Carne di equidi verso il divieto in Italia: le motivazioni

 Adulto e giovane asino su una collina erbosa, campo verde alle spalle.

 

Negli ultimi giorni in Italia si è riacceso un dibattito che potrebbe avere un impatto profondo sulla filiera alimentare: una proposta di legge bipartisan in Parlamento mira a rendere illegale la macellazione e il consumo di carne di cavallo e altri equidi come asini, muli e bardotti. Questi sono infatti riconosciuti come animali d’affezione e non più come animali destinati alla produzione alimentare.

Da alimento tradizionale ad animali d’affezione

La carne di cavallo in Italia ha tradizioni gastronomiche radicate in diverse regioni ma il suo consumo è progressivamente diminuito nel corso degli anni. Secondo statistiche recenti, la macellazione di equidi è crollata rispetto ai livelli di oltre un decennio fa, arrivando a numeri molto più modesti nel 2024 rispetto al passato.

La proposta di legge punta ad assegnare a cavalli, asini, pony, muli e bardotti lo stesso status giuridico di cani e gatti, cioè «Non destinati alla produzione alimentare» (Non DPA). Se il testo dovesse essere approvato, sarebbe vietata la loro macellazione per scopi alimentari e, di conseguenza, anche la vendita e il consumo di carne equina o di asino.

Che cosa prevede la legge

Il nucleo fondamentale della normativa attualmente in esame prevede il divieto di allevamento e macellazione di equidi per uso alimentare, il divieto di commercializzazione e consumo di carne di cavallo, asino, mulo e bardotto e l’obbligo di microchippare e registrare gli equidi in un registro nazionale, con un ruolo attivo delle ASL e dei servizi veterinari. Sono inoltre previste sanzioni importanti per coloro che dovessero violare il decreto, con multe fino a centomila euro e, secondo alcune versioni del testo, anche pene detentive.

La proposta include anche misure di sostegno per allevatori e operatori della filiera, come un fondo per permettere la riconversione delle attività e l’affidamento degli animali a strutture di accoglienza, centri di recupero o progetti di pet therapy.

Motivazioni, sostegno e critiche

Chi sostiene la riforma sottolinea che la percezione degli equidi nella società italiana è profondamente cambiata negli ultimi anni. Sempre più persone vedono cavalli e asini come animali da compagnia, capaci di instaurare legami emotivi con gli esseri umani, e ritengono che sia eticamente incoerente considerarli alla stregua di bovini destinati alla catena alimentare.

Secondo alcuni sondaggi gran parte degli italiani non consuma abitualmente carne di cavallo e una quota significativa la rifiuta per motivi etici, citando empatia verso questi animali o la percezione che siano “troppo simili a compagni d’affetto” per essere mangiati.

Dall’altro lato del dibattito ci sono critiche cultural-gastronomiche e socio-economiche; infatti alcuni rappresentanti di regioni in cui la carne equina fa parte della tradizione culinaria temono che il divieto possa cancellare pezzi di identità gastronomica e penalizzare attività locali e posti di lavoro legati alla filiera.

L’iter parlamentare è ancora in corso, ma l’avanzamento delle proposte e il dibattito aperto indicano una forte volontà politica di affrontare una questione che tocca non solo l’alimentazione, ma anche il rapporto etico tra esseri umani e animali.

Se la legge venisse approvata l’Italia compirebbe un passo significativo verso la tutela giuridica degli equidi, segnando una svolta rispetto alle tradizioni alimentari e aprendo un confronto più ampio sul ruolo etico e sociale degli animali nella nostra società.

Foto: Leny Silina Helmg/ Shutterstock

(Fonte: petme.it)  

 

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