pretesti per legittimare esperimenti fuori controllo


Le prime scimmie clonate con la stessa tecnica della pecora Dolly (il trasferimento nucleare da cellule somatiche): i due animali nati all’Istituto di neuroscienze della Chinese Academy of Science, a Shanghai. Secondo l’autore principale della ricerca Quiang Sun, direttore della Nonhuman Primate Research Facility all’Istituto di neuroscienze cinese lo scopo ultimo di un tale studio è avere una popolazione uniforme (e geneticamente modificabile) di scimmie per la sperimentazione scientifica, che permetta studi con risultati migliori e una stessa sperimentazione più efficace (che quindi usi meno animali).
“Ci sono molte domande sulla biologia dei primati che possono essere studiate con questo nuovo modello. Si possono produrre scimmie clonate con lo stesso identico patrimonio genetico, ma senza i geni che si sono voluti manipolare. Questo comporta un modello reale” ha dichiarato il ricercatore.


Sono notevoli gli interessi economici e di carriera di questi scoop che fanno “guadagnare” punti, notorietà e pubblicazioni a fronte di zero risultati nel debellare e trovare soluzioni per le gravi patologie che da decenni la ricerca che si basa sui modelli animali millanta di potere raggiungere.
E chi risponde in Italia a questi spropositi scientifici della mente umana? Non viene offerto certo il microfono a qualche autorevole scienziato conscio della inapplicabilità del modello animale al modello umano. Purtroppo esperimenti di clonazione animale sono pane di tutti i giorni in Italia e da anni, si pensi alla azienda → Avantea di Cremona che, fra gli altri, ha clonato suini e cavalli; oppure anche all’archivio topi mutanti → Emma del CNR a Monterotondo solo per citare due esempi sul territorio. Ma pensiamo anche agli organi di maiale transgenici di Avantea applicati ai macachi del Corit e dell’Università di Padova, che li ha trasformati in ibridi sofferenti e dalla breve vita.
Questi esperimenti parlano della smania di potere dell’uomo-scienziato, del volere aspirare al potere creativo di un Dio, il che ricorda inevitabilmente, oltre ai tanti fatti, un convegno di Luciano Fadiga, Professore Ordinario di Fisiologia Umana presso l’Università degli Studi di Ferrara e Senior Researcher presso l’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia, che goliardicamente e in sconvolgente sintonia con il subconscio, mostrò a paragone delle ricerche di cui si sta occupando, le immagini del film Frankenstein nel momento della creazione dell’ibrido umano fra lampi e fulmini elettrici!
Il prezzo di questo sporco gioco è pagato con la sofferenza e con la vita dagli animali sottoposti a sperimentazione e dai malati e dalle loro famiglie. LEAL invoca e si batte per una ricerca che investa fondi ed energie esclusivamente su metodi sostitutivi.
Seguite e sostenete LEAL Lega Antivivisezionista a perseguire l’abolizione della vivisezione!

(Fonte: leal.it)