Animali da compagnia, in commissione parlamentare l'allarme sul traffico illecito

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Il magistrato Diana Russo: "Manca un coordinamento. Serve un protocollo operativo"

 

Il traffico illecito di animali da compagnia è un fenomeno strutturato, con profili di criminalità organizzata, gravi ricadute sulla salute pubblica e un significativo impatto economico.

È quanto ha evidenziato Diana Russo, magistrata ed ex sostituta procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, nel corso dell'audizione svolta oggi a Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari.

Al centro dell'audizione, i procedimenti giudiziari condotti dalla procura di Napoli Nord, che hanno consentito di accertare l'importazione sistematica di cuccioli provenienti in prevalenza dai Paesi dell'Est Europa, spesso sottratti prematuramente alle fattrici, privi di adeguate vaccinazioni e trasportati in condizioni incompatibili con il benessere animale. In diversi casi, ha riferito Russo, gli animali sono deceduti pochi giorni dopo l'arrivo in Italia a causa di patologie gastrointestinali.

Le indagini hanno fatto emergere anche l'uso di documentazione sanitaria e passaporti falsi, l'alterazione dell'età degli animali per eludere i controlli, truffe ai danni degli acquirenti finali ed evasione dell'Iva attraverso società cartiere e frodi carosello. In uno dei procedimenti illustrati, la magistrata ha ricordato la confisca di beni e utilità per oltre 6,2 milioni di euro.

Tra le principali criticità segnalate, la difficoltà di accertare con precisione l'età dei cuccioli, il mancato coordinamento tra autorità sanitarie e giudiziarie, la disomogeneità delle normative tra gli Stati membri dell'Unione europea e il rischio di prescrizione di reati complessi a fronte di indagini particolarmente onerose. "C'è un lavoro immane, ma si tratta di procedimenti non prioritari e la maggior parte dei reati finisce in prescrizione", ha denunciato Russo.

La magistrata ha quindi auspicato l'introduzione di protocolli operativi condivisi, un rafforzamento del coordinamento tra le diverse procure e una maggiore formazione degli operatori coinvolti, sottolineando come la riduzione della domanda, anche attraverso una più efficace informazione e sensibilizzazione dei cittadini, rappresenti uno strumento essenziale di contrasto al fenomeno.

Come ultimo tema, Russo ha evidenziato la criticità legata alla gestione degli animali sottoposti a sequestro, in assenza di protocolli operativi e di strutture pubbliche o convenzionate di riferimento nella fase che precede l'adozione. Una situazione che, ha spiegato, rende difficile garantire non solo l'accoglienza e le cure degli animali appena sequestrati, ma anche, in mancanza di tariffe definite, la corretta liquidazione delle strutture che se ne fanno carico. 

(Fonte: ansa.it) 

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