13/01/18

Sono 5 femminucce bellissime, tutte adottate!

AGGIORNAMENTO 13 GEN 2018: 
TUTTE ADOTTATE
BUONA VITA!





LA LORO STORIA E LE LORO FOTO

Trovate abbandonate il 7 dicembre 2017 in uno scatolo in loc. Serre (SA) al bordo di una strada. Tutte femmine, hanno circa 50 giorni e sono ospitate a Salerno da una volontaria che si prenderà cura di loro fino all'adozione. Sono state sottoposte  a controllo veterinario e sono tutte in perfetta salute. Hanno bisogno di una casa e di tanto amore. 
Si affidano vaccinate e con microchip a famiglie responsabili a seguito controlli pre-affido  e con obbligo sterilizzazione. 
Per info lasciate un messaggio nei commenti a questo post oppure sulla nostra pagina di Facebook









 

08/01/18

La Casa Di Fido: CUPIDO, aspetta la sua mamma per la vita ... dov'è...

Appello pubblicato da  "La Casa di Fido" a questo link :
 La Casa Di Fido: CUPIDO, aspetta la sua mamma per la vita ... dov'è...:


Cupido

Questo splendido meticcio tigrato di 4 anni circa è il nostro amato Cupido e, attualmente, si trova in stallo a pagamento in provincia di Torino. Cupido è stato accalappiato da cucciolo pieno di rogna nel comune di Albanella e portato in un rifugio in provincia di Salerno che ha lasciato solo pochi mesi fa. È davvero un cagnolino favoloso! 
Lo abbiamo portato a casa dopo la castrazione per capire bene il suo carattere e ce ne siamo innamorate ancora di più: va' d'accordo con i suoi simili (maschi e femmine), con i gatti, con le persone in generale, si abitua facilmente ad ogni nuova situazione, passeggia tranquillamente con pettorina e guinzaglio, fa i bisogni all'aperto.  
Seriamente, è un amore!!! 
Cupido é risultato positivo a leishmaniosi ma sta già prendendo uno sciroppo di mantenimento e la cura costa solo pochi euro al mese. Fateci un pensierino: a parte il fatto che ha un carattere straordinario, è davvero bello e vi posso garantire che le foto non gli rendono giustizia.  
Contattateci senza problemi per info, domande in generale... Qualsiasi cosa. 
Sappiate che potete anche andare a conoscerlo di persona se lo desiderate.  
Questi sono i nostri numeri di telefono: Rossella 320.4181509 - Nives 349.3041699. 
Mail: asdlacasadifido@libero.it 


NIKITA SMARRITA A BOSCO DI ALBANELLA (SA)

 


Questa richiesta di aiuto ci arriva da Bosco di Albanella (Salerno).   
 Nikita si è smarrita Sabato 6 Gennaio.   
 Aiutiamo la sua famiglia a ritrovarla condividendo queto appello in rete ovunque!
Grazie! 

19/12/17

A Natale non comprate cuccioli ma regalatevi un meticcio e soprattutto amatelo per sempre.


A Natale non comprate cuccioli
ma regalatevi un meticcio e soprattutto
amatelo per sempre.


I cuccioli sono irresistibili e sono tantissimi i genitori intenzionati a realizzare il sogno del proprio figlio: quello di trovarne uno sotto l’albero di Natale. Anche quest'anno in Italia, nel solo periodo natalizio, il commercio di cani e gatti salirà a circa 300 mila unità e saranno tantissimi i bambini che sorrideranno prendendo il piccolo animaletto tra le braccia come se fosse un giocattolo.

Purtroppo questa gioia non dura a lungo perchè il 40% dei cuccioli regalati a Natale, secondo le statistiche, vengono abbandonati in strada nel momento in cui diventano un pò più grandi e non sono più così piccoli da coccolare e da tenere in braccio.

I cani e i gatti, come tutti gli altri animali, non sono giocattoli e devono essere accolti in casa con amore, con la volontà e la disponibilità di accudirli per sempre, assicurandogli  tutte le cure necessarie. Purtroppo, il business dei cuccioli nel periodo di Natale ha raggiunto i 110 milioni di euro, un giro d’affari con troppe ombre: cani e gatti importati illegalmente dai paesi dell’est Europa; allevamenti che per guadagnare di più fanno economia su tutto trattando i piccoli alla stregua di oggetti inanimati; viaggi internazionali lunghi e in condizioni massacranti. Molti di quelli dall’aspetto innocente e tenero che vediamo dietro le vetrine sono i sopravvissuti a queste barbarie.

Di contro, i rifugi nazionali per cani e gatti sono stracolmi di animali che non aspettano altro che diventare i nostri fedeli amici a 4 zampe. Se si è pienamente decisi ad accogliere in casa un amico a 4 zampe, lo si può cercare nei  canili o nei gattili dove ci sono tanti musetti tristi che aspettano di ricevere e dare tanto amore.

Oltre a compiere un vero gesto d'amore, con questa scelta si contribuirà a svuotare i canili ma soprattutto ad indebolire il triste fenomeno del commercio clandestino degli animali….





I Diari di Michelle Rokke




Nel 1996 Michelle Rokke trascorre alcune settimane come infliltrata nel laboratorio di vivisezione di HLS del New Jersey (USA) e tiene dei diari in cui registra quello che ogni giorno vede: la sofferenza degli animali, l'incuria dei tecnici e dei medici, l'incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.

I Diari dimostrano, con i fatti più che con mille teorie, quanto inutile sia la sperimentazione su animali da un punto di vista scientifico, e come, anche se potesse essere utile in teoria, non lo è comunque nella pratica per come gli esperimenti vengono eseguiti. Dimostrano non tanto la crudeltà di pochi, ma l'incuria e il disprezzo con cui gli animali sono normalmente, da tutti, trattati, e la loro infinita sofferenza. Da leggere, per sapere cosa accade veramente in tutti i laboratori di vivisezione del mondo.
Dimostrano che questa pratica, che la si chiami "sperimentazione animale" o che la si chiami "vivisezione"


I Diari di Michelle Rokke
Clicca sull'immagine per scaricare il testo



Stampatelo, leggetelo e divulgatelo liberamente al fine di informare piu' persone possibili sui dettagli, le dimensioni e tutto cio' di commerciale che sta dietro a questa criminale pratica disumana.

Huntingdon Life Sciences (HLS) è uno dei più grandi laboratori di vivisezione per conto terzi che esista in Europa. Vale a dire, un posto a cui le aziende chimico-farmaceutiche, quelle che producono cosmetici, detersivi o ogni altro prodotto di largo consumo che contiene sostanze chimiche, si rivolgono per effettuare i cosidetti "test di tossicità", test che vengono svolti avvelenando in vari modi centinaia di animali con le sostanze chimiche da provare.

In HLS vengono uccisi a questo scopo 500 animali al giorno, per i test di sostanze come erbicidi, additivi alimentari, farmaci, e ogni altro prodotto chimico.

HLS è stato denunciato almeno 5 volte nel corso degli ultimi 15 anni, per crudeltà verso gli animali e per mancato rispetto delle leggi. Le denunce sono state effettuate grazie a investigazioni segrete portate avanti da infliltrati che si sono fatti assumere come dipendenti di HLS. La terza di queste investigazioni è stata compiuta nel 1996 nello stabilimento di HLS del New Jersey (USA), da Michelle Rokke, la quale ha tenuto per tutte le settimane di permanenza in HLS dei diari quotidiani, diventati in seguito noti semplicemente come "I Diari di Michelle Rokke", in cui registrava quello che ogni giorno vedeva: la sofferenza degli animali, l’incuria dei tecnici e dei medici, l’incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.

Questi Diari parlano da soli, non c’è bisogno di commento.
Ma un’importante riflessione va fatta: non è solo in HLS che succedono queste cose, perché i laboratori di vivisezione, in ogni parte del mondo, sono gli stessi. Si fanno gli stessi test, ci sono lo stesso tipo di persone che ci lavorano. Non è verosimile che solo in HLS accada questo mentre in tutti gli altri laboratori del mondo, Italia compresa, i vivisettori siano persone ammodo che mai farebbero del male a un animale e che "ospitano" nelle condizioni più confortevoli animali di ogni specie, come loro vorrebbero farci credere. Non sta in piedi, non è possibile. Gli esperimenti che si fanno sono gli stessi dappertutto, e le regole, la prassi, il tipo di gabbie, sono sempre uguali, in ogni posto del mondo.

Tenetelo a mente
Nella versione originale del manoscritto sono citati i nomi di notissime multinazionli che producono farmaci e svariati prodotti di largo consumo che si trovano in tutti i supermercati (detersivi, prodotti per l’igiene personale, cibi per animali, prodotti alimentari per il consumo umano) che sono stati (e/o lo sono ancora) clienti di HLS. Per motivi legali non è stato possibile riprodurre questi nomi, ma solo la loro iniziale. è però possibile sapere di chi si tratta in un modo molto semplice, basta cercare sul web con un qualsiasi motore di ricerca, le parole: "michelle rokke" diary - Si risalirà così alla versione in inglese completa dei nomi di queste notissime marche.
(FONTE : http://laverabestia.org/read_post.php?id=168)

Animali e associazioni. In vigore in Sicilia il decreto Gucciardi. Ecco cosa cambia




Pagare i rimborsi spese sostenuti da un’associazione per il trasporto di animali all’estero sarà comunque considerata un’attività commerciale. Non è la prima volta, in effetti, che dietro lauti rimborsi spese (a volte gonfiati dal costo di vaccini e sterilizzazioni più o meno rendicontate) alcuni “animalisti” si siano inventati un lavoro in nero, molto diverso dall’apparente volontariato.

I movimenti di denaro più importanti emergono da adozioni di animali provenienti dalla Sicilia e diretti in Svizzera, dove un cane può superare le 600 euro di rimborso spese. Un solo viaggio di una decina di cani, spesso a cura delle cosiddette staffettiste, corrisponderebbe a 6000 euro.

Il nuovo decreto regionale firmato da Baldo Gucciardi del 4 novembre scorso, nasce dalle ripetute segnalazioni di trasporti con mezzi non idonei e insufficiente documentazione d’accompagnamento, e garantisce la necessaria rintracciabilità delle movimentazioni e dei corretti inserimenti nell’anagrafe canina.

Ma le segnalazioni avevano riguardato anche strutture di ricovero non autorizzate, dove vi erano parecchi cani, considerati semplicemente “stalli”. Strutture, si legge nel decreto, “in regime di vero e proprio abusivismo in assenza di requisiti strutturali e funzionali e in assenza di una corretta gestione anagrafica e documentale degli animali detenuti e movimentati”.

Le cose adesso cambiano. Per esempio non sarà più possibile movimentare cuccioli non microchippati o animali non sterilizzati.
Le novità riguardano soprattutto il cosiddetto “modello A”. Si tratta di disposizioni obbligatorie secondo l’articolo 1 del decreto, applicate ai “casi di trasferimento del possesso di cani e gatti tra privati, tra rifugi e tra rifugi e privati sia all’interno della Regione, tra province diverse, e sia per trasferimenti extraregionali quando il numero degli animali da trasferire è superiore a due unità”.
Inoltre, il passaggio di proprietà in anagrafe, attribuendo la titolarità del cane o del gatto all’adottante o alla struttura di ricovero che si fa carico dell’accoglienza dell’animale, dovrà avvenire prima della partenza.

Il nuovo “modello A” che accompagna il viaggio degli animali, combatte radicalmente l’opacità di certe trasferte improvvisate e lo strapotere di alcune staffettiste per nulla interessate alle loro condizioni di benessere durante il tragitto. 
In questo rinnovato documento di accompagnamento, occorre riportare: le vaccinazioni, i risultati dei test per la  leishmaniosi e le malattie da zecca, la tipologia del mezzo di trasporto (aereo, nave, furgone…), data e orario di partenza e di arrivo, i dati dell’adottante.  Nel caso in cui il cane sia stato seguito da un veterinario privato, occorre invece fornire al veterinario dell’Asp la documentazione relativa a vaccini, sterilizzazione e risultati dei test, insieme alla ricevuta di pagamento delle prestazioni. Sarà infatti il veterinario dell’Asp a compilare il “modello A” e trasmetterlo all’Asp o Asl di destinazione dell’animale.
Non saranno più possibili le autocertificazioni. Per il rilascio del “modello A”, infatti, il servizio medico veterinario dell’Asp dovrà anche acquisire la certificazione rilasciata da un medico veterinario attestante l’idoneità degli animali al trasporto in relazione anche alla durata prevista.
Nessun cane (salvo relativa autorizzazione) potrà essere adottato, o anche solo movimentato, prima di essere sterilizzato.

Giro di vite puree per le strutture adibite alla custodia. Sarà vietato detenere anche temporaneamente e a qualsiasi titolo, più di dieci cani, senza l’espressa autorizzazione dell’Asp che, con un sopralluogo, dovrà verificare “i requisiti minimi necessari per assicurare agli animali idonee condizioni di benessere”, assicurando poi (come da regolamento di polizia veterinaria) la vigilanza permanente, con almeno una visita all’anno.  Misure atte a scongiurare situazioni di degrado come quelle verificatesi a Castelvetrano nel 2015, culminate con il sequestro penale dei Nas ed un processo tuttora in corso per maltrattamento nei confronti della presidente dell’ associazione Laica.

Adesso, le strutture di ricovero autorizzate verranno registrate in un sistema informativo. E quelle senza autorizzazione saranno considerate abusive e sgomberate attraverso un’ordinanza sindacale.
In caso di mancato sgombero entro il termine stabilito – si legge ancora nel decreto - ferma restando l’applicazione delle sanzioni di legge e la segnalazione alla Autorità Giudiziaria, i comuni, anticipando le spese, procedono in forma coatta al trasferimento dei cani in idonee strutture di ricovero autorizzate”, ovviamente con spese a carico dei proprietari delle strutture sgomberate.

I cani di questi rifugi dovranno essere sterilizzati. Diversamente un’ordinanza sindacale li obbligherà a farlo entro un tempo stabilito, trascorso il quale gli animali verranno prelevati a cura dei comuni e sterilizzati dall’Asp negli ambulatori pubblici. Chiaramente, con costi di trasferimento ed intervento chirurgico sempre a carico dei detentori.
Queste strutture, anche se dotate di autorizzazione, non potranno comunque ospitare animali in convenzione con le amministrazioni comunali.
Inoltre,  l’assenza del nulla osta medico veterinario e la mancata registrazione nell’anagrafe degli animali d’affezione, comporta la segnalazione al sindaco per l’emissione della ordinanza di sgombero e, nel caso ricorrano condizioni di maltrattamento, la segnalazione alla Autorità Giudiziaria.

Si prospetta un periodo difficile quindi,  per il mondo sotterraneo e sfuggente del lucro sugli animali, con pagamenti travestiti da rimborsi spese e “volontarie” che, attraverso l’azione del veterinario Asp “distratto” (o compiacente?) si intestano decine di cani contemporaneamente, per poi trasferirne la proprietà a titolari di strutture al nord, oppure direttamente a staffettiste più o meno chiacchierate.
Il nuovo “modello A”, infatti, sarà obbligatorio non solo nel passaggio di proprietà di più di due cani contemporaneamente,  ma anche nel caso di ulteriori intestazioni da parte della stessa persona in periodi diversi.
C’è da chiedersi però se ci saranno sufficienti controlli e sanzioni, in modo da garantire l’applicazione del decreto. Ricordiamo per esempio che la legge sull’obbligo del microchip per il cane risale al 1991. Ma ad oggi i cani microchippati sono ancora pochi. E molti di meno i controlli e le sanzioni.
(Fonte:  http://www.tp24.it/2017/12/12/cronaca/animali-associazioni-vigore-sicilia-decreto-gucciardi-ecco-cosa-cambia/115758)



Il padrone tratta male i cani e il condominio li sloggia - Una Sentenza importante.

A Napoli, il giudice allontana i quattrozampe e i volatili segregati e maltrattati e condanna i detentori del serraglio a rimborsare oltre 20 mila euro di spese 





Nell’appartamento di lusso, in un quartiere residenziale del capoluogo campano, vivevano segregati dieci cani e altrettanti volatili. Inutile ogni tentativo da parte dei proprietari di coprire gli odori nauseabondi che invadevano le parti comuni fino al terzo piano. A poco servivano i lavaggi dello spazio aperto sul giardino con potenti pompe ad acqua e sapone e l’aggiunta di spray profumati agli agrumi. Per non parlare dei rumori molesti: l’abbaio insistente del branco di cani era stato solo di recente minimizzato ricorrendo a potenti sonniferi e tranquillanti.
Il giudice della Quarta sezione civile del Tribunale di Napoli Pietro Lupi ha messo fine alle sofferenze degli animali detenuti e dei vicini di casa che, disperati, avevano intentato causa nel 2011. Ha infatti disposto il sequestro e l’allontanamento dall’abitazione di tutti i cani ad eccezione di due, da scegliersi a discrezione dei proprietari, così come per i volatili. E li ha condannati a pagare le spese di lite in favore del Condominio e la parcella del Ctu, un conto salato che supera le 20 mila euro. Se è vero che la nuova disciplina del Condominio (18-giugno-2013) dispone (art. 1138) che il regolamento condominiale «non può vietare di possedere o detenere animali domestici», è anche vero che in questo caso a pesare – e non poco – è stata la perizia del Ctu, il consulente del tribunale, che in un anno e mezzo, dal giugno 2013 al dicembre 2015, ha effettuato ben tredici sopralluoghi nel condominio, per verificare i fondamenti della denuncia. Una perizia non facile, non soltanto perché l’appartamento al piano terra aveva un giardino incassato nel terreno, in pendenza e poco visibile, ma anche perché gli inquilini, consapevoli di essere “vigilati speciali”, erano sul chi vive e bene attenti ad occultare ogni indizio odoroso e rumoroso, ricorrendo appunto anche a massicce dosi di tranquillanti nella pappa dei quattrozampe. Il Ctu ha così accertato la presenza nell’abitazione di «un vero e proprio canile privato con gabbie e reti il tutto in un contesto residenziale silenzioso e di estrema signorilità».
La storia si trascinava da dieci anni e a poco erano servite l’ordinanza sindacale dell’ottobre 2007 così come la prescrizione della Asl veterinaria del marzo 2011, che invitavano i proprietari di casa a smantellare il canile abusivo. Dopo tanto tempo il problema persisteva. La sola differenza è che chi gestisce il canile – scrive il giudice nella sentenza depositata a fine novembre 2017 - «ha modificato le gabbie. Dopo gli accessi dei veterinari, i cani sono tenuti in ambienti molto angusti e vengono somministrati farmaci per ridurli in uno stato di torpore». I cani sono chiusi in gabbie a forma di cubo, chiuse con serrature, nascoste da tettoie opache o coperte da incannucciate. Sono tutto lo spazio vitale dei cani che vengono liberati, talvolta, solo per mangiare. Ma «è il comportamento dei cani che solleva molti dubbi sulla normalità delle loro condizioni di cattività», scrive ancora il giudice. Se al primo accesso del Ctu infatti mostrano una forma di vivacità, poi si presenteranno stesi a terra, «assolutamente restii a qualunque reazione», sordi anche alle provocazioni rumorose del Ctu.
I cani vengono “spenti” dopo aver mangiato, quasi fossero drogati. Ci sono quattro setter, un volpino, due rottweiler oltre ad altri cani la cui razza non viene specificata. «Il giudice con la sentenza pubblicata il 28 novembre scorso ha accolto la domanda del condominio ex articolo 844 – spiega Dario Ferrara, di Cassazione. net – e cioè l’abbaiare dei cani e l’odore degli escrementi turba la pace e la convivenza del comprensorio esclusivo e riduce il valore degli immobili. Decisiva la Ctu che si rifà anche alle linee guida della Regione Piemonte sull’inquinamento olfattivo. Inoltre, il fenomeno dei tranquillanti riduce gli animali in uno stato di torpore con apatia e letargia». Una sentenza importante, alla luce anche dei sempre più frequenti casi di accumulatori di animali, animal hoarder.
(FONTE: www.corriere.it)

 

11/12/17

La Casa Di Fido: GIUSY, aspetta ancora una casa

La Casa Di Fido: GIUSY, aspetta ancora una casa
Condividiamo l'appello dei nostri amici  nella speranza che il Natale porti una bellissima notizia per questa dolcissima cagnolina! 

🎄 Giusy 🎄
Speriamo tanto che il Natale in arrivo porti buone notizie per la nostra piccola e dolce Giusy, ancora senza famiglia e in stallo in provincia di Torino. 
Giusy ha appena compiuto 4 anni e pesa solo 9 kg. Ha trascorso la sua vita in rifugio in provincia di Salerno fino a pochi mesi fa quando ha raggiunto il Piemonte ed è stata accolta dalla gentilissima Paola che la sta accudendo fino ad adozione. 
Giusy è già sterilizzata, molto discreta, tranquilla, amante della vita domestica e socievole sia con i suoi simili che con i gatti. 
Purtroppo, è positiva a leishmaniosi ma sta già prendendo uno sciroppo di mantenimento per riportare i valori nella norma. Possibile che nessuno abbia un posticino per questa piccolina??? 
Ovviamente, verrà affidata anche in altre zone del nord Italia. 💞💞💞 
Per qualsiasi informazione contattateci ai nr. 334.1125830 - 320.4181509. 
Mail: asdlacasadifido@libero.it 🎄🎄

06/12/17

Mercatino di Natale 2017

In virtù degli alti debiti da saldare con la farmacia veterinaria e lo studio veterinario a cui ci affidiamo, degli stalli al nord dei nostri Cupido e Giusy (in cerca di casa), degli esami e delle visite da ripetere nel tempo per entrambi e degli stalli al nord da organizzare per Nina e Teo (gli ultimi due cani che abbiamo in rifugio in provincia di Salerno), abbiamo deciso di creare un mercatino pro pelosi. 🐶🐱 
Tutti gli articoli che vedete sono personalizzabili su richiesta e i contributi che vi chiediamo sono davvero minimi. Se desiderate ordinare una o più formine contattateci in privato sulla nostra pagina Facebook o scrivendoci al nostro indirizzo e-mail asdlacasadifido@libero.it comunicandoci il quantitativo richiesto e il vostro indirizzo. Vi chiediamo un piccolo contributo di soli 5 Euro (spese di spedizione comprese) e riceverete il tutto comodamente a casa vostra.
Il versamento del vostro contributo potrà essere effettuato sulla Postepay della nostra associazione:
Carta nr. 5333 1710 4897 9815
Intestata a Lettieri Rossella
C.F. LTTRSL76E44A128N
Iban: IT67H0760105138205832805833


 
Formine di stoffa 🎄🎅🎄
RICAVATO PRO PELOSI. 

Le formine di queste foto sono state  realizzate con le foto degli amici della nostra Associazione ma possono essere personalizzata con qualsiasi immagine voi vogliate. 
Ci sono tre formine a disposizione: l'alberello di Natale, la stellina e l'orsetto.  
I colori delle stoffe sono bianco e rosso. Come potete vedere, l'articolo finito risulta nitido ed è un'idea carina per addobbare il vostro albero di Natale o qualsiasi angolo di casa. 







Dian Fossey: le ragioni dell’amore oltre i confini della specie


Dian Fossey, la ricordiamo tutti  come una donna forte e piena di passione che ha amato oltre ogni difficoltà, oltre ogni sacrificio, i suoi gorilla, ai quali ha dedicato la vita, quella vita che ha perso per amore loro e fedeltà agli ideali che l’avevano spinta a raggiungere traguardi insperati per la primatologia.

Dian (nata a S.Francisco nel 1932) zoologa e primatologa  ha dedicato la sua esistenza allo studio dei primati. L’occasione che cambiò la sua vita fu quella che le diede il celebre  archeologo e paleontologo Louis Leakey. Diane fu inserita da lui nel gruppo delle  “Trimates” insieme a  Jane Goodall e Biruté Galdikas che furono mandate a studiare i primati nel loro ambiente naturale. Questa esperienza cambiò per sempre la vita della Fossey, che decise di dedicarsi non solo allo studio dei gorilla, ma alla lotta contro il bracconaggio spietato che mieteva e miete vittime in Africa, uccidendo centinaia di gorilla e lasciandone altrettanti senza le madri.

Prima in Congo e poi in Ruanda, Dian si è dedicata all’osservazione dei gorilla in natura, lei, ex studentessa di economia, partita per l’Africa a sue spese dopo un breve corso in veterinaria, con alle spalle un’esperienza da insegnante a bambini con difficoltà di apprendimento, lei la donna che aveva folgorato Leakey al punto da farsi affiancare alla Goodall, ebbe un’intuizione di cui ancora oggi la primatologia beneficia, imitò i gorilla per farsi accettare da loro e per poterli così studiare da vicino senza nessun elemento di stress da parte degli animali.





L’idea di Dian fu quella di osservare per un periodo i gorilla di montagna che stava studiando e di iniziare ad avvicinarsi a loro imitandone gesti e richiami (tra i primati e tra le scimmie in genere, i richiami sono di importanza fondamentale, completano il quadro del linguaggio non verbale e aiutano a comunicare e stabilire i ranghi), forse per l’incredibile abilità d Diane nel riprodurre il loro linguaggio non verbale, forse perché ogni essere sa riconoscere l’amore nell’altro a prescindere dalla specie, fatto sta che Dian fu accettata nel branco, fu accettata dal maschio dominante e dalla sua femmina e fu quindi perfettamente “inserita” come ospite gradita.

Uno degli elementi di difficoltà in etologia e/o zoologia è il fattore di stress, gli studi sono solitamente finalizzati alla  salvaguardia della specie sotto osservazione, ma molti risultati sono falsati dai fattori di stress, dovuti alla presenza di un essere umano, che condizionano il comportamento della specie in questione falsando il risultato stesso degli studi. Diane Fossey superò questo ostacolo e rimase talmente dolcemente e passionalmente “intrappolata” nell’amore per il suo lavoro e i suoi gorilla da intraprendere una lotta ad armi assolutamente impari contro i bracconieri. Fu uccisa il 26 dicembre 1985, uccisa come venivano uccisi i suoi gorilla, con lo stesso strumento, il panga (un machete usato dai bracconieri per uccidere gli animali catturati).

Ha lasciato un segno indelebile nella primatologia mondiale e nei cuori di chiunque senta dentro di sè quel feeling particolare verso la spettacolare natura e dignità dei grandi primati. Cliccando qui potrete conoscere la fondazione a lei dedicata e potrete anche fare qualcosa di concreto per salvare i gorilla.
(FONTE: www.eticamente.net)

Jane Goodall: la donna che ha cambiato il mondo studiando gli animali




Jane Goodall è la più amata e più famosa etologa del mondo. Le sue scoperte hanno ridefinito la relazione uomo-animale. E ora la sua storia è diventata un documentario, diretto da Brett Morgen e prodotto da National Geographic Documentary Films.

Iniziamo a parlare di lei con questo video molto toccante. Nell'abbraccio della scimpanzè  Wounda c'è tutta la riconoscenza nei confronti di Jane che le ha salvato la vita il giorno in cui la raccolse in fin di vita dopo l'uccisione di sua madre per mano dei bracconieri. Wounda è stata curata presso il Centro di Riabilitazione per Scimpanzé di Tchimpounga, in Congo e  poi rimessa in libertà sull'isola di Tchindzoulou. Il momento del rilascio è stato interamente filmato e il video pubblicato su Youtube. All'apertura della gabbia Wounda è felice di ritrovare il suo habitat naturale, ma non dimentica chi le ha permesso di continuare a vivere: si volta, vede Jane, la riconosce, l'abbraccia.
"Gli scimpanzé sono noti per avere una buona memoria. Si ricordano in particolare di coloro che li hanno aiutati. Ma questo comportamento non è mai stato osservato prima", ha detto l'istituto in un comunicato. Per oltre 50 anni, Jane Goodall ha studiato gli scimpanzé. Viaggiando per il mondo, cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle minacce che mettono in pericolo la vita dei primati Nel 1977 ha fondato il Jane Goodall Institute, con sedi sparse in tutto il mondo, punto di riferimento per la protezione degli scimpanzé.





La storia di questa donna straordinaria inizia nell’estate del 1960! Jane Goodall, a soli 26 anni e senza esperienza scientifica né laurea, decise di avventurarsi nella riserva di Gombe, in Tanzania, per osservare da vicino il comportamento degli scimpanzé. Una pioniera determinata, paziente e mossa dalla passione per gli animali, che grazie ai suoi sforzi e al suo coraggio, realizzò delle scoperte sensazionali, che hanno cambiato la primatologia e la storia.

L’amore per la natura e per gli animali Jane lo iniziò a coltivare fin da piccola, leggendo libri e sognando di vivere come Tarzan e il Dottor Dolittle. Il suo desiderio era di osservarli da vicino e capire come vivevano, svelando i segreti del loro mondo. La madre Vanne, la sostenne sempre e la spinse a seguire i suoi desideri. E’ la stessa primatologa britannica a raccontarlo nella sua “Lettera al futuro della Terra”, indirizzata alle nuove generazioni, per incoraggiarle a fare la differenza e creare un mondo migliore. Perché nulla è impossibile, se lo si desidera con tutto il cuore.

Prima dei suoi studi, si credeva che alcuni comportamenti fossero un’esclusiva caratteristica degli esseri umani. Invece Goodall dimostrò che anche gli scimpanzé hanno la capacità di creare e utilizzare utensili e attrezzi. E negli anni accertò altre incredibili somiglianze tra questi animali e l’uomo. Proprio come noi, i primati ragionano e riescono a risolvere semplici problemi. Inoltre provano delle emozioni, hanno una vita affettiva e una sorta di autocoscienza. Come Jane ha detto durante un suo Ted Talk: "Sappiamo che gli scimpanzè e le altre creature si riconoscono allo specchio - l'io in contrapposizione all'altro. Hanno senso dell'umorismo e tutto questo è sempre stato creduto una prerogativa umana." 

Ma questo ci insegna un nuovo rispetto non solo per gli scimpanzé, ma anche per tutti gli altri meravigliosi animali con cui dividiamo il pianeta. Se siamo pronti ad ammettere che non siamo gli unici esseri con personalità, menti e, soprattutto emozioni, e iniziamo a pensare al modo in cui usiamo e abusiamo degli altri esseri senzienti e intelligenti del nostro pianeta, io credo che abbiamo davvero motivo di vergognarci.




Con il suo lavoro sfidò anche l’ambiente scientifico, perché fu la prima donna a spingersi nelle foreste selvagge africane e portare alla luce ricerche e prove incontrovertibili, in un mondo prettamente maschilista, che malvolentieri dovette darle credito. Inoltre quando iniziò la sua osservazione diretta nella piccola riserva forestale - ora è un parco nazionale - sul Lago Tanganika, non aveva nessun titolo accademico: si laureò in etologia solo cinque anni dopo, nel 1965 all’Università di Cambridge.

A differenza degli altri studiosi, invece di marcare gli scimpanzé con dei numeri, scelse si dare un nome ad ognuno di loro, proprio perché li considerava creature dotate di personalità. Anche se nel 1986 ha abbandonato la ricerca sul campo (durata più di 40 anni), Goodall è diventata una attivista e continua la sua battaglia pacifica per la protezione degli animali e del loro habitat, sostenendo le cause ambientaliste e i benefici dell’alimentazione vegetariana.

Presentato in anteprima al Toronto Film Festival e in altre prestigiose rassegne cinematografiche, dove ha conquistato la critica, “Jane” è un film diretto da Brett Morgen, autore anche del famoso documentario dedicato a Kurt Cobain dei Nirvana. Il regista ha raccolto più di cento ore di filmati, fino ad ora mai visti, provenienti dagli archivi del National Geographic e del Jane Goodall Institute, per raccontare la storia di questa donna che sfidò ogni convenzione per realizzare i suoi sogni e i suoi obiettivi. Ci sono anche le riprese girate in 16 millimetri di Hugo Van Lawick, il fotografo che accompagnò Jane nei suoi viaggi e poi diventò il suo primo marito. Un ritratto intimo ed efficace che racconta l’amore di Goodall per il suo lavoro, con una colonna sonora firmata dal noto compositore Philip Glass. “Il film è a tutti gli effetti una storia d’amore, solo che l’amore non è tra un uomo e una donna – ha spiegato Brett Morgen. – L’amore è tra una donna e il suo lavoro. La maggior parte delle persone ha questa idea romantica che il rapporto più importante della vita sia con il proprio partner, ma per un sacco di persone la relazione primaria è con il loro lavoro”.


Nonostante l’idillio tra lei e gli scimpanzé e il suo amore per la foresta, nel 1986 Jane Goodall ha deciso di abbandonare le ricerche sul campo per dedicarsi all’attivismo finalizzato alla protezione dei primati e del loro habitat. L’antropologa inglese passa oggi la maggior parte del suo tempo girando il mondo, affascinando tutti con il suo sorriso gentile e il suo carisma, tenendo conferenze e parlando con leader mondiali e scolaresche, sostenendo i benefici ambientali dell’alimentazione vegetariana ed esortando le persone a scegliere che tipo di cambiamento portare avanti. Numerose iniziative legate alla conservazione della natura sono inoltre intraprese dalla sua fondazione, il Jane Goodall Institute.

(Fonte: www.foxlife.it)