19 ottobre 2021

Dagli scenari di guerra alle protesi per animali: a Bari il primo laboratorio che restituisce la libertà a cani, cavalli e non solo

 

 

Nahmean è una cagnolina di nove mesi. Non ha una zampa e allora nel laboratorio OrtoPaw, a Bari, entra saltellando. È stata trovata in fin di vita sotto un cumulo di pietre e poi salvata da una ragazza che ora la accompagna al guinzaglio. Passa poco tempo e Nahmean esce dalla stessa porta, festante: ha un nuovo arto, seppur artificiale, e una nuova vita. OrtoPaw costruisce protesi e tutori su misura per animali ed è l’unico in Italia a farlo esclusivamente per loro.

Bari, il laboratorio costruisce protesi per animali: "Restituiamo dignità alla loro vita. Le richieste? Da tutta Italia"

Il laboratorio in via Poli, nel quartiere Picone, è stato aperto nel 2019 da una giovane coppia: Carmine Simeone, trentasettenne di Martina Franca (ma vive a Bari ormai da 15 anni) e Carla Marongiu, trentaseienne di Agrigento. Sono entrambi tecnici ortopedici. Carmine ha anche lavorato come volontario per diverse organizzazioni in scenari di guerra: Iraq, Tanzania, Benin, Kosovo e al confine siriano, tra gli altri.

"Il nostro profilo professionale è legato all’ortopedia tecnica per umani — racconta — però dall’altra parte dell’oceano alcuni tecnici la applicavano anche sugli animali, così ci siamo incuriositi e abbiamo iniziato a studiare".

Carla e Carmine hanno vinto poi il bando regionale Pin e così hanno potuto aprire un laboratorio. Sino a ora abbiamo curato tantissimi animali di diverse taglie, grandezze e specie: da piccoli cani sino ad arrivare ai cavalli". Sono una settantina: padroni e cliniche veterinarie chiamano da tutta Italia. Ma il primo caso non si dimentica facilmente: "La prima volta che abbiamo messo una protesi eravamo molto emozionati — continua Carmine — pensavamo a tante piccole minuzie e tecnicismi, ci siamo anche un po’ persi in quell’occasione, ma poi quel cagnolino meraviglioso, Gipsy, è andato nell’uliveto accanto con il tutore e si è messo a rincorrere le farfalle, cosa che non riusciva a fare da un sacco di tempo. Quella è stata la nostra felicità".

Tra gli ultimi animali curati, invece, c’è un capriolo in Umbria, al quale hanno tranciato le zampe posteriori: "Ora stiamo costruendo le protesi e tra qualche settimana le installeremo".

Per rendersi conto di quante specie e razze diverse di animali arrivino (oppure è la coppia a viaggiare in giro per l’Italia a prendere le 'misure') basta andare nel retro, dove si trovano i calchi delle zampe di cani, gatti, cavalli. Ognuno con il suo nome. Si tratta infatti di un lavoro molto artigianale. "Veniamo contattati dopo lesioni o amputazioni causate per esempio da incidenti — racconta Carla — allora andiamo a incontrare l’animale e poi procediamo con una prima visita per capire bene quale prodotto realizzare e come. Facciamo un calco riproducendo esattamente le misure della zampa in questione. In base a questo, poi, viene creato un prototipo della zampa andando ad applicare le imbottiture e a rivestirlo con un materiale elastico. Poi lo finiamo con i cinturini per far sì che l’animale non lo sfili e nel caso della protesi mettiamo un compenso per andare a colmare la parte di arto che non c’è più".

Poi il cane dopo un periodo di prova e adattamento può tornare a camminare normalmente. "Una protesi rappresenta una nuova possibilità — spiega Carla — un’integrazione nella vita di tutti i giorni, una possibilità di correre più veloce degli altri, una schiena dritta, una vecchiaia più lunga, una vita più piacevole, il sorriso di un padrone oltre alla felicità dell’animale".

(Fonte:  bari.repubblica.it)



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