10/07/18

Nascono ad Amsterdam i primi negozi “plastic free”


Ad Amsterdam il primo supermercato che dice addio alla plastica per gli imballaggi. Ekoplaza (catena di negozi di alimentari biologici con 74 punti vendita) con un intero settore dedicato ai prodotti plastic-free, cioè con imballaggi esclusivamente in vetro, metallo e materiali completamente biodegradabili. Come sottolinea Hans Van Mierlo, marketing manager di Ekoplaza: “Ogni materiale è altamente riciclato, non solo riciclabile”.
Sappiamo che i nostri clienti sono stanchi di prodotti carichi di strati di plastica. Le corsie prive di plastica sono un modo davvero innovativo di testare i biomateriali compostabili che offrono un’alternativa più rispettosa dell’ambiente ai soliti imballaggi” continua l’amministratore delegato Erik Does.
680 i prodotti disponibili e c’è di tutto: carne, riso, salse, latticini, frutta e verdura. Entro la fine del 2018 l’iniziativa dovrebbe essere estesa anche agli altri negozi della catena in tutti i Paesi Bassi.
Ma non sono solo l’Olanda o Ekoplaza a muoversi. In gennaio il primo ministro inglese Theresa May ha accennato alle “isole plastic-free” nei supermercati in un discorso sull’ambiente e nello stesso mese l’Unione Europea ha reso pubblico il suo programma di rendere riciclabile tutta la plastica utilizzata sul mercato europeo entro il 2030.
Addirittura un paese come il Rwanda ha iniziato una campagna per abbattere l’utilizzo della plastica, rendendo illegale importare, produrre, usare o vendere borse e confezioni di plastica, ad eccezione di prodotti specifici per ospedali e farmaci.
Il giornale Independent ha poi dedicato un ampio articolo al negozio plastic-free di Londra, gestito da Ingrid Caldironi, che vende prodotti sfusi e non a marchio, ma di cui spiega la provenienza, solitamente aziende agricole della zona.
Sempre in Inghilterra, la multinazionale Marks and Spencer ha fatto un primo passo riducendo del 20% la plastica utilizzata per il confezionamento dei prodotti.
Negli Stati Uniti, già dal 2009 i mercati contadini della Bay Area di San Francisco hanno iniziato a eliminare le borse di plastica, cosa che stanno iniziando a fare anche i mercati contadini in Italia.
In Italia ci sono i negozi dello sfuso, che si stanno diffondendo un po’ in tutte le regioni, dove si acquistano prodotti senza imballaggio abbattendo quindi anche l’uso delle plastiche.
È assolutamente possibile dunque fare un passo come quello di Ekoplaza, che peraltro ha scelto di comunicare la propria scelta con un impatto fortemente comunicativo, accogliendo i clienti con la scritta: “Step into a plastic free world“.

(Fonte: aknews.it) 


04/07/18

World Firefly Day “siamo piccole e luminose, per favore non dimenticateci!”


Il World Firefly Day è l’iniziativa che celebra, nei giorni 7 e 8 luglio, le lucciole, incantevoli coleotteri, appartenenti alla famiglia dei Lampiridi (Lampyridae), che brillano per amore ma che stanno però gradualmente scomparendo a causa dei pesticidi e della cementificazione.

 

L’obiettivo è sensibilizzare la gente in ogni paese del mondo per far attivare politiche e stili di comportamento opportuni per salvarle. Lo slogan è “siamo piccole e luminose, per favore non dimenticateci!”
Tale iniziativa vedrà impegnate molte parti del mondo con eventi pubblici, programmi educativi per bambini, esibizioni, festival, escursioni, nonché seminari e workshop dedicati alle lucciole. Chi ha piacere di unirsi al World Firefly Day anche da casa propria può trovare tutte le info sul sito fireflyersinternational.net.  

Non soltanto in questi giorni ma in ogni giorno dell'anno abbiamo il dovere di ricordare che la  cementificazione sempre più selvaggia e l'ulilizzo dei pesticidi  stanno lasciando pochi spazi dove ancora le lucciole possono brillare nella notte tra la vegetazione come minuscole stelle. Tale gravoso problema non riguarda soltanto le lucciole ma l'intero eco sistema.



Ma perchè brillano così?  Il caratteristico bagliore delle lucciole, fenomeno definito bioluminescenza, è finalizzato all’accoppiamento, la luce serve appunto a maschi e femmine per vedersi. La femmina può emettere luce per oltre due ore, mentre il maschio solo per brevi istanti. Le lucciole assimilano ossigeno e, all’interno di apposite cellule, lo uniscono ad una sostanza chiamata luciferina, ciò genera una reazione chimica in grado di produrre luce quasi senza calore.

Possiamo ancora incontrarle  nelle paludi o nelle foreste, anche se tendono a vivere sulle rive dei fiumi o in altre aree dove c’è acqua abbondante,  ma non cercheremo di rinchiuderle nei barattoli di vetro, come facevamo da bambini perchè hanno bisogno di rimanere nel loro habitat e continuare a brillare per amore.   


Maltrattamento di animali per chi lascia il cane da solo per due settimane



Giusto togliere il cane alla famiglia che lo lascia da solo per due settimane, anche se con acqua e cibo. Lo ha deciso la Cassazione respingendo il ricorso di una donna che si era opposta al decreto di sequestro preventivo dell’animale firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti relativamente al reato di maltrattamento di animali. 

Nel respingere il ricorso la Cassazione ha riportato le testimonianze dei vicini della famiglia secondo i quali la donna (assieme alla famiglia e a un altro cane) «si era allontanata dall’abitazione nelle due settimane precedenti lasciando il cane incustodito all’interno del cortile e che i passanti, impietositi dalle precarie condizioni di salute dell’animale, avevano provveduto allo stesso fornendogli cibo ed acqua attraverso le grate del cancello». 

A nulla è valsa la difesa della donna secondo cui la presenza di acqua «dimostrerebbe la quotidiana cura del cane» perché «l’acqua nella ciotola non poteva essere stata messa dai vicini, perché le ciotole non passano attraverso il cancello». Secondo la donna, inoltre, le condizioni in cui il veterinario aveva trovato il cane erano dovute alla leishmaniosi (malattia dalla quale l’animale era affetto da tempo) e non all’abbandono. 

La Cassazione non ha però accolto la sua tesi e ha condannato la donna al pagamento delle spese processuali e della somma di 2mila euro in favore della Cassa delle ammende. 

(Fonte: www.ilsole24ore.com)



29/06/18

Pen, l’ex militare che salva i quattrozampe in Afghanistan


Lui si chiama Pen Farthing e dal 2006 è stato in Afghanistan per conto della Reale Marina Britannica. 
Durante un pattugliamento nella città di Nowzad, nella provincia di Helmand, un cane randagio gli si avvicinò e Pen decise subito di adottarlo. 
Il nome scelto per questo quattrozampe fu proprio Nowzad.
Una settimana dopo, l’uomo poté fare ritorno a casa, e portò il suo nuovo amico con sé. 
Ad oggi Nowzad è ancora in buona salute, Pen intanto ha messo su un rifugio per cani a Kabul, la capitale afghana. Ed indovinate che nome ha scelto per la struttura? Nowzad.
Gli animali trovatelli qui vengono accolti e curati. 
Il randagismo ed i casi di cani affetti da rabbia sono notevolmente diminuiti grazie al canile di Pen. E tanti soldati che sono lontani dalle loro famiglie e che rischiano ogni giorno la vita possono almeno contare sull'affetto di numerosi cani.









Cane goloso? Alimenti consentiti e quelli da evitare



I nostri cani sono incredibilmente golosi, con occhi languidi ci seguono in cucina e attendono pazientemente di gustare qualcosa della nostra cucina. 

Quanti di noi non li abbiamo accontentati con un piccolissimo assaggio? Molti alimenti buoni per noi sono altamente dannosi per loro e bisogna prestare molta attenzione.

Ecco gli alimenti che possiamo dare ai nostri cani e che sicuramente non fanno male:
latte che comunque deve essere somministrato con cautela, perché i cani essendo privi di un enzima utilizzato per la digestione del lattosio  possono incorrere in vomito e diarrea;  
- olio di semi, nel giusto dosaggio, è molto indicato per il suo contenuto di grassi vegetali e lo aiuta  nell’attività intestinale.
- riso, cereali e pasta vanno sempre fatti cuocere molto a lungo, rilasciano una buona quantità di zuccheri ma vanno lavati dopo la cottura, per privarli dell’amido in modo da renderli più digeribili;
- pane essendo ricco di lievito và dato sempre quando è secco e duro, in modo che non si attivi nell’organismo del cane una seconda lievitazione. Quando il pane è particolarmente duro, durante la masticazione ha una funzione pulente sui denti.
- frutta e verdura ottime per dare  vitamine naturali al vostro cane.

Altri cibi vanno evitati assolutamente come merendine, cioccolata, torte, dolci in genere e pietanze elaborate destinate al nostro consumo. Se amiamo il nostro cane e desideriamo farlo vivere a lungo basta un pò di attenzione!





  

A luglio ed agosto cani gratis a bordo dei treni Italo



La concorrenza sul trasporto degli animali domestici viaggia sempre più veloce sui binari ferroviari italiani. All’iniziativa di Trenitalia di scontare a soli 5 euro il biglietto del cane su qualunque tratta in agosto risponde Italo, che li fa viaggiare gratis non solo ad agosto ma anche a luglio. 

Con la medesima motivazione: anche negli uffici della compagnia specializzata nell’alta velocità sono rimasti colpiti dai dati sull’abbandono degli animali, che raggiungono picchi vertiginosi nel periodo estivo. E così nei due mesi estivi centrali “Italo ed Amici Cucciolotti Pizzardi – partner dell’iniziativa – regaleranno il biglietto a tutti i cani di grossa taglia, con peso superiore a 10Kg. Anche tutti gli altri animali da compagnia, i cani di piccola taglia ed i gatti sono sempre i benvenuti a bordo e possono viaggiare gratuitamente negli appositi trasportini, obbligo invece non previsto per i cani guida per non vedenti”, spiega la compagnia ferroviaria, che ha previsto uno spazio per i cani medio-grandi al fianco del proprio padrone, con un kit dedicato comprendente un tappetino monouso ed una ciotola per acqua o cibo. 

“Prenotare il servizio gratuito per i cani di grossa taglia è facilissimo – dice Italo -: basta infatti chiamare il 060708 e, contestualmente all’acquisto del proprio biglietto, in abbinamento all’offerta Flex, verrà emesso il ticket gratuito, a seconda della disponibilità, per gli ambienti Prima, Comfort e Smart”. 

(Fonte: guidominciotti.blog.ilsole24ore.com)


Divella dice basta alle galline in gabbia. Soddisfazione di Animal Equality



Divella, azienda leader nella produzione di pasta e biscotti, abbandona definitivamente l’utilizzo di uova prodotte da galline rinchiuse in gabbia e, in una nota apparsa sul suo sito web, chiarisce pubblicamente la propria politica contraria all’utilizzo delle gabbie negli allevamenti. Oltre ad adottare su tutto il territorio nazionale l’impegno a distanziarsi dalle gabbie, l’azienda ha garantito che entro dicembre 2019 verrà l’implementato il nuovo piano per tutti i prodotti a marchio Divella.

Si tratta di un impegno importante, che dimostra la sensibilità dell’azienda alle tematiche di benessere animale e che si unisce a quello già preso da altre aziende concorrenti come Garofalo, De Cecco e Pasta Zara”, commentano da Animal Equality Italia.

“Ovviamente questo non risolve tutti i problemi drammatici a cui sono sottoposte le galline all’interno degli allevamenti intensivi, ma Divella sta contribuendo in modo importante al miglioramento delle condizioni di vita degli animali allevati a scopo alimentare”, dichiara Matteo Cupi, direttore esecutivo dell’organizzazione animalista.

E aggiunge: “Stipare le galline in gabbie è una pratica inaccettabile. Molti studi hanno dimostrato che le galline sono animali sociali e creature molto sensibili, con un’intelligenza pari a quella di molti mammiferi. Eppure questi animali sono costretti a vivere in gabbie sporche e senza alcuna possibilità di compiere tutti quei movimenti naturali necessari per il loro benessere”.

Tra le molte aziende del settore che hanno deciso di fare la loro parte per liberare le galline dalle gabbie, Divella ha sicuramente un ruolo importante per spingere anche altre aziende concorrenti a cambiare la tipologia di uova utilizzate in tutti i prodotti, con una comunicazione chiara e trasparente.

“Questa politica denota l’impegno serio preso da un’azienda fondamentale per diffondere la sensibilizzazione su questo importante tema, a differenza di altri giganti del settore come Bauli, che non sembra affatto impegnarsi sul tema. Ci auguriamo che anche la concorrenza apra gli occhi e capisca che non c’è più futuro per le gabbie negli allevamenti”, conclude Cupi.

(Fonte: helpconsumatori.it)



27/06/18

Non abbandonare un pezzo del tuo cuore!



L’abbandono di animali, specialmente a ridosso dei mesi estivi, è ancora una triste realtà.
 
Siamo in estate e l’abbandono di animali mette a dura prova quanti affrontano tale problema nei canili e nei gattili ormai stracolmi dove le adozioni, anche se arrivano, non riescono a fare spazio ai numerosi ingressi che avvengono in ogni giorno dell’anno. 

Anche se, secondo alcune statistiche, il numero dei trovatelli è in lieve diminuzione, l’abbandono di animali rimane un fenomeno perpetrato quotidianamente

Si abbandona un animale per problemi economici, per difficoltà nel gestirlo, per fine stagione della caccia, per cambio di domicilio, per gravidanza, per la nascita di un figlio, per la perdita di interesse per l’animale stesso, per mancanza di tempo e spazio. 

Numerosi sono gli abbandoni di intere cucciolate da parte di quanti non hanno mai considerato che la “sterilizzazione” risolve i problemi dei “cuccioli indesiderati” e  dei  "comportamenti altalenanti" legati al delicato periodo di “calore” durante il quale  gli animali diventano instabili causando difficoltà nel gestirli.

Nessuno è obbligato a prendere in casa un animale, ma se si decide di accoglierlo bisogna farlo con consapevolezza, accettando ogni responsabilità, materiale e morale, che questo comporta.

Qualsiasi animale  non è un  passatempo o un giocattolo poiché necessita di tempo, attenzione,  affetto, cure mediche e un’alimentazione adeguata. 

Scegliere di possederne uno significa  rispettarlo come essere vivente dotato di sentimenti ed emozioni,  conoscere da vicino le sue esigenze etologiche,  tutelarlo e  impedire la riproduzione incontrollata. Facendo le scelte giuste e raccogliendo a tempo debito le informazioni necessarie non diventa impossibile gestirlo.
 
Il problema di trascorrere serenamente le “vacanze” non si risolve con l’abbandono che peraltro è un reato perseguibile penalmente! Molte strutture alberghiere  accettano gli animali e tante spiagge sono addirittura attrezzate  con spazi  dedicati e supporto di dogsitter  per una serena vacanza insieme.    
 
Prima di incorrere in un reato,  ricordate che in Italia l’abbandono è vietato dall’art. 727 del Codice Penale che al primo comma recita: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro”. La Dichiarazione Universale dei diritti dell’animale sancisce inoltre all’art. 6 che L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante. Inoltre, secondo il Ministero della Salute, chi abbandona un animale non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n°189) ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo, quando l’animale abbandonato provocasse incidenti stradali mortali.



25/06/18

In Lussemburgo no animali da pelliccia e stop pulcini tritati vivi!



Era il 2016 quando è stata presentata in Lussemburgo una proposta di legge che tutelasse i diritti animali e vietasse gli allevamenti di animali da pelliccia. Oggi quel provvedimento è realtà.
« Gli animali non sono più considerati una cosa, ma come esseri viventi non umani dotati di sensibilità e detentori di diritti specifici. »

Questo è ciò che dichiara ufficialmente il governo in una nota. Il 6 giugno infatti il piccolo Granducato ha approvato un pacchetto di norme d’avanguardia per la protezione degli animali che vanno a svecchiare completamente la legislazione sul tema, ferma nel paese dal 1993.

Il disegno di legge proposto dal ministro dell’Agricoltura Fernand Etgen diventerà operativo nell’ottobre di quest’anno e rafforzerà i diritti animali obbligando tutti a rispettare la loro dignità.

Cosa prevede la norma?

La legge tocca molti punti, ecco i principi fondamentali su cui si fonda.
Non si potrà più allevare alcun essere vivente al solo scopo di ottenerne la pelle, pelo o la pelliccia.
Sarà proibito uccidere o far uccidere un animale inutilmente.
Qualsiasi intervento su un animale vertebrato che causa dolore o sofferenza dovrà essere eseguito in anestesia.
Ognuno avrà l’obbligo di salvare un animale sofferente, ferito o in pericolo esattamente come è previsto in caso di un essere umano.
Gli animali potranno essere uccisi solo dopo essere stati storditi (eccezioni solo per la caccia e la pesca ricreativa).
Ci sarà il divieto di possedere determinati animali e obblighi specifici di cura da rispettare per una persona che detiene quelli consentiti.
La violazione dei nuovi diritti animali può prevedere il pagamento di multe salatissime – fino a 200.000 euro – e tre anni di detenzione nei casi più gravi.

Le conseguenze più importanti per gli animali “da reddito”

Il Lussemburgo diventa così l’undicesimo stato dell’UE a vietare la produzione di animali da pelliccia sul proprio territorio. Il provvedimento è simbolico, ma importante; mira infatti ad impedire l’eventuale costruzione di nuove strutture, visto che attualmente il paese non ha allevamenti di questo tipo. Si tratta di un ulteriore messaggio al Governo italiano: è ora di fare lo stesso passo anche qui da noi!
Il Lussemburgo sarà inoltre il primo paese ad impedire l’uccisione sistematica dei pulcini maschi – procedura standardizzata in tutti gli incubatoi per allevamenti di galline ovaiole – o vitelli nel caso degli allevamenti di mucche da latte (in molti casi vengono uccisi alla nascita per evitare i costi necessari a mantenerli in vita fino alla vendita e/o alla macellazione).

La speranza per il futuro

Il ministro dell’Agricoltura promotore della nuova legge sui diritti animali non pensa affatto che il suo paese sia ad un punto d’arrivo, ma piuttosto che abbia fatto un primo grande passo verso prospettive ancora migliori per tutti gli esseri viventi non umani.
« Questo disegno di legge innova, modernizza, apporta più rigore e precisione. Ma sono convinto che, grazie all’evoluzione tecnologica e alla ricerca scientifica, non dovremo aspettare altri 30 anni per aggiornare di nuovo questo testo. »
La nuova legislazione del Lussemburgo, così come la proposta di un codice per il benessere degli animali in Vallonia, fanno ben sperare quelli che come noi pensano che un mondo senza sfruttamento animale sia possibile e necessario.

 (Fonte: https://www.essereanimali.org/2018/06/nuova-legge-lussemburgo-diritti-animali/ )