31 ott 2019

Partecipiamo Viviamo Curiamo il Sarno - Evento Prima Pietra





Partecipiamo Viviamo Curiamo il Sarno - Evento Prima Pietra - presso Azienda Agricola "Montoro", Masseria Pigliuocco, Sarno 30 ott 2019 - Si parte con l'intervento di riqualificazione del lungofiume sul Rio Santa Marina a Lavorate
https://www.puntoagronews.it/in-evidenza/item/69325-curiamo,-viviamo,-partecipiamo-il-sarno-al-via-l-intervento-di-riqualificazione-del-lungofiume-sul-rio-santa-marina-a-lavorate.html
 
TESTO DELL'ARTICOLO:

CuriAmo, ViviAmo, PartecipiAmo il Sarno: associazioni, amministrazioni, università e enti di ricerca si mettono in rete per rendere il Parco del Fiume Sarno un presidio dello sviluppo sostenibile, anche con l’avvio di un “Contratto di Fiume”. Ieri la posa della prima pietra per la riqualificazione del lungofiume, presso l’azienda agricola Montoro a Masseria Pigliuocco di Lavorate di Sarno. Condivisione, consapevolezza e corresponsabilità delle associazioni, della comunità e delle istituzioni locali per rafforzare il ruolo della cittadinanza attiva e responsabile in chiave integrativa, complementare e sinergica, attraverso la diffusione della conoscenza dei rischi, il monitoraggio della biodiversità e dell’ambiente fluviale nel quadro della citizen scienze. Questi i principali ingredienti del Progetto CuriAmo, ViviAmo, PartecipiAmo il Sarno sostenuto dalla Fondazione con il Sud avente come capofila Legambiente e l’Ente parco regionale del Bacino idrografico del fiume Sarno come organo di gestione. Al progetto è stato riconosciuto un finanziamento di 260 mila euro. La quota di questo segmento, che prevede la costruzione di un lungofiume costruito con staccionate in legno e tavolame per l’attraversamento, è di poco più di 50 mila euro e saranno costruiti 700 metri circa di lungofiume.
“E’ un progetto che ha momenti di educazione, di scuola di vita all’interno della natura, ed ha un ritaglio di rifunzionalizzazione di un percorso del fiume. – spiega il presidente dell’Ente Parco fiume Sarno Antonio Crescenzo - Abbiamo scelto quest’area per la relativa ancora buona qualità delle acque, che possa consentire alle scolaresche non più di vivere o di sentir parlare del fiume come qualcosa che poi non possano andare materialmente a vedere, e lungo il quale non possono passeggiare. Abbiamo ottenuto che potessimo farlo di una ampiezza tale che consenta anche ai portatori di handicap di poter venire lungo questo percorso. Un percorso che non vedrà il cemento ma avrà il legno come momento fondamentale. Avremo la piantumazione di piante autoctone lungo l’argine, in maniera tale che possa riqualificare il fiume ed essere di ostacolo ad eventuali detriti che possano giungere nel fiume. Ci auguriamo che possa essere un momento iniziale di un percorso che mano mano che la qualità delle acque del fiume migliora anche più valle l’ente parco, insieme a tutti gli altri enti che volessero farsi carico di questo tipo di problema, seguire la evoluzione della bonifica del fiume con interventi tali che possa il fiume essere riguadagnato ai cittadini. Perché solamente se i cittadini tutti potranno risentire il fiume come qualcosa di proprio è probabile che determinati scempi possono non più avvenire. Se lo si vede sempre come qualcosa che riguarda il dirimpettaio e non se stesso e allora probabilmente il futuro non sarà roseo come speriamo che avvenga perché altrimenti la pagheremo cara più di quanto non la stiamo già pagando”.

Il progetto mira a ridurre tre rischi ambientali presenti all’interno del Parco regionale del Fiume Sarno

Il progetto mira a ridurre tre rischi ambientali presenti all’interno del Parco regionale del Fiume Sarno: inquinamento, incendi e perdita di biodiversità. Con riferimento ai primi due rischi, si prevede di organizzare una serie di interventi di vigilanza: campi di volontariato (120 partecipanti) per l’avvistamento di incendi e eventuale allerta delle strutture deputate allo spegnimento (circa 30 segnalazioni); verifiche antinquinamento degli scarichi pubblici e privati – in collaborazione con le autorità preposte; contrasto all’abbandono di rifiuti (30 casi segnalati alle autorità); attività di protezione civile. Per tutelare la biodiversità si intende, invece, realizzare un monitoraggio dell’ecosistema – principalmente faunistico – delle zone umide di Longola e della foce del Sarno, al fine di garantire la conservazione di almeno 15 specie di uccelli che stazionano o transitano (sosta migratoria) in tali aree. Inoltre, si prevede di realizzare un’attività di vigilanza sul patrimonio ittico e interventi di tutela dei funghi e dei prodotti di sottobosco. Previsto, altresì, un intervento di riqualificazione fluviale attraverso la piantumazione di specie tipiche perifluviali utile a stabilizzare gli argini e di conseguenza a ridurre il rischio di dissesto. Contemporaneamente verrebbero realizzati degli interventi (es. staccionate in legno, tavolame per l’attraversamento) volti a garantire la fruizione sicura di questo tratto di fiume. Infine, si intende realizzare incontri pubblici, eventi di pulizia di spiagge, attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale a favore di studenti, imprese, associazioni, istituzioni e cittadini.

(Fonte: www.puntoagronews.it)
















23 ott 2019

FIRMA LA PETIZIONE: Basta esperimenti sugli animali - Chiudiamo il laboratorio LPT di Amburgo!



FIRMA LA PETIZIONE PER CHIUDERE IL LABORATORIO DEGLI ORRORI

TESTO DELLA PETIZIONE:

"Ciao,
Mi chiamo Carolin Iding, ho 26 anni e vivo in un piccolo villaggio vicino ad Amburgo. Ho deciso di pubblicare questo appello per quelli che non hanno al momento la possibilità di far sentire la propria voce: gli animali.

L’11 Ottobre SOKO, un’organizzazione che opera per la difesa degli animali, ha reso pubbliche delle indagini corredate da immagini riguardanti il laboratorio di farmacologia e tossicologia LPT. 
LPT è un laboratorio sperimentale dove circa 12.000 animali - tra cui beagle, scimmie, gatti e cani - vengono sistematicamente torturati e abusati per test riguardanti sostanze chimiche di uso industriale e agricolo. LPT è ad oggi uno dei più grandi siti di sperimentazione animale in Europa.

Le scimmie sono tenute dentro gabbie piccole e hanno limitata capacità di muoversi. Hanno la testa bloccata per poter condurre i test e hanno ferite sul corpo poiché vengono trattate con estrema rozzezza.
I beagle vedono gli essere umani solamente quando gli viene portato il cibo o quando vengono presi per essere portati alle sperimentazioni. E anche in questi momenti scodinzolano per segnalare la loro voglia di stare a contatto con gli uomini. Per la maggior parte del tempo però passano il loro tempo da soli nelle gabbie fino a quando muoiono da soli e agonizzando per i risultati dei test a cui vengono sottoposti.
La maggior parte di questi esperimenti portano alla morte di questi animali che vengono letteralmente massacrati e quindi, una volta morti, chiusi dentro sacchi della spazzatura.
LPT ha operato per anni nella massima segretezza: visite e controlli esterni sono sempre stati rifiutati. Ora sappiamo perché!
Soffro ogni volta che penso a quello che stanno patendo anche in questo momento tutti gli animali dietro i muri di LPT. Nessun essere vivente merita di essere trattato in questo modo e di morire così! 
Chiedo alle autorità tedesche la chiusura immediata del laboratorio di farmacologia e tossicologia LPT di Amburgo.
Per maggiori informazioni guardate questo video: https://youtu.be/eRy8uNN1OEA

FIRMA A QUESTO LINK:
https://www.change.org/p/julia-kloeckner-basta-esperimenti-sugli-animali-chiudiamo-il-laboratorio-lpt-di-amburgo


 

22 ott 2019

Liberata e portata in un santuario l’elefante Ramba dopo 50 anni di prigionia, lavoro e sevizie al circo

 


Dopo 50 anni di solitudine e lavoro nel circo, l’elefantessa asiatica Ramba è partita per un viaggio di circa 1.000 km verso la libertà in Brasile. 
Scortata da un gruppo di esperti per il benessere animale, Ramba è partita il giorno 16 ottobre da Santiago in Cile ed è arrivata dopo 3 giorni all’Elephant Sanctuary Brazil di oltre 1.000 ettari, situata nel comune brasiliano di Chapada. Una bella differenza a paragone dei pochi metri quadri concessi nel camion o accanto al tendone del circo dove è stata costretta per anni.
Questi sono gli ultimi passi verso la liberazione di un viaggio iniziato oltre 7 anni fa. Nel 2012, Ecopolis, un gruppo cileno di benessere degli animali, ha contattato il Global Elephant Sanctuary (GSE) per aiutare a salvare Ramba dai suoi proprietari violenti del circo.
Dopo anni di abbandono, Ecopolis aveva presentato una petizione con successo al governo cileno per confiscare Ramba. Con lei il Cile ha ufficialmente posto fine alla pratica di esibire elefanti da circo in tutto il territorio cileno.
Gli esperti di elefanti di fama internazionale Scott Blais e Kat Blais, hanno detto che senza un santuario di elefanti in tutto il Sud America , è stato necessario costruirne uno per lei ma per fortuna tutto è andato bene.Con oltre 6.000 elefanti in cattività in tutto il mondo, a meno di 250 è stata offerta la vita nei santuari.
Tuttavia, in molti paesi sta crescendo un’ondata di sostegno da parte di coloro che hanno a cuore la salute e il benessere a lungo termine degli elefanti in cattività. In Sud America, 5 paesi hanno approvato divieti nazionali per vietare l’uso di elefanti che si esibiscono. Mentre questi sforzi progressivi sono encomiabili, non è possibile dimenticare che senza un’alternativa adeguata, molti elefanti sono ancora costretti a vivere una vita sacrificata in circhi e zoo come fonte di guadagno. 
Ramba ha vissuto in isolamento per gran parte della sua vita. Entrando nel Santuario verrà accolta da Rana, un’altra pachiderma arrivata lo scorso dicembre dopo anni in isolamento, e Maia, arrivata nell’ottobre 2016 con la sua amica Guida. Maia e Guida furono anch’esse confiscate dal circo e vissero per 5 anni in catene in una fattoria privata in attesa di arrivare al santuario.

(Fonte:  nonsoloanimali.com)


19 ott 2019

La morte di un fiume



Dopo la segnalazione pervenuta in tarda mattinata che riferiva della presenza di numerosi scatole abbandonate nel fiume Sarno all'altezza di Via Vetice a San Valentino Torio, il personale dell'Ente (due sole unità dal 2015) si attivava immediatamente per verificare anche in questa ennesima circostanza la segnalazione unitamente alle Guardie Giurate Ambientali del Nucleo provinciale Accademia Kronos e capire di cosa si trattasse. Giunti in Via Vetice nel comune di San Valentino Torio, i due funzionari dell'Ente accertavano effettivamente la presenza di circa 21 scatole perfettamente sigillate con un telo plastico di colore nero, abbandonate a ridosso dell'argine del fiume ed ancora ferme grazie alla presenza della rete utilizzata dal Consorzio per trattenere la vegetazione dopo le operazioni di taglioo. A seguito di quanto accertato si procedeva al recupero di un pacco che aperto con strema cautela mostrava di contenere al suo interno 4 taniche piene di prodotti liquidi che benchè chiusi emanavano un lezzo acre che rendeva l'aria irrespirabile. Immediatamente venivano contattate le Forze dell'Ordine e le Autorità e dopo poco giungeva sul posto il Vice Sindaco di San Valentino Torio, i Carabinieri della locale Stazione ed i Vigili Urbani. Dopo poco giungevano sul posto anche i militari del Comando Stazione carabinieri Forestali di Sarno che valutata la gravità di quanto accaduto ed il rischio che le sostanze potessero ulteriormente disperdersi nell'ambiente, contattavano immediatamente l'ASL e l'Arpac per le analisi e glil ulteriori provvedimenti del caso. Avviate le prime procedure, veniva allertato anche il Presidente dell'Ente Parco ed il Sindaco di San Valentino Torio che giungevano sul posto per accertare quanto accaduto e seguire le operazioni in tempo reale.
A tal punto per procedere al recupero dei pacchi in sicurezza, veniva contattato il Consorzio di Bonifica integrale che prontamente si rendeva disponile al recupero ed al successivo conferimento ad una ditta specializzata contattata dal comune di San Valentino Torio. L'operazione iniziata in tarda mattinata grazie al coordinamento delle operazioni assicurato dal Comandante della Stazione Carabinieri Forestali di Sarno che benchè rimasta in sole due unità ed oberata da richieste di interventi, anche in questa circostanza ha garantito la propria presenza, terminava alle 21 con il sequestro dei pacchi (in cui erano contenuti circa 450 litri di sostanze chimiche liquide) ed al conferimento in custodia giudiziaria all'Amministrazione Comunale in attesa di ulteriori disposizioni dell'Autorità Giudiziaria. 
Questo ennesimo crimine dimostra sempre di più l'importanza del potenziamento delle Forze dell'Ordine sul Territorio e la indispensabilità di attivare controlli incrociati in stretta collaborazione con l'Ente Parco. Solo in questo modo si potrà creare una rete di informazioni che consentirà di smacherare chi distrugge un bene che appartiene ad ognuno di noi.

(Fonte : Pagina FB Associazione Accademia Kronos )








 

12 ott 2019

Cassazione: non è reato rubare animali per salvarli dai maltrattamenti - caso Grenn Hill


beagle di Green Hill

“L’uomo ha sempre manifestato verso gli animali, in quanto essere senzienti, un senso di pietà e di protezione, quando non anche di affetto. Da qui l’esistenza, in tutte le epoche storiche, di precetti giuridici, essenzialmente di natura pubblicistica, posti a salvaguardia e a tutela degli animali… fino alle legge 20 luglio 2004, n.189 ...configurando a tutela degli animali una apposita serie di delitti in luogo delle precedenti contravvenzioni”.

E’ questo il cuore della sentenza 40438 che la suprema Corte di Cassazione ha emesso, ai primi di luglio e pubblicata il 2 ottobre, per annullare la condanna di alcuni animalisti, 12 su 13 attivisti intervenuti, che a fine aprile del 2012 avevano sottratto 67 beagle dall'allevamento della Green Hill nella provincia di Brescia

Un caso finito su tutti i telegiornali, quando durante un corteo a Montichiari alcuni dimostranti riuscirono ad accedere ad un allevamento definito un vero e proprio "lager" e portarono in salvo i cani. Solo il 18 luglio successivo i beagle furono posti sotto sequestro probatorio, nominandone la LAV (Lega Antivivisezione) e Legambiente custodi giudiziari. 

L'allevamento, infatti, destinava gli animali alla sperimentazione e ai laboratori di vivisezione. Nel 2016 la multinazionale americana Marshall, proprietaria di Green Hill, l’allevamento di beagle, vendette la struttura e abbandonò l’Italia. Nel 2016 la Corte di Appello di Brescia confermò il verdetto di primo grado contro tre dipendenti dell’allevamento, originariamente accusati di crudeltà contro gli animali sotto la loro custodia e di uccisione non giustificata di alcuni di questi, accuse tramutatesi in condanne. 
Ma gli animalisti, intervenuti per sottrarre gli animali, erano sono stati a loro volta condannati in appello per aver “rubato” e non “liberato” gli animali. In primo grado erano stati assolti.

Ora la Corte di Cassazione, quinta sezione penale, si è pronunciata contro la decisione di condanna degli attivisti. I giudici dell’appello avrebbero in qualche modo equiparato la “liberazione” dei beagle al furto in abitazione, contestando ai suddetti il reato dell'art. 624-bis del codice penale.
Gli Ermellini hanno annullato il provvedimento con rinvio pur affermando l'astratta configurabilità del delitto di furto avente ad oggetto cani. Tuttavia, secondo i giudici ricorrono gli estremi del contestato reato. Non si comprende infatti quale vantaggio abbiano potuto trarne gli attivisti, quale fine diretto e immediato dell'azione, sia pure con l'intento di ottenere per tale via il soddisfacimento di un bisogno ulteriore anche solo di ordine spirituale o morale. Oltretutto non è vi sarebbe prova della premeditazione dell’azione, avutasi durante il corteo.

In soldoni nella sentenza di appello manca la spiegazione di quale sarebbe il vantaggio contratto dagli attivisti. Di conseguenza, spiega la Cassazione, se l'utilità perseguita dall'autore del furto deve essere connessa alla cosa oggetto dell'impossessamento e non all'azione in sé, non è comprensibile quale sia se si esclude vi possa essere un dolo nel liberare gli animali che sono stati sottoposti a maltrattamenti. Per questo motivo la Corte annulla la sentenza e la rimette ad una nuova decisione della Corte d’appello. 

Ma la questione resta sensibile e scivolosa. Certo è che non si possono maltrattare gli animale, azione che oltre ad essere ignobile è da tempo anche chiaramente sanzionabile e non con una contravvenzione ma con una azione penale. Ma chi decide quando vi è maltrattamento e quando no? Un giudice e molto probabilmente a cose fatte, se vi è la sottrazione dell’animale. Per tanto la sentenza riesce ad essere un precedente importante quando gli animali vengono davvero maltrattati ma potrebbe anche essere una leva pericolosa per chi volesse usarla strumentalmente per altri fini.

(Fonte:  http://www.affaritaliani.it) 



10 ott 2019

Semi e siliqua di Carrubo




Semi e siliqua di Carrubo 🌳 (Ceratonia siliqua)
Conosciuto anche come il cioccolato 🍫 dei poveri, perché con un pò di fantasia ricorda il cacao, è ricco di sostante utili ecc ecc...
Quello che forse non tutti sanno è che una parte del carrubo era anticamente usata come unità di misura.
Infatti la relativa uniformità (poi smentita) dei semi, detti anche carati, permetteva di misurare la massa di materiali e gemme preziose💍💎 (Carrube deriva dal greco kerátion, con cui si intendeva anche il frutto del carrubo la cui forma può ricordare appunto quella di un corno 🦄, da cui derivò poi il “carato”).
Nel 1907 il carato venne adottato in Europa🇪🇺 come unità di peso corrispondente a 0.20 grammi.




Baia di Ieranto (1)

di Nicola Campomorto

Spiaggia piccola, sulla parte destra i resti di strutture romane e sullo sfondo i faraglioni



Baia di Ieranto unica insenatura dell'AMP "Punta Campanella", dimora di Atena 🗽, delle sirene e di Mimì.
In attesa delle foto subacquee fatte, vi dico perché, secondo me, vale la pena visitarla.
Parte mitologica: pare che questa baia fosse stata scelta dalle Sirene come dimora (si narra che è proprio dai 3 isolotti chiamati li Galli 🏝 🐓, anticamente detti Sirenuse, che le sirene attirarono Ulisse 🛥 e i suoi).
Parte archeologica: vi sono tesimonianze molto antiche, tra cui l'iscrizione in Osco 🈳️ visibile in foto, lasciata sul promontorio, sono presenti resti di una villa romana 🏚sopra la spiaggia piccola e i resti di un tempio 🏛 dedicato inizialmente alla dea Atena poi romanizzata in Minerva. Più recenti le cinquecentesche torri🗼(visibili in foto) a difesa dei Saraceni. Ancora più recenti le miniere 👷‍♂️per l'estrazione della roccia.
Flora e fauna marina 🐟🐠🦑🏵🐚 vista: Occhiata, Donzella pavonina, Re di triglie, Castagnole, Latterini, Sarago fasciato inoltre Anemoni, Posidonia...
E poi c'è Mimì che ringrazio per i suoi "pressanti" inviti 💚💙 e ora capisco perché e per l'accoglienza della famiglia Sgambati, i suoi ragazzi, giro in kayak 🛶, merenda tra gli ulivi 🌳🍔 e lezioni di educazione ambientale con progetto M.A.R.E. Aperitivo 🍟🍺 in piazzetta da Franco, cena a casa di Mimì 🥘🥗🍻 e tirata fino alle 2 di notte a cazzeggiare 🍷🍾🍀(quest' ultima parte è solo per gli amici 😁😎).

Faraglioni visti dal sentiero



Spiaggia piccola e la struttura usata per le miniere



Sul promontorio la torre di Montalto

Pinna nobilis
Un anemone comunemente detta pomodoro di mare
Un egagropilo versione XL

Baia di Ieranto (2)

di Nicola Campomorto



Baia di Ieranto parte 2
Dopo un paio d'ore di pagaiate 🛶, si rientra alla base costeggiando la parete rocciosa, che da punta Campanella porta alla spiaggia piccola, con maschera e snorkel 🏊🏼‍♂️. Una scogliera ed una prateria di Posidonia che fungono da habitat per vari pesci e crostacei tra cui: Sciarrano, Donzella pavonina, Occhiata, Re di triglie, Castagnole, Sarago fasciato poi Stelle marine, Anemoni...







 
Donzella pavonina in basso e Spigola in alto





Occhiate
Pomodoro di mare (Actinia equina)
Posidonia
Re di triglie
Sciarrano
Sciarrano
Scorfano
Spirografo
Stella marina (Echinaster sepositus)



Poker di liberazioni! Buona vita terrestri!


di Nicola Campomorto





♣️♦️♥️♠️Poker di liberazioni ♠️♥️♦️♣️
Stupendo week end, dalle spiagge di Ascea alle rive del fiume Sele
2 tartarughe 🐢🐢
1 Volpe 🦊
1 Tasso 🐼
Questi animali sono stati recuperati 🚑 in giro per la Campania 🌐 e li abbiamo trasportati presso il Cras di Napoli 🏨ed al centro A. Dohrn di Portici 🏥 per le cure.
Queste foto, scattate dal sempre disponibile e professionale Massimo, trasmettono solo una minima parte dell'emozione che si prova. Buona vita Terrestri 🍀