07/09/16

Animali in condominio: nessun regolamento può vietarli


Nessuna norma condominiale, nemmeno votata all’unanimità dai singoli inquilini, può vietare la presenza di animali domestici in condominio. Lo specifica la legge 220/2012, in vigore dal 2013, ma anche una recentissima sentenza del Tribunale di Cagliari: l’accudimento di cani e gatti non può essere escluso, indipendentemente dalle previsioni contrattuali dell’edificio.

Così come già accennato, i divieti per ospitare animali domestici in condominio sono decaduti nel 2013, con l’entrata in vigore della nuova normativa in merito. Un punto, tuttavia, non appariva ancora ben chiaro: quello relativo alla validità della norma anche per il regolamento di natura contrattuale, ovvero quello che viene deliberato all’unanimità dai vari proprietari o predisposto dal costruttore dello stabile, affinché sia allegato ai singoli atti di compravendita. Ora, grazie alla pronuncia del Tribunale di Cagliari, la questione è per la prima volta definitiva: in nessun caso, la presenza di cani e gatti può essere vietata. Di conseguenza, i regolamenti contrattuali antecedenti alla legge 220/2012, così come quelli successivi, sono nulli nelle parti in cui sanciscono il divieto di introduzione degli amici a quattro zampe in condominio.

Nel dettaglio, la questione pare si sia sviluppata attorno a un nodo della legge 220/2012, pensata per modificare l’articolo 1138 del Codice Civile. Nell’ultimo comma si specifica come il regolamento condominiale non possa vietare la detenzione degli animali domestici, senza però indicare se si tratti del regolamento assembleare o di quello contrattuale. Per questo motivo, il giudice ha deciso come non si possibile ridurre la portata dell’articolo alle semplici decisioni assembleari, ma come questo coinvolga qualsiasi tipo di regolamento relativo al condominio.

Grande soddisfazione è stata espressa da alcune associazioni per la difesa degli animali, nonché dall’opinione pubblica e dai proprietari di cani e gatti, spesso coinvolti in situazioni analoghe. Ilaria Innocenti, responsabile Lav Arena Animali Familiari, così commenta la sentenza, come riportato da Il Sole 24 Ore:
"Questa sentenza è stata resa possibile dalla legge di riforma del condominio, fortemente voluta dalla Lav che nel 2008 aveva presentato una proposta di legge per la modifica del Codice civile di cui la citata riforma è un positivo risultato".

(Fonte: greenstyle.it)



Unità cinofile e terremoti: come avviene l’addestramento


Sono di certo fra gli animali domestici più apprezzati, pronti a dimostrare in ogni occasione fedeltà e amore ai loro proprietari. Eppure gli amici cani non sono solo compagni di gioco e di vita, ma anche e soprattutto una risorsa insostituibile per la ricerca, la salvaguardia e il soccorso. Grazie al loro olfatto sopraffino, e allo stretto legame che si viene a creare con il loro addestratore, alcune razze di cane risultano insostituibili per agire in condizioni di emergenza, quali i terremoti o le catastrofi naturali. Possono infatti rapidamente individuare persone sepolte dalle macerie, accelerandone il recupero e aumentandone le possibilità di sopravvivenza.

Dagli attentati dell’11 settembre a New York, fino ai casi drammatici dei terremoti de L’Aquila, in Emilia Romagna e il recente ad Amatrice, l’opinione pubblica ha cominciato ad apprezzare le unità cinofile, sempre al fianco dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e delle forze dell’ordine per trarre in salvo quante più persone possibili. Ma come funziona l’addestramento? Di seguito, qualche informazione di base.

Unità cinofile: informazioni sull’addestramento 


Rescue Dog of a Dog Squadron via Shutterstock

L’addestramento di un cane per le operazioni di soccorso, e per il suo inserimento all’interno delle Unità Cinofile, avviene sin dalla tenera età, tramite il rinforzo positivo e la creazione di un legame indissolubile con l’addestratore. Prima di illustrarne i fondamenti, e le razze più indicate, è però doveroso sottolineare come i vari c’entri d’addestramento possano far ricorso a tecniche differenziate e specializzate per la formazione dei quadrupedi, di conseguenza le informazioni di seguito riportate sono da considerarsi solo dal punto di vista generale.

L’addestramento dei cani comincia solitamente da giovanissimi, quando l’animale è più incline al gioco e all’apprendimento dei comandi, e procede per tutta la sua attività di soccorso, fino all’età avanzata. Sebbene quasi tutte le razze siano inclini all’insegnamento e all’addestramento, per le operazioni di ricerca e salvataggio si valutano anche le caratteristiche fisiche tipiche della razza, nonché l’indole caratteriale: questi esemplari, infatti, dovranno prestare il loro supporto in condizioni particolarmente rischiose e pericolose, dimostrando resistenza, forza e coraggio. Fra le più frequenti, quella del Pastore Tedesco, del Labrador e del Golden Retriever, ma non mancano esempi di successo con Pastori Maremmani, Doberman, Terranova e molti altri.

L’addestramento, così come già accennato, avviene tramite la creazione di un saldo legame tra l’addestratore e il cane: proprio questo binomio è l’essenza dell’unità cinofila. Per raggiungere questo obiettivo, l’animale e il compagno umano lavorano a stretto contatto ogni giorno – la fase iniziale dell’addestramento dura circa due anni, per oltre 500 ore di lavoro annuali – e, nella gran parte dei casi, vengono condivisi anche gli spazi di relax e di vita. 

La fase di training, in genere, avviene tramite il gioco e le tecniche del rinforzo positivo. Quando l’animale risponde correttamente a un comando, mettendo in pratica l’azione e il comportamento desiderato, riceve infatti un piccolo premio, di norma alimentare. Così facendo, il cane rapidamente comprende come al comando, e al successivo comportamento corretto, corrisponda un evento positivo e gratificante e, per questo, sarà stimolato ad attivarsi per ottenere il goloso premio. Qualora l’azione eseguita non fosse corretta, o il cane non dovesse rispondere in modo soddisfacente ai comandi, il citato premio non verrà corrisposto, ma non vi sarà alcun tipo di punizione. È fondamentale, infatti, che la relazione tra l’addestratore e il quadrupede rimanga sempre positiva, fiduciosa e arricchente, quindi privata di qualsiasi elemento potenzialmente stressante.

Sempre in linea generale, il training del cane si avvale anche di speciali percorsi, delle vere e proprie palestre canine, dove l’animale si potrà mettere alla prova in condizioni analoghe a quelle che potrebbe sperimentare sul luogo di una catastrofe. Tali percorsi possono comprendere tragitti a ostacoli, la ricerca di premi e oggetti nascosti, processi per consentire all’animale di familiarizzare con l’acqua, il fumo, altri elementi naturali e molto altro ancora.

(Fonte: greenstyle.it )



Addestramento quotidiano per Leo e tutti gli "angeli delle macerie"

I cani specializzati nella ricerca delle persone imparano a fiutare il "cono di odore" attraverso allenamenti continui, spiegano i tecnici cinofili della Polizia. Tanto lavoro per arrivare a salvare una vita, come accaduto con Giorgia



Leo è diventato famoso. Il suo fiuto ha permesso di salvare Giorgia, ancora viva sotto le macerie del terremoto. Ma non c'è solo lui. In questi tragici giorni seguiti al terremoto del centro Italia, sono stati tanti i quattrozampe impegnati. Ognuno con la sua specializzazione, ognuno con la sua professionalità. Ci sono i cani come Leo, chiamati a individuare tracce di vita sotto cumuli di macerie. Questi amici pelosi sono capaci di capire se c'è ancora un respiro, un alito di vita nascosto agli occhi ma presente sotto polvere e calcinacci. Poi ci sono altri cani, come quelli molecolari, chiamati a individuare resti umani. Sono cani che non fiutano la vita ma la morte e, nella tristezza, anche il loro compito è fondamentale. Va detto che nei giorni immediatamente seguenti al sisma i cani delle macerie hanno salvato 60 persone e hanno individuato almeno cinquanta corpi da restituire alla pietà dei familiari.
Leo è uno specialista nel suo campo, un tecnico. E come tale, insieme con gli altri colleghi a quattrozampe, è arrivato nelle zone del terremoto fin dalle prime ore. E ha fiutato, esaminato, scalato montagne di calcinacci. Leo è un labrador "in servizio" da tre anni per la Polizia di Stato. La sera del 24 agosto, insieme all'agente scelto Matteo Palladinetti, ha salvato la piccola Giorgia, 8 anni, rimasta per 17 ore sotto quello che restava della sua casa a Pescara del Tronto. E' stato il suo fiuto straordinario a percepire la presenza di una persona ancora viva in quello sfacelo.
Leo, insieme al suo conduttore, ha conseguito la sua specializzazione mediante un apposito corso della durata di cinque mesi presso il Centro di Coordinamento dei Servizi Cinofili della Polizia di Stato di Nettuno. Come tutte le altre unità cinofile della Polizia di Stato anche di altre specializzazioni (antidroga, antiesplosivo, ecc.) Leo si addestra quotidianamente così da mantenere sempre ai massimi livelli la sua capacità di individuare la presenza di persone, rilevando le tracce odorose emesse da corpo umano anche a notevole distanza. Come ha fatto Leo riportando alla vita la bimba divenuta simbolo della speranza dopo il terremoto.
Spiegano gli addestratori cinofili della Polizia di Stato che i cani per la ricerca e il soccorso pubblico sono abituati a camminare molto sui terreni più impervi e non devono avere una grossa stazza. Il cane per la ricerca di persone viene addestrato annusando in aria e non a terra per individuare l'odore umano, riuscendo a discriminare tutte le altre particelle di odore che ci sono nel luogo della ricerca. Questa tecnica è chiamata del "cono d'odore", perché il cane arriva ad annusare l'odore umano all'interno di un raggio in aria a forma di cono.
Il cane deve essere molto motivato nella ricerca, perché lungo il percorso potrebbe essere distratto da altri odori come quello di cibo, funghi, frutti o l'odore di altri animali se, per esempio, si trova in un bosco. La determinazione è motivata dalla gratificazione del suo conduttore quando riesce nell'impresa. Il cane per la ricerca e il soccorso pubblico lavora molto d'istinto e in forte cooperazione con il conduttore. Le razze impegnate in questo servizio devono poter camminare per ore sui terreni più diversi come sulla sabbia, nei boschi o in mezzo alle macerie. I cani per questo motivo devono essere lasciati liberi e possono essere localizzati dal conduttore soltanto attraverso un campanellino che hanno attaccato al collo. Spesso nella ricerca di latitanti, di vittime di sequestri o di persone disperse o sepolte sotto neve o macerie, i cani possono essere anche calati a doppia corda con il conduttore nei dirupi o in luoghi difficilmente accessibili. La buona riuscita di queste imprese dipende molto dall'affiatamento della coppia, sottolineano gli istruttori della Polizia.

(Fonte: quotidiano.net)


Accumoli, mamma gatta terremotata prende cibo per i cuccioli nascosti e commuove i volontari

Chi sta portando soccorso ai felini rimasti soli tra le macerie è rimasto sorpreso dal comportamento di una micia che porta il pollo ai piccoli rimasti tra le macerie



Cuore di mamma, che non conosce paura, pericoli, neanche tra le macerie del terremoto che ha sconvolto l'Italia centrale il 24 agosto. I volontari che portano da mangiare alle colonie feline e ai mici domestici rimasti soli dopo la scossa nella zona di Tino, ad Accumoli, tra i centri più colpiti, sono stati sorpresi dalla scena che si presentava ai loro occhi. Una mamma gatta terremotata, malconcia e con la coda tagliata, ribattezzata poi Mamy Coraggio, si avvicina loro, prende dalle loro mani pezzi di pollo e corre via. Con la carne in bocca si infila tra le case distrutte per raggiungere la tana segreta dove ha nascosto i suoi cuccioli.

"Lei non è scappata lasciando soli i suoi amori", scrive su Facebook la volontaria che ha ripreso la scena e l'ha condivisa sui social network. Tanti gli attestati di stima e i ringraziamenti che la giovane ha ricevuto per quello che fa per gli animali, anche loro vittime innocenti del sisma.

"Ieri le pulivo il pollo... me lo prendeva dalle mani... il primo pezzettino lo mangiava lei... poi mi tirava una testatina... prendeva il secondo più grande ed andava a portarlo ai piccoli... mi ha aperto il cuore", le fa eco un'altra volontaria.

Nei giorni successivi all'avvistamento, la cuccia di Mamy Coraggio è stata individuata tra le macerie: all'interno tre tigratini per i quali si stanno cercando adozioni. L'istinto materno ha vinto ancora, pur nell'immensità di questa tragedia.

(Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/animali/speciale-terremoto-nel-centro-italia/accumoli-mamma-gatta-terremotata-prende-cibo-per-i-cuccioli-nascosti-e-commuove-i-volontari_3029520-201602a.shtml)

Il terremoto del 24 Agosto e gli animali: tante storie commoventi, che cuore i cani. Non chiamatele “bestie”…

(articolo di Caterina Lenti  pubblicato da www.meteoweb.eu)

Gli animali coinvolti nel sisma del 24 agosto, così come gli uomini, hanno bisogno di supporto. Ecco le loro storie e cosa fare per aiutarli.



Sono tante le storie commoventi di animali coinvolti nel sisma del 24 agosto,che hanno colpito l’attenzione pubblica in questi giorni, dall’anziano di 97 anni, che ha perso tutto, in ospedale, accudito e protetto dal suo maltesino bianco, a Flash, il cocker immortalato dalle telecamere mentre per ore veglia il feretro del padrone, Andrea Cossu, deceduto nel crollo della sua casa a Pescara del Tronto.

Lieto fine, invece, per Romeo, golden retriever intrappolato sotto le macerie ad Amatrice, salvato dopo 9 giorni e riconsegnato alla famiglia. Un’altra immagine virale ritrae Antonio, un anziano di 97 anni, sdraiato sul letto di un ospedale, ha perso tutto, probabilmente è ferito, ma ai suoi piedi, attento e protettivo c’è un piccolo maltesino bianco. Il cagnolino lo protegge, gli è accanto, non lo lascia. Tra le storie dei cani coinvolti nel terremoto, ricordiamo il coraggio di Bravo, il maremmano che ha continuato a difendere la propria famiglia rimanendo sotto le macerie. 

Non voleva assolutamente lasciare i propri cari: i soccorritori hanno faticato a convincerlo ad allontanarsi dalle macerie della loro casa. Tra i cani da soccorso, veri e propri eroi a quattro zampe, Leo, un labrador di tre anni e mezzo in forza alla Squadra Cinofili della Questura di Pescara, famoso per aver salvato la piccola Giorgia, sotto le macerie da circa 16 ore; Corto, un labrador di 4 anni nato ad Amatrice, il cui proprietario è un volontario del luogo, che ha ritrovato una famiglia con un bambino di 8 mesi (purtroppo, tra di loro, nessun sopravvissuto).

Rudy, pastore tedesco, invece, ha salvato la sua “padroncina”: la casa è crollata ma Anna, 24 anni, è viva.Quando gli uomini iniziano ad avvertire i boati del terremoto, molti animali forse si sono accorti da ore che sta per accadere qualcosa d’insolito e devastante. I cani uggiolano e abbaiano ripetutamente, continuano ad annusare l’aria, il suo odore inconsueto; i gatti, invece, si nascondono.Dopo il terremoto, i proprietari riferiscono che i loro cani non abbaiano quasi più, che sono caduti in una sorta di sonnolenza catatonica, mangiano meno, non si muovono dalle brandine, hanno trasformato l’inquietudine in rassegnazione apatica.

I gatti tendono a rifugiarsi sotto i mobili e sotto i letti, a non lasciare i loro padroni nemmeno per mangiare in quanto il trauma ha fatto produrre loro feromoni di allarme che si rinnovano continuamente, mettendoli in un perpetuo stato di allerta. Le statistiche ci danno alcuni dati: la maggior parte degli animali sopravvissuti al terremoto che vivono in famiglia e che sono scappati durante il sisma, ritornano entro pochi giorni. E’ importante lasciare contenitori d’acqua e cibo sul territorio intorno ai crolli in quanto gli amici a 4 zampe “domestici” non sono più abituati a procacciarsi il cibo da soli. Nel post-terremoto i cani fuggiti sono stati ritrovati nei pressi delle macerie delle loro case, mentre i gatti impiegano più tempo a mostrarsi, restando nascosti più a lungo.

I proprietari possono essere coinvolti fornendo fotografie dei loro animali, in modo da aiutare i soccorritori nel riconoscimento. Occorrono cure veterinarie e grandi abbracci che possono dire tutto in questa situazione. Ecco alcuni link utili per aiutare i nostri amici a 4 zampe:  http://www.oipa.org/italia/emergenzaterremoto per aiuti agli animali nelle zone terremotate con Oipa di Lazio, Umbria e Marche; http://www.lav.it/news/la-lav-impegnata-per-animali-e-umani-nelle-zone-del-terremoto per aiuti agli animali nelle zone terremotate con la Lav. Chi ha segnalazioni certe di necessità soccorso animali può anche scrivere al presidente Lav, Lega antivivisezione, Gianluca Felicetti su Facebook o Twitter, o lo chiami al 3290398533. La Lav mette a disposizione due mezzi di trasporto animali, lettori microchip, cibo per gatti e cani, educatore cinofilo, volontari, ricongiungimento quattrozampe dispersi con famiglie. 

Ed ancora: Numero Enpa per l’emergenza-sisma: 3429565574, gli appelli per gli animali terremotati sono su “Gruppo Facebook “Trovati/smarriti animali terremoto Centro Italia”, Pagina Facebook volontarie Rieti Infoline: Cinzia 3473761856 – Silvia 3333948983 – Francesca 3388461161 –Susanna 3899604584; Gruppo Facebook “Terremoto Amatrice e dintorni. Animali” L’OIPA ha inoltre organizzato centri di raccolta per aiuti concreti presso le sezioni locali. Si raccolgono i seguenti materiali: Cibo secco e umido per cani e gatti, trasportini e kennel, guinzagli, collari, pettorine e ciotole, antiparassitari.



01/09/16

Terremoto, centinaia gli animali soccorsi da Enpa

Continua l'opera da parte dei volontari. Ecco come aiutare

 


Oltre duecento gli animali soccorsi finora e nove tonnellate di pet food distribuite nelle tendopoli e nelle località isolate, o messe a disposizione degli animali vaganti con punti di alimentazione sul territorio. Questo, ad oggi, un primo bilancio dell'intervento dell'Ente Nazionale Protezione Animali nelle zone devastate dal sisma dove l'associazione è presente - fin dalle prime ore dell'emergenza - con la propria Unità di Intervento Nazionale e con veterinari, volontari e Guardie Zoofile delle Sezioni Enpa di Terni, Caserta, Isernia, Teramo, Rende, Rimini e Roma (cui si aggiungeranno nei prossimi giorni volontari di altre sezioni) operativi con due autoambulanze veterinaria, una automedica, un furgone per il trasporto di animali e altri tre automezzi. Inoltre, per curare animali che non possono essere assistiti nell'area del sisma, Enpa ha attivato una rete di cliniche e ambulatori in tutta Italia. Le segnalazioni vanno fatte al numero 342 9565574. Per segnalazioni ed emergenze è invece attiva la mail terremoto@enpa.org.
Nella sola giornata di ieri, oltre ad avere recuperato e messo in sicurezza numerosissimi animali vaganti, i volontari hanno prestato assistenza veterinaria ad un cane delle unità cinofile dei Vigili del Fuoco, rimasto ferito durante le ricerche tra le macerie, mentre diversi cani e gatti randagi sono stati soccorso (anche di notte) e curati a bordo dell'ambulanza veterinaria Isotta. Un altro cane è stato estratto dalle macerie sano e salvo; due poi - uno dei quali è una cagnetta incinta - sono stati recuperati all'interno di un casolare, in buone condizioni di salute ma spaventatissimi e sempre fermi sotto un mobile.
Al momento, infatti, una delle principali urgenze che i volontari stanno riscontrando sul territorio è quella relativa ai numerosi animali abbandonati all'interno di cortili, giardini e terreni dove i proprietari non hanno più potuto fare ritorno per motivi di sicurezza. In particolare, c'è tanta preoccupazione per i cani a catena che non sono stati ancora raggiunti dai volontari e che non hanno alcuna via di fuga; per loro è una vera e propria corsa contro il tempo. Più fortunati sono stati alcuni cani di Pescara del Tronto, raggiunti dai volontari e sfamato dopo diversi giorni di digiuno forzato.
L'emergenza-terremoto tuttavia non riguarda soltanto gli animali d'affezione, ma anche molti di quelli detenuti negli allevamenti ai quali Enpa ha prestato assistenza direttamente distribuendo mangime (due delle nove tonnellate sono state assicurate dal Centro Comunicazione e Sviluppo Enpa), oppure segnalando alle autorità competenti eventuali situazioni di crisi e sollecitando un pronto intervento. Per sette galline nelle campagne di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) non è stato necessario, poiché sono recuperate e messe in sicurezza dagli stessi volontari.
L'intervento dei volontari Enpa prosegue anche nei giorni a venire. Chi volesse contribuire ad aiutare gli animali colpiti dal terremoto può conferire, ai punti raccolta creati presso le Sezioni Enpa in tutta Italia, petfood, cucce, antiparassitari e altri materiali, oppure con donazioni.

(Fonte: savonanews.it)