02/08/16

LA LOTTA CONTRO LA VIVISEZIONE CONTINUA! FIRMA LA PETIZIONE!

Dopo la liberazione dei beagle da Green Hill e quella dei macachi dall’università di Modena, la lotta contro la vivisezione continua.




LA LOTTA CONTRO LA VIVISEZIONE CONTINUA!

 Animal Amnesty ha lanciato la campagna “Vivisezione nel piatto”, per fermare i test sugli animali per i prodotti destinati al consumo umano.

Aiutaci a fermare i test!


FIRMA LA PETIZIONE a questo link : https://goo.gl/0O98u2


TESTO DELLA PETIZIONE: 

Ministero della Salute: Vietare i test sugli animali per i prodotti alimentari

Perché è importante

Al Ministero della salute

Vietare i test sugli animali per valutare l'efficacia degli alimenti destinati al consumo umano.

I SOTTOSCRITTI CITTADINI PREMESSO CHE:

-Non esiste alcuna legge o direttiva europea che obblighi a testare sugli animali alimenti/ingredienti/sostanze per dimostrane l'efficacia

- Il sistema digestivo di un animale è diverso da quello di un essere umano.

- il consolidato consumo e una vasta letteratura scientifica rendono superflui i test in vivo sugli animali essendo ormai note le proprietà di alimenti di uso comune e micronutrienti anche aggiunti

- I test per valutare l'efficacia di un alimento o sostanza aggiunta destinato al consumo umano sono contrari al principio delle 3R
in quanto non applicano i tre concetti fondamentali: Rimpiazzamento (Replacement) ossia sostituzione con metodi alternativi; Riduzione (Reduction) ossia riduzione del numero di animali; Raffinamento (Refinement) ossia miglioramento delle condizioni degli animali.

- L'adozione di un'alimentazione equilibrata che preveda il consumo quotidiano di frutta, verdura, cereali rende inutile il consumo di alimenti addizionati.

CHIEDONO

che vengano promosse azioni e intraprese politiche concrete per vietare la sperimentazione sugli animali per testare l'efficacia di alimenti e sostanze anche aggiunte, destinati all'alimentazione umana. 

Uccellagione – Da Frosinone a Salerno con il Cardellino tenuto al moschettone





GEAPRESS – E’ stato convalidato il sequestro dei fringillidi avvenuto sabato scorso ad Eboli (SA), in località Campolongo.
Ad intervenire sono state le Guardie Zoofile dell’Enpa in collaborazione con i volontari del CABS e guardie ittico-venatorie di Salerno. Due individui originari del napoletano, infatti, sono stati sorpresi mentre erano intenti a manovrare le reti in un terreno nei pressi di alcune serre. In particolare, ad essere catturati, erano Cardellini attirati con l’ ausilio di alcuni richiami vivi e zimbelli.
I due, una volta notati dalle Guardie, avrebbero tentato la fuga.
Grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della stazione di Santa Cecilia si è riusciti a fermare e identificare i presunti uccellatori. Peraltro, parte del materiale per l’uccellagione, era stato maldestramente occultato in una roggia, mentre i volatili già catturati erano nascosti tra le piantagioni. Tutto il materiale ed i 19 Cardellini sono stati recuperati. Quindici di essi venivano liberati sul posto mentre i richiami e gli zimbelli, questi ultimi imbragati con spago e moschettoni, sono stati trasportati al CRAS di Napoli.
I due sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria una volta contestati i reati connessi alla cattura, detenzione e maltrattamento di fauna selvatica protetta. Il materiale, composto da un ricevitore, rete, picchetti ed aste in legno e ferro, è stato posto sotto sequestro. Stante quanto riportato dalle Guardie ENPA uno dei due soggetti, sarebbe stato denunciato per lo stesso reato in provincia di Frosinone.
Nessuno sconto per i due, ai quali è stato inoltre rilasciato il foglio di via per 3 anni dal territorio di Eboli.
L’Enpa ringrazia il Comandate ed i militari della stazione dei Carabinieri di Santa Cecilia per il fondamentale intervento.

(Fonte:  http://www.geapress.org )


28/07/16

"Dopo la liberazione dei macachi si ripensino i metodi di ricerca"

Paolo Bernini, del Movimento Cinque Stelle, ricostruisce tutte le fasi della lunga battaglia che ha portato le creature di Modena al trasferimento in una struttura adeguata. Mai più laboratorio




Roma, 27 luglio 2016 - Paolo Bernini parlamentare pentastellato, nel giugno 2014 aveva ispezionato lo stabulario di Modena e aveva rilevato le gravi illegittimità e condizioni di maltrattamento dei 17 macachi (macaca fascicularis) detenuti al suo interno, squarciando il muro di omertà e consentendo, oggi, di favorire il percorso verso una nuova vita per gli animali e per la civiltà del nostro Paese. “Entrare in quello stabulario e iniziare questa battaglia è stato per me un obbligo morale che i miei colleghi hanno sostenuto con l’invio della lettera al Rettore di Modena firmata da 80 deputati e senatori 5 stelle ” dichiara Paolo Bernini portavoce parlamentare del Movimento Cinque Stelle che prosegue: “Sono felice di festeggiare oggi con tutte le Associazioni che hanno contribuito ad ottenere questa vittoria comune. Le attività che sono iniziate con il nostro sopralluogo hanno consentito di restituire dignità e diritti a queste creature che per tutta la loro vita sono state sottoposte ad esperimenti tanto crudeli quanto inutili".

"Infatti, per stessa ammissione dei ricercatori, ai macachi dello stabulario di Modena venivano introdotti elettrodi all’interno del cervello per una ricerca che indagava il funzionamento di alcuni meccanismi cerebrali dei primati non umani. Grazie al nostro blitz presso lo stabulario, cui sono seguiti una serie di azioni concrete - tra cui l' interrogazione parlamentare (sottoscritta da: Matteo Dall'Osso , Marialucia Lorefice "Cittadina a 5 Stelle" , Giulia Grillo M5S , Silvia Giordano e Michele Dell'Orco), la lettera sostenuta dagli 80 Parlamentari e Senatori del Movimento Cinque Stelle, la denuncia contro l’approvazione dell’Ordine del giorno del Consiglio Comunale di Modena del Pd che prevedeva in oggetto (in data 11/9/2014) il “sostegno alle attività di sperimentazione presso lo stabulario interdipartimentale dell’Università di Modena e Reggio Emilia” e poi la recente risposta alla interrogazione presentata dalla consigliera 5 stelle Elisabetta Scardozzi presentata al Comune di Modena nella quale il Comune specificava che gli animali sarebbero stati destinati al Centro Recupero Animali Selvatici di Semproniano (GR) - Finalmente ci veniva comunicato che questi animali potranno ora godere della pace meritata. Nessuno farà più loro del male, nessuno li userà mai più", prosegue Bernini.

"A fronte di questa vittoria - insiste il parlamentare Cinque stelle - è necessario rammentare che la sperimentazione animale è un metodo che non è mai stato validato scientificamente, che la prestigiosa rivista scientifica Nature nel 2005 l’ha definita “cattiva scienza” in un articolo di Thomas Hartung già direttore dell’ECVAM (European centre validation alternative methods) e soprattutto che è un grave errore scientifico considerare predittivi per l’uomo gli esperimenti sugli animali. Si è piuttosto fermato il progresso della scienza medica e per questo anche nell’ultima legge di stabilità abbiamo richiesto al Governo che implementi e stanzi nuove economie per la ricerca che preveda l’uso di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale e che sono tanti, meno costosi, affidabili e soprattutto assolutamente sicuri e predittivi.”

(Fonte: http://www.quotidiano.net ) 



26/07/16

LIBERI I Macachi di Modena - Un'altra storica vittoria per i movimenti di tutela degli animali

Animal Amnesty commenta con soddisfazione la liberazione dei sedici macachi dell'Università di Modena che sono stati trasferiti in Maremma

 


Roma, 26 luglio 2016 - I sedici macachi rinchiusi presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e destinati ad essere uccisi dopo invasivi esperimenti al cervello,  sono liberi. Dopo più di un anno dalla firma dell’accordo tra l’Ateneo e il Comune di Modena gli animali sono stati trasferiti in via definitiva al Centro di recupero di animali selvatici ed esotici di Semproniano in provincia di Grosseto. In seguito alla sottoscrizione del protocollo che porta la firma del Rettore Angelo Andrisano e dell’Assessore comunale all’ Ambiente Giulio Guerzoni, si è costituita una commissione composta da un veterinario, un docente dell’Università  e un rappresentante del Comune di Modena con il compito di individuare,  tra le varie associazioni che si sono candidate per prendersi in carico i primati, quella che meglio potesse garantire il benessere e la tutela degli animali.

Dopo un attento vaglio delle proposte pervenute e delle strutture di accoglienza la commissione ha deciso all’unanimità di cedere i sedici macachi a una delle tre associazioni animaliste facenti parte del Coordinamento Salviamo i Macachi – Animal Amnesty – Animanimale – Lav, che da tempo portavano avanti una campagna per chiedere la liberazione dei primati e la chiusura degli esperimenti che da più di dieci anni venivano effettuati all’interno dello Stabulario Interdipartimentale di UNIMORE.

“Con la cessione definitiva dei macachi a Lav – dichiara Animal Amnesty – si conclude positivamente una vicenda che è stata spesso oggetto di aspre polemiche e forte esposizione mediatica mal tollerata dai vertici dell’ Ateneo”. Nel giugno del 2014, pochi giorni prima di una manifestazione di contestazione che inondò le strade di Modena, Piercarlo Paderno di Animal Amnesty e Paolo Bernini deputato del M5S fecero visita allo stabulario modenese: le voci e le immagini del video girato durante l'occasione scossero l'opinione pubblica. Da allora è stato un susseguirsi costante di iniziative di piazza e di tentativi di confronto con le istituzioni locali e nazionali per chiedere la fine degli esperimenti sui primati e la liberazione degli stessi in idonei centri di recupero.

Ora i macachi si trovano al sicuro, in uno dei centri in Italia più accreditati, con spazi e strutture costruiti appositamente per accogliere i primati e personale esperto e competente che se ne prenderà cura.  “Dopo la liberazione dei beagle di Green Hill, il movimento per i diritti animali riporta un’altra storica vittoria. Ci auguriamo che i macachi modenesi siano solo i primi di una lunga serie di primati, attualmente prigionieri delle Università italiane, ad essere liberati. La nostra battaglia per l’abolizione della sperimentazione animale e la sua sostituzione con metodi alternativi continua”, conclude una nota di Animal Amnesty.

Di seguito il video





(Fonte : http://www.quotidiano.net)


20/06/16

Enpa al Papa: "Nessuna misercordia nel maltrattare gli animali"


Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, interviene dopo l'udienza concessa da Francesco ai circensi che erano accompagnati anche da alcuni cuccioli

 


Roma, 16 giugno 2016 – «All'indomani dell'enciclica Laudato Si' speravamo che essa fosse la premessa per un pieno riconoscimento, anche da parte della dottrina cattolica, della pari dignità di tutti gli abitanti del creato, umani e non umani, e del loro diritto a vivere in pace e armonia». Lo dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: «Per questo, Santità, siamo rimasti delusi dal coinvolgimento dei circensi nelle iniziative per il Giubileo della Misericordia. Riteniamo infatti che non vi sia nulla di misericordioso nel ridurre un altro vivente in cattività; nell'addestrarlo a compiere attività contrarie alla propria specie; nell'obbligarlo ad esibirsi per una presunta forma di divertimento, che risulta, tra l'altro, sempre più in declino».

«Se la misericordia è compassione per l’infelicità di un altro vivente; se la misericordia è ciò che spinge ad agire per alleviare tale condizione di sofferenza, come ci ha insegnato il Santo di cui Ella ha deciso di portare il nome – conclude Rocchi - non ci dovrebbe essere riconoscimento alcuno per chi tale sofferenza alimenta: gli animali sono stati creati per vivere liberi, e non sotto un tendone».

(Fonte:  http://www.quotidiano.net/)


Rinviato a giudizio il killer di Snoopy ucciso a Livorno


Il quattrozampe è diventato il simbolo della crudeltà umana nei confronti degli animali. Lega nazionale per la difesa del cane, che si costituirà parte civile nel futuro dibattimento, fa sapere che i magistrati parlano, per il colpevole del folle gesto, di "disegno criminoso"


Roma, 3 giugno 2016 - Poco meno di un anno fa a Livorno  Snoopy, un dolcissimo meticcio di circa 7 anni, fu ucciso con un colpo di carabina mentre si trovava sul balcone di casa durante una breve assenza – meno di mezz’ora – dei suoi familiari. Le indagini dei Carabinieri portarono nel giro di pochi giorni all’individuazione del responsabile e alla sua confessione.

Questo drammatico episodio suscitò molto scalpore nella città toscana e circa 400 persone parteciparono al corteo per chiedere giustizia per questo tenero cagnolone e per tutte le altre vittime innocenti della malvagità umana. Da allora, Lega nazionale per la difesa del cane ha continuato a seguire l’evoluzione della vicenda ed è rimasta vicino alla famiglia di Snoopy che ha sofferto e soffre ancora per la sua perdita.  

Finalmente, nei giorni scorsi, è arrivata una confortante notizia: l’autore di questo crudele e insensato gesto è stato rinviato a giudizio ai sensi degli articoli 81 e 544-bis del Codice Penale “perché, sparando con una carabina […] uccideva per crudeltà e comunque senza necessità, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, un piccione e un cane”. Il Pubblico Ministero ha quindi riconosciuto un vero e proprio disegno criminoso nelle azioni di questo spietato killer e l’art. 81 prevede che la pena prevista per il reato venga aumentata fino al triplo. L’imputato in teoria rischia quindi fino a 6 anni di reclusione per aver ucciso Snoopy. 

“Siamo molto soddisfatti del capo di imputazione a carico del responsabile” commenta Michele Pezone, legale e responsabile Diritti Animali LNDC. “L’applicazione dell’art. 81 del Codice Penale significa che l’imputato ha compiuto più reati per il raggiungimento di uno scopo pianificato e premeditato.” Anche la famiglia di Snoopy ha accolto con soddisfazione la notizia. Arianna Lucisano, che dal primo giorno si è battuta per ottenere giustizia, ci ha scritto: “È molto più di quanto sperassimo. Con questo rinvio a giudizio il pm ha dato finalmente risalto a un crimine compiuto contro un animale. Se non avessi avuto il sostegno di LNDC non avrei creduto che saremmo arrivati a questo”.

Come già annunciato, Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà parte civile nel procedimento e continuerà a seguire da vicino tutta la vicenda auspicando una condanna esemplare. Chi commette reati di questo tipo rappresenta un pericolo per tutti, dagli animali agli esseri umani e non deve restare impunito. È importante ricordare sempre che molti studi scientifici hanno dimostrato che la violenza sugli animali può in molti casi essere predittiva di un comportamento che si trasferirà sulle persone. Per questo motivo, negli USA i reati contro gli animali sono ora considerati “reati gravi” e l’FBI ha iniziato a monitorare gli autori di questi gesti al fine di prevedere e prevenire ulteriori crimini. In Italia siamo ancora lontani da questo, ma i capi di imputazione a carico dell’assassino di Snoopy fanno ben sperare e mostrano una maggiore consapevolezza della gravità del fatto. Togliere la vita a un essere senziente non deve essere considerato un atto di importanza poco rilevante. Mai più. Così conclude la nota di LNDC.

(Fonte:  http://www.quotidiano.net)