06/11/18

“Dominion”, il film documentario che mostra la sofferenza degli animali negli allevamenti




Gli occhi sono lo specchio dell’anima. In loro si legge la gioia e la paura. Non nascondono gli stati d’animo che stiamo vivendo. E proprio con l’occhio di un maiale inizia “Dominion”, il nuovo film che denuncia la violenza sugli animali di ogni specie, scritto, diretto e realizzato da Chris Delforce, dell’associazione australiana Aussie Farms (www.DominionMovement.com). Disponibile on-line dal 9 luglio scorso nella versione originale, è stato doppiato in italiano da AgireOra Network e presentato a Torino il 14 ottobre scorso.  

«Dalle bestie che disprezziamo in quanto senz’anima, dalle foreste, dai campi e dalle tane, il grido si leva a testimoniare che sono gli uomini a essere senza cuore». Sono le parole di M. Frida Hartley ricordate all’inizio della proiezione. Attraverso le immagini catturate dalle telecamere nascoste all’interno di allevamenti e macelli, e le riprese effettuate dai droni telecomandati, il regista accompagna lo spettatore in un viaggio infernale, per farci percepire dentro di noi con grande forza, l’estrema sofferenza degli animali, la loro disperazione, il loro grido di aiuto. 

Il documentario è realizzato in Australia, ma la voce narrante spiega che si tratta di allevamenti standard, non peggiori né migliori di altri, con tecniche di allevamento e di macellazione simili in molte parti del mondo, dove gli animali sono considerati come merce, da produrre al minor costo possibile, incuranti delle loro sofferenze. 

(Fonte: www.lazampa.it)


Roncalli Circus, primo circo al mondo dove gli animali sono ologrammi


Si chiama Roncalli Circus ed è un circo tedesco che ha sempre guardato al futuro.

Nei suoi spettacoli gli animali ci sono, ma sono degli ologrammi che lasciano il pubblico senza fiato. L’unione di 11 potenti proiettori, con una risoluzione altissima, regala agli spettatori un’esperienza unica.

Negli spettacoli di questo circo tecnologia e tradizione si mescolano con maestria. Accanto alle animazioni di elefanti e cavalli, rimangono quelle immancabili dei tanti artisti che da decenni si esibiscono con la compagnia.



Fondato nel 1976, il Roncalli è stato anche il primo circo ad esibirsi nella Germania dell’Ovest, che al tempo era sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

Dopo gli ologrammi, il prossimo obiettivo del fondatore è far diventare il suo circo e i suoi spettacoli plastic free, ovvero senza plastica.

(Fonte: www.tpi.it)


31/10/18

Cane lasciato libero azzanna passante, proprietario responsabile



Legittima la condanna per lesioni personali colpose del proprietario del cane lasciato libero sulla pubblica via in violazione dell’obbligo di custodia del quadrupede
Era stato condannato in sede di merito per il reato di lesioni colpose con conseguente intimazione al risarcimento del danno nei confronti della parte lesa. All’uomo veniva contestato, nello specifico, di aver contravvenuto all’obbligo di custodia del pastore tedesco di sua proprietà. Il cane lasciato libero sulla pubblica via aveva azzannato una persona al braccio e alla gamba destra, provocandogli lesioni personali giudicate guaribili in due giorni.

Nel ricorrere per cassazione, il proprietario del quadrupede lamentava, tra l’altro, la nullità dell’atto di citazione a giudizio. L’imputazione recava, infatti, la violazione dell’art. 590 del codice penale ma il fatto descritto, a suo avviso, era diverso dalla indicata ipotesi di reato.
La norma in questione punisce chiunque cagioni ad altri per colpa una lesione personale.

I Giudici Ermellini, con la sentenza n. 29084/2018 hanno evidenziato come sia in primo che in secondo grado di giudizio, le sentenze avessero adeguatamente motivato in merito alla responsabilità del prevenuto. Quest’ultimo, nell’aprire il cancello della sua abitazione, non si era in alcun modo preoccupato di controllare il cane presente nella sua proprietà. Pertanto aveva lasciato che il quadrupede uscisse sulla pubblica via e aggredisse la persona offesa. La posizione di garanzia del proprietario era stata coerentemente e razionalmente desunta dalla circostanza che il cane, prima di uscire sulla strada, si trovava su un’area di pertinenza dell’imputato.

Quanto alla presunta violazione dell’art. 590 c.p. la Suprema Corte ha ritenuto di non aderire alla doglianza proposta in quanto scarsamente intelligibile. Il capo di imputazione, infatti, atteneva chiaramente a una contestazione di lesioni colpose, stante l’indicazione della violazione degli obblighi di custodia del cane. Di qui la riconducibilità al ricorrente delle lesioni provocate dall’animale.

(Fonte:  http://www.responsabilecivile.it)

29/10/18

Chiude lo «zoo peggiore d'Europa»: la nuova vita degli animali salvati dall'associazione Four Paws



«Glielo avevo promesso. Tornerò a prendervi!». Ancora visibilmente emozionata Loana Dungler, direttore del Dipartimento di Animali Selvatici di Four Paws, racconta i momenti più significativi dell’operazione di recupero che ha portato in salvo dodici animali costretti a vivere in condizioni miserabili nelle gabbie arrugginite del Safari Zoo di Fier a una cinquantina di chilometri da Tirana, in Albania. Chiuso dopo le critiche che erano diventate insostenibili a causa di una pubblicazione sul Daily Mail di foto che ritraevano gli animali trasformati in zombie all’interno delle gabbie dello zoo, il Safati Zoo di Fier, soprannominato anche «il peggior zoo d’Europa», era diventato oggetto dell’attenzione anche del ministro albanese dell’Ambiente e del Turismo Blendi Klosi costretto ad intervenire per la chiusura obbligata dello zoo e per il trasferimento degli animali allo zoo di Tirana, dove avrebbero ricevuto le prime cure. 

Domenica mattina quindi, tre leoni, tra cui l’ormai famoso Lenci ridotto quasi cieco da un’infezione non curata ad un occhio, e gli altri animali prigionieri dello zoo, sono stati sedati dai veterinari di Four Paws e trasferiti in apposite casse costruite per l’occasione. Per motivi di sicurezza il proprietario del Safari Zoo non era stato avvisato dell’imminente confisca degli animali. La polizia albanese, presente sul posto ad affiancare la ventina di operatori di Four Paws, ha rotto il cancello di ingresso, trovandosi davanti una scena di desolante abbandono. «Quello che abbiamo visto è stato scioccante – ha raccontato il veterinario Marc Gölkel, che faceva parte della squadra di soccorso di Four Paws. – Sporchi, piccoli recinti di cemento con animali desolati all’interno. Il leone Lenci, che soffre di una proliferazione sulla congiuntiva all’occhio sinistro, aveva bisogno di cure immediate. L’orsa a tre zampe Dushi era molto emaciata e con chiari disturbi comportamentali». 

Ha avuto la peggio la zebra, che è morta subito dopo essere stata sedata e trasportata a Tirana in un rimorchio appositamente allestito dai veterinari. «Con l’anestesia c’è sempre un forte rischio – ha spiegato ancora Gölkel – soprattutto quando gli animali provengono da condizioni di conservazione inadeguate. L’anestesia e il trasferimento di due ore si sono rivelate troppo per questo animale ormai così debole. Siamo tutti tristi di non poterla più aiutare», ha commentato alla fine dell’operazione. 

La missione era stata preparata accuratamente nelle scorse settimana, dopo che sui social media era esplosa una fortissima campagna per la chiusura dello zoo. «Gli animali selvatici erano in pessime condizioni - ha spiegato Loana Dungler, direttore del Dipartimento Animali Selvatici di Four Paws – La priorità principale era quella di portarli in un posto sicuro il più rapidamente possibile. Pertanto i tre leoni, l’orsa a tre zampe, la zebra, la volpe, l’uccello acquatico, il cervo rosso e i tre daini sono stati trasportati allo zoo di Tirana, dove erano stati costruiti nuovi recinti per accogliere gli animali salvati. Sappiamo che le condizioni dello di Tirana Zoo non sono ideali ma è stata l’opzione più sicura. Al momento stiamo lavorando per trovare le soluzioni più appropriate per ognuna delle specie. I tre leoni verranno probabilmente nel nostro centro per grandi felini Felida nei Paesi Bassi, dove ci siamo specializzati nella riabilitazione di casi particolarmente difficili. Mentre è probabile che l’orso Dushi possa essere trasferito al nostro santuario di Müritz in Germania», ha concluso Dungler.
Il grande timore serpeggiante fra gli animalisti, infatti era che il trasferimento allo zoo di Tirana potesse essere definitivo e che per gli animali di Fier si potesse trattare solo di uno spostamento da uno zoo all’altro. E in molti avevano denunciato, attraverso i social, che le condizioni dello zoo di Tirana non avrebbero potuto garantire il benessere necessario per questi animali, considerando la fama di scarsa efficienza di cui gode. Ma su questo Four Paws è stata molto chiara. «La nostra priorità è stata portare gli animali in un ambiente sicuro il più rapidamente possibile, dove poter fornire loro cibo e medicine. E mentre recupereranno le forze, troveremo per loro le soluzioni migliori. Dopo anni di torture - conclude la Dungler - meritano una vita pacifica in una casa adatta alla loro specie». 

Non è la prima volta che l’organizzazione si appoggia allo zoo della capitale albanese. «Negli ultimi tre anni - sottolineano - in collaborazione con i partner, oltre 25 orsi albanesi sono stati salvati e trasferiti nei santuari all’estero. E quasi tutti questi orsi erano stati ospitati temporaneamente nello Zoo di Tirana prima di essere trasferiti, e noi e altre organizzazioni siamo molto grati allo zoo per questo sostegno. Siamo consapevoli del fatto che le condizioni di conservazione nello zoo di Tirana non sono l’ideale, ma senza la disponibilità della direzione dello zoo non sarebbero possibili azioni di soccorso e trasferimenti all’estero».

( Fonte: www.corriere.it)


09/10/18

Animali di affezione in ospedale e nelle residenze per anziani: in Umbria potranno entrare


Cani e gatti non solo potranno entrare negli ospedali umbri per sostenere i pazienti ricoverati, ma anche nelle residenze per persone anziane o disabili per aiutarle nella vita quotidiana. In particolare, daremo la possibilità a queste strutture di adottare cani ospiti nei canili umbri, raggiungendo un doppio obiettivo: dare una casa ai cuccioli meno fortunati e promuovere nuove opportunità di pet therapy per le persone più fragili, che oltre ad essere in una comunità che li accoglie e sostiene, potranno contare anche sull’affetto e sul calore degli amici a 4 zampe. Ovviamente tutto nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza e con tutte le accortezze del caso”. 

Ad affermarlo sul suo profilo Facebook è l’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini. Un progetto innovativo con cui, prosegue, “vogliamo realizzare in Umbria per realizzare una  sanità più vicina alle persone e promuovere il ruolo sociale degli animali da compagnia nella vita quotidiana della comunità e delle singole persone”. Un progetto che domenica 7 ottobre è stato presentato anche al ‘Perugia Pet’, la manifestazione dedicata agli animali da compagnia in programma all’Umbria Fiere di Bastia Umbra.

“Gli animali di affezione – spiega Barberini – possono aiutare i pazienti a superare lo stress da ricovero e l’ansia causata dalla malattia. L’affetto, la vicinanza e il calore che trasmettono possono contribuire a rassicurare chi si trova in un momento di fragilità, in particolare ciò vale per gli anziani e i bambini. Siamo convinti che, accanto a cure e prestazioni sanitarie di qualità, sia possibile realizzare nei nostri ospedali momenti di simpatia, di benessere e di armonia a favore dei pazienti, con il coinvolgimento degli animali da compagnia. Una nuova opportunità di pet therapy, che vogliamo introdurre per realizzare, anche in questo modo, una sanità sempre più vicina ai cittadini”.

“L’ingresso di cani e gatti nelle strutture ospedaliere umbre – continua l’assessore – sarà disciplinato da un apposito regolamento, già allo studio degli uffici regionali competenti in materia, che verrà adottato con deliberazione della Giunta regionale. Potrà avvenire in aree riservate, in determinati orari, su richiesta dei pazienti, nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza e con tutte le accortezze del caso. Alcuni reparti, considerati più sensibili, saranno esclusi. Per poter entrare, cani e gatti dovranno fra l’altro essere vaccinati, in buona salute e puliti”.



02/10/18

La rinascita di Sky, l’orsa chiusa per 14 anni in una fattoria della bile

L’animale è stato liberato e portato in un rifugio di Animals Asia dove vivono altri orsi della Luna usati per anni per la «produzione» di bile destinata al mercato asiatico. In Vietnam tutte le fattorie della bile entro il 2022 dovranno chiudere.



Dopo 14 anni Sky era ancora sola. Sola, impaurita, grassa e ferita. Nella gabbia dove ha vissuto dal 2004 quando, ancora cucciola, era stata rinchiusa dopo essere stata catturata e venduta al proprietario di una fattoria della bile. Perché proprio a questo doveva servire la vita di Sky, produrre bile affinché potessero succhiargliela via attraverso lunghe e sottili cannule infilate direttamente nell’addome. 

Dopo 14 anni di sofferenza, e dopo infinite estrazioni di bile, finalmente per Sky è arrivata la libertà. Animals Asia, l’associazione fondata vent’anni fa da Jill Robinson che da anni combatte l’ancora troppo diffusa consuetudine orientale di produrre presunti medicinali e prodotti di vario genere (dallo shampoo per capelli alle creme e alle pasticche contro l’impotenza) utilizzando la bile naturalmente prodotta da orsi in cattività, è riuscita a portarla via dalla fattoria dove era rinchiusa. Anestetizzata mentre era ancora in gabbia, caricata su un camion che l’ha trasportata per 260 chilometri, Sky è così arrivata qualche giorno fa in quella che, da oggi in poi, sarà la sua nuova casa. Per sempre. E dove, finalmente, imparerà a conoscere il calore del sole, la frescura dell’acqua durante le torride estati vietnamite e, soprattutto, la morbidezza dell’erba che, per Sky, è ancora sconosciuta.
Ora la sua nuova casa è il Vietnam Bear Rescue Center, nel Vietnam del nord, provincia di Vinh Phuc. Meravigliose colline verdi smeraldo circondano il santuario fondato dall’associazione animalista, una riserva naturale che si estende per 11 ettari. Di questi 30 mila metri quadrati sono destinati alla vita degli orsi della luna e del sole che vi sono custoditi fra mille cure e attenzioni. Una dieta studiata per loro, un team di veterinari e tanti addetti alla loro cura, a partire dalla pulizia dei loro ricoveri notturni. Non è uno zoo, non è un bioparco. Ma una grande area protetta dove gli orsi liberati da una vita di torture possono ritrovare la pace. Così l’ha voluto Jill Robinson quando, nel 1996, ha cominciato a costruirlo. «Abbiamo salvato oltre 600 orsi in Vietnam e in Cina in questi anni – spiega la Robinson – oggi quasi 200 continuano a vivere nel Vietnam Bear Rescue Center, mentre altri 192 si trovano nel nostro santuario in Cina». 

Da un ventennio ormai Robinson dedica la sua vita agli orsi. Da quando, casualmente, si imbatté in una fattoria della bile cinese. Rimase sconvolta dalla vista di un orso prigioniero in una gabbia talmente piccola da non poter neanche stare in piedi. Giurò a se stessa, ha raccontato molte volte, che non lo avrebbe abbandonato a quella vita di tortura ma non riuscì a salvarlo. Da allora ha deciso di dedicarsi completamente a questa missione: ha fondato Animals Asia, e ha cominciato a lottare per far in modo che la pratica venisse abolita. 

Anche grazie al suo lavoro l’allevamento di bile dal 2005 è stato dichiarato illegale in Vietnam, ma la mancanza di strutture per accogliere gli oltre 4000 orsi che all’epoca si trovavano nelle fattorie ha fatto si che i proprietari potessero continuare a mantenere la loro attività. Nel 2017 però, il governo ha firmato un accordo storico con Animals Asia in base al quale tutte le fattorie della bile entro il 2022 dovranno chiudere e i circa 800 orsi ancora prigioni inviati nei santuari. 

Sky nel frattempo ha un mese e mezzo per adattarsi alla sua nuova vita e prendere confidenza con il nuovo mondo che la circonda. L’inattività l’ha resa obesa e le ha causato parecchi problemi di salute. Ha molte cicatrici calcificate sulla pelle, parecchi problemi ai denti a causa della dieta inappropriata a cui è stata sottoposta per tutti questi anni. «All’arrivo al santuario – spiega Il direttore di Animal Asia Vietnam, Tuan Bendixsen - Sky è stata portata direttamente in quarantena dove trascorrerà i prossimi 45 giorni. Poi verrà trasferita in una grande area interna per riprendere le forze e farsi conoscere dagli altri orsi prima di avere la possibilità di camminare ancora sull’erba ed esplorare per la prima volta un recinto all’aperto come un orso adulto». 

Il tempo ora non le manca. In libertà gli orsi della luna possono raggiungere tranquillamente i 30 anni. Sky è ancora giovane e ha finalmente di fronte in futuro di benessere. «Nessun animale merita di soffrire come ha sofferto Sky - aggiunge Jill Robinson - e ci vorrà del tempo prima che lei sia abbastanza forte da godersi appieno la sua nuova vita. Ma l’importante è che ora sia al sicuro e che quell’orribile fattoria sia stata chiusa per sempre ». Ad agosto altri cinque orsi della luna erano stati salvati nella provincia meridionale di Tien Giang. A volte i salvataggi impiegano giorni per essere portati a termine. A volte si attraversa tutto il Vietnam, viaggiando giorno e notte, per trasportare gli orsi nel minor tempo possibile e non farli soffrire durante il trasferimento. Quando arrivano sono spaesati e impauriti. Osservano da lontano i loro futuri compagni di giochi e restano in disparte, timorosi. Ma basta guardarli dondolare sulle loro altalene di legno e corda, mentre addentano mele gialle, o giocare ore e ore nell’acqua dei laghetti artificiali di cui è disseminato il santuario, per percepire anche da lontano il loro nuovo benessere. Riescono anche a fissarti negli occhi, da lontano, quando si accorgono di essere osservati. E, tra le cicatrici appena rimarginate e i denti che continuano a mancare, sembrano sorridere.

01/10/18

Operazione antibracconaggio




Una importante operazione finalizzata alla prevenzione del bracconaggio è stata effettuata nei scorsi giorni dal Coordinamento Provinciale Guardie Giurate Ambientali AK. 
I controlli che hanno visto impegnate oltre 12 guardie volontarie, hanno interessato in particolare alcune aree dell'agro nocerino sarnese e della piana del Sele. Identificate numerose persone trovate in esercizio di caccia e riscontrati alcuni illeciti amministrativi.
Particolare attenzione è stata dedicata ai territori del parco Regionale del fiume Sarno ed alla Riserva Foce Sele Tanagro. 
Durante i controlli particolare attenzione è stata posta alla presenza dei microchips ed alle modalità di trasporto dei cani. 
Un particolare ringraziamento ai numerosi cacciatori che comprendendo le finalità del controllo, hanno contribuito a segnalare situazioni di degrado ed episodi di attività illegali.

(fonte:  https://www.facebook.com/pg/Associazione-Accademia-Kronos-Salerno)



Vademecum anticaccia



Anche quest'anno è iniziata la strage degli animali,  un  massacro che negli anni scorsi ha riportato numerosissime vittime anche tra gli umani, dai cacciatori ai cercatori di funghi e anche tra civili.


Per denunciare eventuali violazioni commesse dai cacciatori è utile conoscere la regolamentazione che disciplina l’attività venatoria

Stampare questo “Vademecum anticaccia” e portarlo sempre con sé durante le passeggiate all’aria aperta può essere utile per far valere le ragioni di chi ama la natura, la rispetta e non sparge sangue d’innocenti creature indifese.

Per contestare le violazioni, ci si può rivolgere alle guardie venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste.

Ricordate che un importante pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in materia di caccia e proprietà privata  ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alle associazioni di tutela come Lac, Lipu, Lav, Enpa.

Le principali regole della caccia (fonte Lac, Lega abolizione caccia).


1. Distanze dalle case
La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro.
E’ vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
2. Distanze da strade e ferrovie
La caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie.
E’ vietato sparare in direzione di esse da distanza inferiore a 150 metri.
3. Distanze da mezzi agricoli
La caccia è vietata a una distanza inferiore di 100 metri da macchine agricole in funzione.
4. Distanze da animali domestici
La caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla mandria, dal gregge o dal branco.
5. Trasporto delle armi
È vietato trasportare le armi da caccia, che non siano scariche e in custodia, all’interno dei centri abitati e delle altre zone ove è vietata l’attività venatoria, a bordo di veicoli di qualunque genere e nei giorni non consentiti per l’esercizio venatorio.
6. Mezzi vietati di caccia
Reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbietrappola.
7. Giorni vietati
Martedì e venerdì sono giorni di assoluto silenzio venatorio anche se festivi.
8. Orari di caccia
La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.
9. Stagione venatoria
Inizia la terza domenica di settembre e chiude il 31 gennaio.
10. Luoghi di divieto di caccia
Terreni di pianura innevati, stagni e laghi ghiacciati, terreni allagati, giardini privati, parchi pubblici, centri abitati, aree adibite a sport, parchi e riserve naturali, oasi, zone di ripopolamento, foreste demaniali.
11. Allenamento dei cani da caccia
È’ consentito dalla terza domenica di agosto fino alla seconda domenica di settembre, nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, dalle ore 6 alle ore 11 e dalle ore 16 alle ore 20, su terreni incolti, boschivi di vecchio impianto, sulle stoppie, su prati naturali e di leguminose, non oltre dieci giorni dall’ultimo sfalcio.  L’allenamento è poi consentito nei campi addestramento cani tabellati.
12. Colture agricole e caccia con i cani
L’accesso dei cani è vietato nei terreni coltivati a riso, soia, tabacco ed ortaggi. L’uso dei cani è consentito in numero massimo di due per cacciatore. L’esercizio venatorio è vietato in forma vagante sui frutteti, vigneti fino alla data del raccolto, coltivazioni di riso, soia e mais da seme.
13. Omessa custodia dei cani da caccia
L’articolo 672 del codice penale “Omessa custodia e mal governo di animali” punisce chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti.
14. “Polenta e osei”
Nei locali pubblici è vietato servire polenta e uccelli selvatici anche se sono appartenenti a specie cacciabili e abbattuti legalmente.
15. Violazione di domicilio
L’articolo 614 del codice penale “Violazione di domicilio” punisce chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili.
16. Uccisione di cani, gatti, animali da cortile
L’articolo 638 del codice penale “Uccisione o danneggiamento di animali altrui” punisce chi uccide o rende inservibili, deteriora o avvelena gli animali che appartengono ai privati.
17. Bocconi avvelenati
L’articolo 727 del codice penale “Maltrattamento di animali” punisce anche chi causa la morte per avvelenamento di essi, mentre la legge sulla caccia punisce penalmente chi utilizza bocconi avvelenati.
18. Disturbo delle persone
L’articolo 659 del codice penale “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone.
19. Spari nei pressi delle abitazioni
L’art. 703 del codice penale “Accensioni ed esplosioni pericolose” punisce penalmente chi in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara con armi da fuoco.
Chi vigila sul rispetto delle leggi sulla caccia?
La vigilanza sull’applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: guardie venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie.
A chi denunciare le violazioni sulla caccia?
La vigilanza sull’applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: Guardie Venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie. Il cittadino può denunciare gli illeciti penali ed amministrativi a ciascuno dei corpi citati.
Giova ricordare che l’art. 361 del codice penale “Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale” punisce il pubblico ufficiale, come il carabiniere, la guardia provinciale, il forestale, il finanziere, la guardia venatoria, il vigile urbano, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, come ad esempio i reati sulla caccia denunciati a loro dai cittadini.
Il cittadino deve quindi pretendere che le autorità intervengano, ricevano la denuncia e denuncino alla Magistratura i reati commessi dai cacciatori.
Come vietare la caccia nei propri terreni?
Purtroppo le leggi vigenti impediscono di fatto di vietare ai cacciatori di entrare nei terreni agricoli dei privati a meno che non siano recintati con rete non inferiore a 1,20 metri. Solo in particolari casi e solo ogni 5 anni può essere richiesto per legge il divieto di caccia.
Ricordate che un importante pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) in materia di caccia e proprietà privata  ha introdotto una sorta di diritto all’obiezione di coscienza venatoria in favore del proprietario dei terreni che non intenda consentirvi l’esercizio della caccia.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolger alle associazioni di tutela come Lac, Lipu, Lav, Enpa.